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venerdì, 06 novembre 2009

la ricetta del cambiamento. cambiare non significa puntare da qualche parte e fare di tutto per arrivarci, sapendo già cosa si vuole diventare, sono sicuro da sempre del fatto che nessuno di noi può sapere esattamente cosa vuole diventare e come vuole diventarlo, e gli stimoli sociali sono tutte quante cazzate, vuoi diventare un dirigente? o vuoi fare il dentista? o l'acchiappafantasmi? vuoi avere milleseicento donne o non vuoi averne manco una? niente di tutto questo cambia lo stato delle cose quando il marcio te lo porti dentro, ho uno scheletro d'amianto pesante e insopportabile che mi rende gobbo, curvo con il peso del mondo tutto quanto sulla schiena, non che il mondo voglia qualcosa da me, non troppo perlomeno, gli basta avere il mio tempo e il mio spazio, quasi il novanta per cento di queste due cose, sono vecchio e stanco a trentuno anni e questa condizione mi ha stancato da non so oramai quanto tempo, non so cosa vorrei essere, anni fa ero molto vicino all'essere un teppistello delinquente, poi ho fatto per un pò il perfetto timbracartellino, che entra ed esce all'orario giusto fa tutto quel che deve fare e spera nella carriera, sorride, muove la testa quando gli premono il pulsante dietro la schiena, fa la riverenza e tutte le cose che si fanno quando vendi il culo e l'anima sul posto di lavoro, poi qualcuno ha detto che ero diventato uno scrittore e altri erano convinti che mi sarei trasformato in un orrendo o meraviglioso alcolizzato, non è accaduto niente di tutto questo in realtà, non sono un lavoratore perfetto e non sono un alcolizzato perfetto, nè tantomeno uno scrittore, non sono neanche un sistemista informatico perchè di fatto, lavoro come turnista e apro la porta ai francesi, metto un numerino per far lavorare altri, cerco un palliativo per risolvere un problema, un problema mai risolto, non faccio niente in pratica, dalla mattina alla sera e non sono niente e nessuno e per carità, ma anche per dio, non voglio essere qualcuno, ciò che mi ha salvato la vita è stato sempre la mancanza di quel bruciante desiderio che annienta gli esseri umani, il successo in una forma o nell'altra, a me del successo non è mai fregato un cazzo, ma questa vita mi sta stretta come una camicia di forza, avevo più o meno tre giorni liberi e li ho passati tutti quanti al letto per recuperare le forze bruciate le scorse notti, partivo che era sera per andare al lavoro e c'erano ancora decine e decine di automobili che cercavano di arrivare a casa, tutti quanti in fila, pure alle sette di sera, la pontina era buia e fredda, umida, immobile nella sua pericolosa staticità e noi siam rimasti chiusi in quel posto fino al mattino dopo, io e un bravo ragazzo, il capo-turno, un pò logorroico ma divertente, parla troppo di quel che lui ha fatto o ha voluto fare nella vita o di quel che sa fare, cerca di vendersi perchè un pò anche lui come tutti gli altri ha bisogno di sentire quel brividino lungo la spina dorsale, la voce soffusa che gli sussurra "ti stimano, amico, lui (o lei) ti ammira", a me non frega un cazzo neanche di questo, con la gente non ho mai avuto un buon rapporto, tengo molto alle cinque o sei persone che sono importanti nella mia vita, i conoscenti sono a volte un buon diversivo ma allo stesso tempo mi stanno stretti, gli estranei non li sopporto in partenza, non è pregiudizio o razzismo, io parlo tanto ma una possibilità gliela do sempre, una piccolina, è come lanciare due dadi ad occhi chiusi già sapendo che non batterò il banco, compro un gratta e vinci e nella mia testa lo sto già strappando in mille pezzi, vento e pioggia spazzano via i desideri, i sogni e le speranze infrante, vorrei recuperare l'entusiasmo di una volta, quello stimolo che mi spingeva a giocare ancora, se nella vita non riesco a giocare divento un'ameba, una pianta grassa, la noia uccide l'umanità e non ci rendiamo conto che siamo morti e camminiamo in mezzo ai morti, solo puzziamo un pò meno, certe volte, mi rendo conto che nella mia vita non accade quasi niente, tutto riguarda le persone che sono intorno a me, sono come la telecamera di un reality show che si limita a girare, inquadrare e fotografare, non sono un protagonista e lascio combattere costantemente sul ring la voglia di nascondermi contro quella di uscir fuori e ricominciare a giocare, ho conosciuto la scintilla vitale, quella vera, solo che certi giorni me la perdo per strada, l'uomo che cuce gli occhi è stato abbastanza chiaro e anche lei è stata chiara e anche un altro tale è stato chiaro <<come cazzo fa a venirti la voglia di vivere quando otto ore le passi in quel posto a non fare niente e quattro o sei le passi nel traffico?>>, non riesco a dargli torto e non trovo le energie per cercare di cambiarla, questa situazione, in modo intelligente, onesto o disonesto che sia, però sono stanco, tutto questo non mi piace, mi fa venir voglia di interrarmi assieme alle tartarughe fino a primavera, oggi il cielo è color cenere e cade pioggia gelata su tutta quanta la città, non si sente un suono venir da quella finestra, come fossero le quattro di mattina, stanotte l'insonnia e le zanzare mi hanno tenuto sveglio fino alle sette, sono rimbambito, mi fa male la testa, ho voglia di vomitare, ogni volta che andavo in dormiveglia la zanzara mi si posava sull'orecchio e mi svegliava con quel suo verso bastardo, avevo freddo, mi sono alzato mezzo nudo con il cazzo che ciondolava per la stanza e ho messo un paio di pantaloni, ho fumato due sigarette in bagno sperando che la zanzara uscisse ma non è uscita, parassita alato, puttana con le ali, succhiasangue a tradimento, le zanzare mi ricordano un paio di donne che ho conosciuto e che ho avuto solo per un breve periodo, fortunatamente per me e forse anche per loro, non credo di esser stato un bene per molte persone che ho incontrato, però loro da me hanno preso qualcosa, son sempre stato uno che un minimo per le donne si è sbattuto e ci ha rimesso le palle, chi doveva prendere ha preso tutto quel che poteva e poi è fuggito, va bene così, certe cose le ho dimenticate in cinque giorni, altre addirittura in due, alcune ci ho messo degli anni ma è stato raro, il mio cervello non era pronto ad accettare delle cose, la gente non la conoscevo ancora e forse ancora non la conosco fino in fondo anche se ho capito la natura del genere umano, perdenti spaventati e vigliacchi, bisognosi di affetto, stima, amore, approvazione, ammirazione altrui, cattivi, cattivi per noia o per legittima difesa, direbbe qualcuno, il risultato è che l'anima ce la siamo giocata tutti quanti al tavolo del blackjack e l'abbiamo persa immediatamente, il banco ha uno scrigno piccolo piccolo dove tiene centinaia di anime strette l'una contro l'altra e si dibattono, di notte devono fare veramente un gran casino, lei è tornata a casa ed io sono stato tutto il giorno al motel a dormire, avevo mal di testa ed ero distrutto per non aver dormito, stasera abbiamo una cena da estranei, andiamo con un tale, uscire un pò non mi farà male anche se devo fare la maledetta barba e non capisco come un uomo abbia voglia di scorciarsi la barba, devo comprare una buona bottiglia di vino, al supermercato ci saranno tremila persone con l'h1n1 che tossiscono e sputacchiano contro le scatole dei pelati o le buste di pasta, non so se ne ho voglia o no, ho detto si istintivamente perchè forse è meglio uscire un pò che restare nascosto, domani ho il turno alle 10 del mattino e mi vedrò qualche minuto prima con quel tale piccoletto per far colazione alla rotonda, poi niente per tutto il pomeriggio, poi la sera e il giorno dopo la stessa cosa, colazione, un bel pò di niente per tutta la giornata, non ho piani grandiosi, mi hanno rubato persino il weekend con lei, la vedrò con il contagocce ma è già qualcosa, tanto valeva lavorare questi giorni liberi, almeno avrei fatto qualcosa, anzi sarei stato in un posto, perchè lì purtroppo non si fa niente, ho sonno e sono stanco e i dottori non sanno dirti mai niente, su quel libretto rosso non sanno scrivere magiche ricette per cambiare e star meglio, il mondo tanto non lo cambierò mai e continuerò a sperare di vederlo esplodere, un bel mattino di primavera, ma io ho bisogno di uscire da questo corpo di verme e diventare qualcos'altro, qualcosa che non sia questo, questo che non sono più, i dottori possono darmi medicine per nascondere il dolore, palliativi, pure loro, le persone sono buone solo per annoiarmi o farmi sentir peggio, quindi il grosso del lavoro lo devo fare da me, in un modo o nell'altro

il problema è che ho perso il libretto d'istruzioni della vita e il manuale di me stesso e non so da dove cazzo cominciare
postato da: sintaxerror alle ore 17:03 | link | commenti (3)
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venerdì, 23 ottobre 2009

un primo appuntamento. che non è "il" primo appuntamento ma "un" primo appuntamento e con un solo articolo cambia il senso ma neanche troppo, ieri non ero affatto pronto a rituffarmi in mezzo al mondo, ho tirato fino a notte fonda aspettando un solo motivo per andare a dormire, oltre l'orologio che continuava a battere il tempo senza alcuna pietà, ricomincio a non dormire, mangio poco per via dello stomaco, le difese immunitarie si abbasseranno, il lavoro mi schianta il morale per terra, alla fine avrò un altro colpo, influenza, collo bloccato, gastrite, colite, diarrea, cecità temporanea, meningite batterica, non per forza tutti quanti insieme, vi ricordo che c'è stata una rivolta di tutti quanti gli organi legati alla digestione eccetto uno: l'intestino, ieri pomeriggio me ne stavo più o meno tranquillo a godermi l'ultima giornata di nullafacenza prima di scivolare nuovamente nel cuore putrido di questo enorme ingranaggio sociale quando son tornate le fitte, ma i dolori erano diversi dalle notti scorse, ho cominciato a sudar freddo e la stanza ha cambiato di nuovo colore, son scivolato nella mia caverna per cercare l'animale guida, ho volato con la testa fino ai tropici sorseggiando cocktail sulla spiaggia al tramonto, ho tradito la razza umana patteggiando con gli alieni per far fuori a colpi di fucile uomini, donne e bambini, in ordine sparso e casuale, ma non è servito a niente, era come se avessi mangiato un enorme peperoncino con le zampette, lo sentivo camminare quel bastardo lungo tutto quanto l'intestino, quattordici metri di passeggiata lenta e dolorosissima, ho cagato roba verde che bruciava come fosse stato acido, il mio dottore maniaco se ne stava probabilmente a palpeggiare qualche paziente più giovane di me, quando gli ho telefonato <<sintax, ma quanto carbone stai prendendo?>>, ho guardato il mio flaconcino di vicodin virtuale, "due pasticche dopo ogni pasto, come mi ha detto la dottoressa che mi ha fatto l'ecografia e il farmacista. un paio le ho prese anche a stomaco vuoto", quello con il camice mi ha urlato in un orecchio <<ma sei pazzo? quella è una bomba per l'intestino, sospendilo e prendi un'altra cosa>>, ha fatto il nome di un altro farmaco e ha riagganciato, una pasticca la mattina e una la sera, masticabili, forse è una novità questa, non sapevo che esistessero delle pasticche masticabili ma la cosa non mi piace, preferisco mettere una pasticca sulla lingua e ingoiarla con un pò d'acqua come se fosse lsd o un oppiaceo, se devo masticare un chewingum mi compro una brooklyn, non un pacchetto di medicine, non sembra neanche di mandare giù una medicina, così dopo aver vomitato gialloverde per una settimana ho iniziato a cagare verde, ero rassegnato, quel cesso ne ha viste così tante in sette giorni di cose orribili che se le ricorderà per sempre, dovrò tornare in terapia abbracciato alla tazza e pagare per due, sintaxerror e la sua tazza del cesso, sicuramente migliore di tante altre persone che ho conosciuto, perlomeno potevo aggrapparmici senza vivere la paura che si scansassero all'ultimo momento solo per vedermi crollare, volevo vedere quel tale con la chitarra ieri sera ma tutta questa storia dell'intestino mi ha costretto a dargli buca, così ho solo fatto un salto a casa di lei per prendere alcuni vestiti, bagnare le piante, cercare le tartarughe, fare altre due cosette e tornare al motel, l'uomo che cuce gli occhi se n'è stato in casa tutta quanta la sera, non aveva da lavorare e anche lui non segue molto la televisione, in questi giorni sono disgustato da qualunque faccia vedo dietro lo schermo di vetro colorato, uomini, donne, spettacoli televisivi, telegiornali, quelli molto più degli altri programmi, credo sia più sincera maria de filippi della stragrande maggioranza dei giornalisti che fanno qualcosa in tv, quando guardi amici sai già cosa vedrai, non ha la presunzione di raccontarti i fatti di cronaca, ti prende in giro anche questo programma, ma in un'altra maniera, ti confonde per altre cose e ti fa crescere insicurezze, paure, è un altro stadio attraverso il quale passare, per diventare un perfetto idiota, provate a stare in macchina tra le tre e le cinque ore al giorno e vedrete una carrellata di idioti agghindati e pettinati in modo diverso, le mani spastiche che dietro il volante curvano in modo convulso e pericoloso, automobilisti, due gocce di pioggia e roma è in delirio, oggi pomeriggio ho dovuto allungare di trenta km per tornare a casa, sarei ancora in fila sulla pontina se non mi arreso appena chiusi i giochi con quel posto maledetto, perchè non mi cerco un altro lavoro, questa domanda me la faccio spesso e me la fa spesso anche lei, che mi dice giustamente di non mollare, di non lasciarmi andare del tutto e abbandonare la nave priva di equipaggio, il capitano sono io e se non mi rimetto al timone va tutto affanculo e quando la nave affonda, anche il capitano muore annegato, comunque non mi sto cercando un altro lavoro probabilmente per paura, paura di ricominciare a guardare, agire nell'ombra, inventare scuse fantascientifiche per uscire dal lavoro prima o entrare più tardi, molto più tardi, provateci voi a saltare un'ora di traffico con un trucco magico, avanti prestigiatori, fatemi vedere cosa sapete fare, poi c'è la comodità dei soldi, che sono tanti e tanti, molti meno di quanti ne dovrei percepire ma sono sempre una somma decente, mi permette anche di scialare un pò e stare tranquillo, poi non lo cerco per pigrizia e non lo cerco perchè sono disgustato da colloqui sempre uguali che finiscono tutti nello stesso modo e nel mezzo alimentano speranze come fossero tumori maligni, poi non mi viene in mente altro ma ci rifletterò, oggi intanto sono tornato e mi stavano aspettando tutti quanti, erano contenti e mi hanno fatto un mucchio di feste, sono arrivato con un ritardo minimo e fuori il tempo impazziva contro tutti noi scemi che eravamo alla guida di una macchina, di una moto, di un sidecar, a riempire di bile il raccordo anulare e la pontina, le sturmtruppen sono sempre uguali e alcuni di loro dicono sempre le stesse cose, ce n'è uno in particolare che ti becca e ti ferma ovunque stai, anche se ti stai cagando addosso, comincia a parlare e parla e parla, parla parla e tu non hai neanche un attimo di respiro per pensare ai cazzi tuoi, un bravo disgraziato, eh, intendiamoci, ma è troppo per me, oramai è tutta la vita che ascolto gli altri e sono stanco e annoiato, ditemi qualcosa di interessante o di divertente per davvero, non di patetico, malinconico, triste, problematico, competitivo, egocentrico, ditemi qualcosa di originale, o di simpatico o di interessante, niente, non capita mai niente e le lacrime che cadono in un lago di sale non sciolgono le rocce e non alimentano nessun torrente, sono solo cadaveri di gente dimenticata che svanisce in un grand canyon, comunque nella mia prigione elettronica oggi mi son trovato a salvare il mondo almeno un paio di volte, due cazzate da fare che mi avranno portato via si e no cinque minuti, una di quelle cose nemmeno sapevo farla ma non avevo voglia di apprendere, è stupido apprendere qualcosa che non potrai rivendere mai da nessuna parte, nessuna, neanche come esperienza personale, son tutte conoscenze inutili e settoriali che mi seppelliranno vivo a pratica di mare, la giornata l'abbiamo fatta passare, dopo pranzo siamo scappati su nella stanza dei giochi io e quel tale con il quale faccio il turno ma internet non funzionava, ero esausto, non bevo caffè da sette giorni, son dovuto correre in bagno rompendo il muro del suono per cagare via una delle ultime tornate di verde rovente dal culo, nonostante la piccola finestrella la puzza che avevo fatto si stava spargendo per tutto il corridoio, una volta mi sarei vergognato per una cosa del genere, adesso sono contento se riesco a scatenare una guerra basata su armi di distruzioni di massa come questa, una società intera sterminata dalla puzza di merda di un povero cretino che non sa cosa c'ha allo stomaco, al pancreas, all'intestino e a tutto il resto dei personaggi non giocanti, quando ero proprio in procinto di lasciare l'aeroporto militare ho incontrato il mio cliente, <<sintaxerror, ti vedo sempre in giro con quell'altro, non ci siete mai in stanza. siete sempre in giro o fuori a fumare, che poi fumare ti fa male pure e finisci di nuovo in ospedale>> scherzava ma non scherzava, sapete come fanno i capi? devono insegnarglielo in una scuola, qualcuno li mette in fila e li educa per instillarti dentro quel terrore non terrore, vedo non vedo, ti punisco ma non sono io che ti punisco, sei tu che lo stai facendo a te stesso, solo che questi trucchetti non funzionano a pratica di mare, il mio vecchio capo-carceriere era un mago ed era stronzo tanto da non poterlo paragonare a nessun altro, su lavoro, lui si che mi ha fatto scoppiare il fegato e il cuore, mi ha fatto ingrossare la milza e mi ha fatto mancare il fiato, questo cliente qui invece è soft, si comporta come un manager del 2000, ti fa capire le cose ma senza puntarti il dito contro, anche quando in effetti potrebbe farlo, io comunque la mia dormita me la son fatta e la giornata l'ho fatta passare, a pranzo mi ha chiamato il mercante di schiavi buono, era preoccupato per me, però forse un pò era preoccupato anche dei suoi soldi e della figura che faccio fare alla loro società di furfanti presso il cliente, un pò e un pò, l'ago della bilancia è fermo in una situazione di parità, ho un sonno infernale e sono reperibile tutta la notte, fino a domani mattina alle otto quando attacco di nuovo a lavorare, ecco come vanno le cose, i miei capi prendono sei volte quanto prendo io e se ne stanno nei loro letti caldi a scopare, a bere vino, a guardare la televisione, a leggere un libro di merda, un qualche mattone di guerra pesante e illegibile, o il codice da vinci magari, stasera sono riuscito ad arrivare sulla montagna dove lei mi aspettava quasi in anticipo, mi son sfoltito la barba (come può un uomo aver voglia di farsi la barba?), ho messo una camicia buona e un maglioncino, ho sfidato la notte con la panda nera, erano belle le luci dei cartelloni e finalmente potevo correre come un fulmine assieme ai depeche mode e il post-pioggia, le strade tutte bagnate luccicavano e solo ogni tanto un camion alzava un bel polverone nebuloso d'acqua sporca, il mio tergicristallo non pulisce più niente e devo ricordarmi di cambiarlo in questa vita, lei è uscita dalla sua prigione e ci siamo baciati, ce ne siamo stati un pò per conto nostro a chiacchierare, a pomiciare, finalmente eravamo di nuovo insieme, sembrava che non ci vedessimo da un anno e mi sentivo come al primo appuntamento ma senza la paura del primo appuntamento, una gran bella sensazione, ci siamo fermati a pomiciare in macchina con i finestrini tutti appannati e il cazzo mi diventava di marmo che potevi bucarci un sedile della mia panda scomoda, non è la macchina migliore del mondo per scopare o fare sesso o andare in giro per il mondo, le tenevo la testa con il braccio sinistro, completamente accoccolata su di me, quella panda era come un morbido letto ed io ero il re, niente poteva andare meglio di così, mi ha portato dei dolci squisiti fatti dai pasticceri della sua prigione, deliziosi, da leccarsi i baffi e la faccia, tozzetti con dentro delle gocce di cioccolato e meringhe con un cuore cremoso, ne ho rubato uno dalla colazione di domani, separarci dopo aver trovato il tempo insieme, questa intesa e tutto quanto quel che funziona e rende il nostro stare insieme magico non è semplice, domani ci riprendiamo il nostro weekend e festa finita, alla faccia del mondo e di torvaianica, della sua prigione e del litorale di ostia senza i cartelli per la via del mare, ci sono posti a roma dove i cartelli ci sono solo se vieni da una direzione, se vieni al contrario non ci sono cartelli e tu perdi la girata, continui ad andare dritto e devi fermare uno qualunque per farti dare un'informazione al 70 percento incompleta, al 20 sbagliata, al sette percento corretta ma incomprensibile e al 3 percento corretta e comprensibile, con punti di riferimento e tutto quel che serve per arrivare sani e salvi a casa, a scuola, al lavoro, nel bordello, ovunque dovete arrivare, io perdo colpi, devo dormire almeno qualche ora, è stata una grande notte questa, una notte magica

con un colpo di spugna ha ribaltato tutta quanta la giornata.
postato da: sintaxerror alle ore 01:07 | link | commenti (1)
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mercoledì, 21 ottobre 2009

quasi pronto a rientrare in "società". un uomo per questo dovrebbe essere felice? ci sono persone che non potrebbero vivere, senza il loro lavoro, non saprebbero che cosa fare, si intristirebbero, sono agitati, nevrotici e non si godono niente, metteteli a casa qualche giorno e vorranno tinteggiare le pareti o stuccare i muri, controllare tutti quanti i rubinetti della palazzina, poi vorranno lavare la macchina, comprarsi una camicia, comprare il giornale e parlottare con il tizio del bar anche se a nessuno di tutti e due frega realmente qualcosa di chiacchierare, la gente invecchia e arriva il giorno in cui percepiscono la pensione che sto pagando io con il mio lavoro di merda, a quel punto c'è il panico più totale, si alzano comunque alle 7 di mattina e se ne vanno in giro, alle otto sono davanti ai supermercati, poi sono in coda per fare prelievi, analisi, controlli, altri sono in farmacia e il resto tra i bar, i parchi, le strade fresche, a braccetto con la morte che cercano di scappare ammazzando il tempo, se ammazzo il tempo, il tempo non ammazza me, non se ne stanno mai una giornata in silenzio ad ascoltare la vita e la puzza delle loro scorregge, le lancette dell'orologio che segnano il tempo, la luce che muore dentro un tombino, il rilassante nulla, c'è puzza di spirito per via del prelievo, quando vai in un ospedale il più delle volte non ti fanno i test che dovrebbero fare e non ti dicono niente alla fine, è una sorpresa, un pacco regalo, alcune persone, come me, si chiedono alla fine "ma io che cazzo ci sono andato a fare? non potevo farmi una corsa sui binari della metropolitana?" sarebbe stato di certo più significativo, sono partito ieri per fare quell'ecografia a via marco polo, ho pagato quel che c'era da pagare e mi sono seduto, al di là del vetro c'erano due ragazze che sembravano hostess robot, erano molto alte, indossavano una divisa scura e pareva che nessuna delle due avesse un solo organo interno, un fegato? una milza persino, un pancreas? ecco, il pancreas, la dottoressa mi ricordava mia nonna che se n'è andata all'altro mondo, era una signora brava e scrupolosa, molto materna e dolce, mi ha passato tutto quel liquido scivoloso sulla pancia e poi ha cominciato a strusciarci l'apparecchio, quel cazzo di microfono che usano per le ecografie, <<il fegato è a posto, dimensioni normali, un gran fegato>>, quel che ti dicono sugli alcolici spesso è solo una diceria, dipende tutto da come reagisce il tuo organismo, c'è gente con i polmoni neri che non ha mai fumato in vita sua, c'è gente con il fegato a pezzi che ha bevuto solo l'ammazzacaffè al termine del pasto e solo di sera, mai di giorno, neanche la domenica, ci son stati mesi in cui ho bevuto ventinove giorni su trenta e mi attaccavo sempre ad una bottiglia diversa, ma scelta con cura, acquistata con i buoni pasto che mi davano per mangiare al lavoro, ad oggi ho un fegato che è ancora di tutto rispetto, 31 anni e lui continuerà a macinare merda ancora per parecchio, almeno secondo i medici, <<non vedo niente nella colicisti o nelle vie biliari, niente di rilevante, adesso facciamo una cosa>> commossa dal mio racconto ha deciso di farmi un'ecografia al pancreas, così, senza bisogno di pagare una seconda volta, è come se avessi guadagnato 61 euri, strusciava quel suo aggeggio e strusciava e strusciava ma sul monitor non si riusciva a vedere niente <<è incredibile, hai talmente tanta aria nello stomaco che non riesco neanche a vedere il pancreas>> ci ho buttato un occhio e per quanto poco ne capisco aveva ragione, tonnellate d'aria nello stomaco l'hanno dilatato e hanno costruito una sorta di enorme bolla d'aria impenetrabile, eravamo tutti e due abbastanza confusi, la gente tornava al lavoro dalla pausa pranzo e i vecchietti facevano il riposino pomeridiano, probabilmente in tv davano beautiful, <<tu scarichi tutto quanto il tuo nervoso sulla pancia, non è vero?>> tensione, ansia nervosa, madonne, tutto quanto mi si attorciglia sempre attorno allo stomaco, è come bere bicchieri interi di acido e mandarli giù senza cagarli o pisciarli mai, <<adesso devi assorbire tutta quest'aria o tra poco non potrai neanche più mangiare>>, mi ha dato delle pasticche di carbone vegetale e mi ha detto di sentire il medico, <<ma non sono sicura che sia solo questo a causare il tuo problema, devi far proseguire l'indagine al pancreas e se non basta anche al colon, quello dev'essere veramente irritato>>, indagine al colon significa colonscopia, ti infilano un grosso tubo nel culo e lo fanno salire fin su al cervello, mentre credo tu digrigni i denti, ti lamenti, sbuffi, forse piangi o non so che altro, ecco, avevo proprio voglia di un bel tubo in culo, la fortuna non mi abbandona mai, ma potevo esser molto più sfortunato di così, potevo avere un tumore al fegato, o dei calcoli grossi come le mani di un camionista nelle vie biliari, potevo avere tre giorni di vita e invece sono ancora sdraiato sul tavolo verde, con dio e tutti gli uomini che ha creato che puntano, tirano la pallina e fanno girare la roulette, io sono uno zero verde, probabilmente, un numero strano ed emarginato, privo di qualunque valore ma che perlomeno ha un bel colore, ho fatto una rima, adesso posso dire di essere un poeta, c'è gente che scrive merda vera e la spaccia per poesia, chiunque può essere un poeta, basta avere una penna o un foglio di carta, alcuni scrivono proprio come vanno al cesso o comprano gli hamburger da cucinare il giorno dopo, poi se la vogliamo chiamar poesia chiamiamola così, c'è sempre puzza di spirito, stanotte ho bevuto una tazza di tè e ci ho intinto dentro quattro o cinque fette biscottate vitaminizzate, mica cazzi amici, fette biscottate speciali, erano più buone di quelle normali o sono io che mi lascio condizionare facilmente, avevo una fame da lupo, avrei mangiato il corpo di un essere umano bello cicciottello, l'avrei spolpato vivo, anzi vivo no, le persone vive rompono i coglioni con il loro asfissiante chiacchiericcio, dicono cose inutili il più delle volte e con il tempo ci fai l'abitudine, ti vengono fuori gesti meccanici e rispondi con la testa, annuisci, ridi pure, siamo come le scimmiette, condizionati, poi ci dicono <<oh ma lo sai che veramente tu sei stato bravo perchè>> e noi ci sentiamo meglio, quando la ruota gira ci diranno <<eh hai sbagliato, non ci si comporta così perchè>> e noi ci sentiamo peggio, delusi, con i sensi di colpa, o arrabbiati per nascondere le nostre insicurezze, scimmiette, ecco quel che siamo, come ha fatto anche solo una persona a credere a quella cazzata di adamo ed eva, con eva che l'hanno disegnata senza neanche le tette, siamo uguali alle scimmie perchè siamo scimmie, e se non fossimo tanto diversi fisicamente direi che siamo pecore ma tutta quella lana addosso me la devo comprare d'inverno, io, non ho la fortuna di possedere uno strato protettivo naturale, ci siamo pure evoluti male, non abbiamo imparato niente dal dna, niente dalla cultura, dalla storia, ripetiamo lo stesso errore, semplicemente, comunque stanotte ho beccato l'ultima zanzara che mi angosciava la vita, l'ho fritta nella racchetta cinese, benedetti i cinesi e tutta la cina, almeno per oggi, mi sono svegliato all'alba e avevo voglia di dare la testa al muro, sono uscito con il freddo e me ne se sono andato al medical house di vigne nuove, le strade che portano al motel sono state sbarrate, stanno facendo dei lavori per rimettere in sesto il manto stradale, a dire il vero non li hanno ancora iniziati i lavori, però intanto le strade le hanno chiuse e così mi son potuto avvicinare solo un tot, l'uomo che cuce gli occhi è stato felice di accompagnarmi, felice per modo di dire, però almeno ho avuto compagnia, la sala d'aspetto brulicava di gente anziana che tossiva e guardava la vita con fare malinconico e temporaneamente triste, c'era una ragazza in fila che era più alta di tutti quanti noi messi insieme e tragicamente magra, ho sonno, me ne stavo in un angolo ad aspettare il mio turno quando una signora si è messa in mezzo e ha cominciato a parlare prima con noi, poi con altri, poi con un pacchetto di fazzoletti lasciato da qualcuno a terra, la società produce cinque malati di mente al giorno al metro cubo, uno diventa consapevole di esserlo, vive più o meno felice arrangiandosi giorno dopo giorno o si fa fuori, tre vengono impiegati presso aziende private o statali, guidano il taxi, servono i caffè al bancone, parlano di politica, comprano libri stupidi e si assicurano di aver già pronti il venerdì, il sabato sera e anche tutta quanta la domenica, un piano d'azione se c'è il sole e uno se c'è la pioggia, due di questi hanno subito qualcosa di brutto da uno dei tre della categoria precedente e se ne vanno in giro per strada parlando da soli, leccandosi le mani prima di passarsele sulle palle, sono quelli che scansate sull'autobus o nelle sale d'aspetto, io cerco sempre di scansare tutti quanti, ma quando becco questi tipi qui parteggio per loro, da sempre, la dottoressa era la stessa che mi aveva sventrato il braccio qualche mese fa per il prelievo legato alle allergie ai farmaci, la stessa, identica, oggi è stata più attenta e mi ha fatto meno male, avevo già una bestemmia pronta tra i denti e ho dovuto rimetterla nel taschino, <<lunedì avrai la risposta alle analisi del pancreas>> e intanto stasera scoprirò se ancora il mio stomaco non regge un pasto o se finalmente adesso si sente pronto a tenermi in piedi, questo determinerà anche il mio ritorno in società o meno, sveglia alle 6.30, un'ora di macchina sul raccordo anulare e sulla pontina, il caffè lurido della macchinetta, il freddo della base militare e le sturmtruppen, un lavoro ridicolo, indecente e che ancora neanche so fare, vai a mangiare da manos, la stanchezza del pomeriggio, reperibile tutta la notte, la sera solo tanta voglia di dormire e di aspettare il weekend, per fortuna domani vado a trovar lei nella sua prigione sul colle, dice che fa molto più freddo li rispetto che a roma, l'aria ti taglia via la faccia, da vivere insieme a vederci solo il weekend e una volta durante alla settimana è strano, è un cambiamento notevole, se fossi andato io a lavorare fuori probabilmente ci saremmo visti solo il weekend, quindi non ci è andata poi così male, ma mi manca e non ci posso fare granchè, fuori c'è ancora un gran sole, i meterologi non ci hanno preso neanche per oggi, dicevano che avrebbe piovuto e invece dovranno cercarsi un nuovo lavoro,

o si sta preparando il maltempo per domani che torno a lavorare io?
postato da: sintaxerror alle ore 11:13 | link | commenti (2)
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martedì, 20 ottobre 2009

la crisi numero quattro. stare in malattia mi permette perlomeno di scrivere sul blog, un vantaggio ci dovrà pur essere dato che alla fine non sto mangiando più, non dormo di nuovo, per un motivo o per un altro e non vedo nessuno, sintaxerror rinchiuso nella torre alta alta che aspetta qualcuno che lo salvi dal drago, ho sempre amato di più i draghi, delle persone, il loro modo di non-esistere è più reale del nostro, ma anche la nostra tattica funziona ed è una cosa sottile, elusiva, non ce ne accorgiamo mai, ma smettiamo improvvisamente di essere persone, uno schiocco di dita, una pala che rovescia terra, l'aratro che non lascia nessun solco al suo passaggio, eccoci qui tutti quanti, tanti, ingombranti, inutili, la storia ci ride alle spalle, forse solo il prossimo manipolatore bastardo che cambierà la storia potrà dirci chi eravamo veramente, magari saremo eroi della rivoluzione, o terroristi vendicativi, soldati della dittatura, basta disegnare una divisa, cambiare uno sguardo, prendere la foto giusta, un eroe diventa un mendicante e un mendicante diventa un impiegato presso l'aeroporto militare di pratica di mare, chissà che dicono i miei ragazzi condannati laggiù senza di me, non mi manca affatto il caffè lurido di quella macchinetta e quel non-lavoro davanti al computer di cent'anni fa con le sturmtruppen che ascoltano canti fascisti e vedono film fascisti di vario genere, non che a me freghi troppo di quel che vede o non vede una persona, ammesso che si possano considerare sempre persone le sturmtruppen, è la varietà che manca, i fascisti quelli veri li hanno fatti tutti quanti fuori una cinquantina d'anni fa, adesso la loro musica è fuori moda e anche i film, con tutti quei padri padroni che tengono le figlie in casa chiuse e segregate come se avessero la figa di diamante, costrette a far loro tutto in casa etc etc, ma in fondo anche il caro italiano medio è così, maschio padrone, padre di famiglia, capofamiglia, solo perchè c'è del potere di mezzo, non so quanta gente sarebbe pronta a farsi ammazzare per la sua famiglia, in definitiva c'è più vigliaccheria che fascismo in giro e per molti va bene così, comunque a prescindere da tutte quante le cazzate che dico io e da quelle che dicono tutti quanti gli altri, il pomeriggio di ieri se n'è andato colpevole in fretta e furia, la sera ho guardato bene quelle due specie di medicine che mi hanno dato al pronto soccorso e ho deciso di prenderne una, tra diosmectan e riopan ho scelto riopan che almeno non c'era dio di mezzo, l'ho presa mezzora prima di mangiare come recitava il foglietto illustrativo e avevo già i bruciori allo stomaco da ore, sento tirare nel punto magico che mi fa vivere un inferno senza fine, aveva il sapore di yogurt chimico, si, non so come si scrive yogurt però magari ci ho azzeccato, lo stomaco tira, quell'affare sapeva di yogurt chimico ed io mi sono seduto a mangiare il mio menù di riso bianco con olio e patate lesse con una fenomenale novità di patate bollite, non ho fatto neanche in tempo a finire di mangiare che ero sdraiato per terra con i dolori, ieri è arrivato prima alla schiena e poi davanti, è come avere una lancia che mi attraversa tutto quanto il torace, indescrivibile, le pareti della stanza e del corridoio mi si contorcevano intorno e non riuscivo a non pensare al dolore, l'uomo che cuce gli occhi mi stava intorno, mi guardava senza toccarmi <<respira, sintax, non ci pensare, cerca di calmarti>>, "cazzo, non è una questione di nervoso, è il dolore", nervoso di solito ci divento dopo, non prima, nervoso stanco e affamato, quando tutti quanti sono a pancia piena ed io ho appena finito di vomitare nel cesso, le carote mi piacevano pure, ero contento di mangiare le carote ma iddio, il destino e i miei organi interni, non erano d'accordo sul discorso carote, <<è meglio che sintaxerror non le mangi quelle benedette carote>> di solito vomito dopo qualche ora che ho mangiato, ieri non ho neanche fatto in tempo a finire, la logica mi dice che questa cosa sta peggiorando, sono pieno di succhi gastrici e di bruciori, ho sempre fame e bevo acqua a piccoli sorsi, le sigarette ho ricominciato a fumarle una volta andata a farsi fottere l'influenza, fuori c'è un sole luminosissimo e il rumore sordo dei miei tasti che schiaccia il peso della mattina, mattine come queste sono inutili, non ho quasi chiuso occhio con le zanzare in camera, i morsi della fame e la paura del dolore, ieri ho fatto fuori due zanzare e una ha continuato a torturarmi solo perchè non sono riuscito ad ucciderla, ho bevuto una camomilla con delle fette biscottate, la cena dei campioni, oramai non ci provo neanche più a cenare finchè non mi dicono che cazzo ho, da 76 sono arrivato a 74 kg e sono sicuro di poter migliorare fino a sparire nel nulla, il mercante di schiavi buono mi cerca da ieri, quella tale che lavorava con me mi cerca da ieri, alla fine ho spiegato tutto a tutti e due, il mercante l'ho sentito proprio stamattina, non so dov'era ma il cellulare non gli prendeva e nessuno poteva farci niente, <<stai tranquillo sintax, vedi di capire che cosa hai, in bocca al lupo>>, poi mi sono arrivati gli in bocca al lupo di quell'altro tale, sono i ragazzi del complesso sotterraneo, cari amici miei, non si sono dimenticati di sintaxerror, ed io non mi dimentico di loro, ho passato degli anni belli e divertenti, non belli da tutti i  punti di vista, ma divertenti sicuramente, prima che mi deportassero a pratica di mare, altra acqua e la sigaretta numero due, cena con camomilla e fette biscottate, colazione con acqua e sigarette, ieri ho stampato una decina di indirizzi e numeri di telefono da comporre stamattina per implorare una stramaledetta ecografia a fegato, cisti e vie biliari a pagamento, un posto per oggi, ne ho fatte quattro o cinque di chiamate e ho vinto io, 1415 in via marco polo, quante volte ho fatto via marco polo per arrivare alla piramide, vado sempre forte su quella strada all'andata, ci sono quei due o tre semafori che se li becchi verdi di cambiano l'esistenza, sintaxerror si accontenta veramente di poco, sogno cornetti caldi con dentro cioccolata bianca filante, crema gialla come fosse oro, guarnizioni di nutella appena tirata fuori dal barattolo, invece in faccia ho il mio solito sfogo rosso e niente più, sigarette e acqua, in uno dei centri che ho chiamato mi hanno detto <<lo sa che deve stare a digiuno per almeno cinque ore?>> i medici di ieri mi hanno detto che devo fare un digiuno di otto ore, altri mi hanno detto che non devo fare digiuno, i cattolici mi darebbero da mangiare soltanto pesce, verdure e carboidrati e i mussulmani mi direbbero di lasciar perdere i maiali, è bello avere tanti pareri diversi e tutti contrastanti, come per la storia dell'ernia, ma ora lasciamo perdere l'ernia che altrimenti sono troppe malattie insieme, digiuno oramai da talmente tante ore che non me lo ricordo neanche più, <<ce la fa a stare qui alle 10.30 prima che la dottoressa vada via? si è liberato un posto da poco, ma è l'ultimo per oggi>>, mi son piegato nel letto, ho guardato l'ora, erano le 9.55 ero nudo con il cazzo barzotto e tre ore di sonno sulla schiena, a venti km dal posto circa e venticinquemila macchine in coda per il traffico, "no mi dispiace, ma non ce la farò mai", poi ho trovato il posto delle 14.15 e ho risolto comunque i problemi, almeno una cosa l'abbiamo sistemata, oggi forse qualche luminare saprà dirmi cosa ho allo stomaco, calcoli? crisi epatiche? cancro? è meglio scrivere di notte che di mattina, la mattina mi trascino da una stanza all'altra in catalessi e non c'è la stessa magia che c'è la notte, bere quando scrivo fa si che la magia diventi una fiaba incantata con streghe, maghi, demoni, alberi parlanti, persone mute, tutto ciò che ho sempre sognato, lei è lassù in quella specie di galera di preti con il cellulare che prende e non prende, perlomeno però le hanno acceso i riscaldamenti, volevo salutarla ma cosa succede se una delle crisi mi prende per strada? non riesco nemmeno a reggermi in piedi quando me ne arriva una, figurati guidare, mantenere la calma, tornare a casa sano e salvo, non posso scendere ancora dalla mia torre

ho fatto proprio un bell'affare questo 2009
postato da: sintaxerror alle ore 11:55 | link | commenti (1)
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lunedì, 19 ottobre 2009

l'inutile ed estenuante viaggio al pronto soccorso. è già notte fonda e non mi ricordo perchè, sulla città è sceso un freddo violento e fastidioso, la gente è ancora in giro, nonostante sia domenica, non so come mai certe parti di roma siano così brutte di notte, come via nomentana per esempio, mi mette allegria di giorno ma di notte no, è spenta e vuota, porta maggiore è brutta sia di giorno, sia di notte, si ok, ci sono queste maledette mura romane, pensate che basti alzare un muro alto qualche metro e farlo resistere per migliaia di anni per rendere una zona piacevole? decente? oggi pomeriggio lei è rimasta incastrata al centro commerciale e poi è arrivata, bella e profumata, pronta per il suo lungo viaggio, mi mancava non sono abituato a non vederla per così tanto tempo, le quattro pareti del motel non sono più il mio posto, mi respingono, se n'è andata che avevo appena deciso di andare al pronto soccorso, qualcuno doveva spiegarmi questi dolori prima dell'arrivo della crisi numero quattro, più violenta della crisi numero tre e della due e soprattutto della uno, ogni volta i dolori si intensificano e al termine di questa inutile, lunga notte, stiamo proprio per affrontarla, la famigerata crisi numero quattro, lo stomaco si prepara da questo pomeriggio, gorgoglia, borbotta, affila i cortelli contro il fegato e li asciuga nel pancreas, sono uno solo contro un esercito di organi infuriati, l'uomo che cuce gli occhi girava con un bel bicchiere in mano, liquido trasparente con dentro del ghiaccio, "è vodka" gli ho detto puntandogli l'indice contro, <<esatto signore, lei ha vinto un bel premio questo pomeriggio>>, 18 ottobre, non so perchè mi è venuto in mente il diciotto dicembre, siamo ancora lontani da dicembre ma il freddo è tale e quale a quello di natale, così ho preso la sciarpa e la giacca invernale e il cappello che stranamente puzzava di merda, il sapone di marsiglia, mescolato ad altre cose a me sconosciute, appiccica agli indumenti un vago retrogusto di merda, così ho dovuto lasciar stare il cappello all'andata e l'ho usato solo al ritorno, non volevo confondermi con tutti gli altri che puzzavano di merda sul serio, in quel posto, <<ne vuoi un bicchiere anche tu, sintax?>> ha detto il mio amico squarciando il cuore di un pover uomo derelitto come me, "no amico, mi ucciderebbe", l'uomo che cuce gli occhi ha sospirato e ha poggiato il bicchiere sul comodino, sul mio comodino, <<beh se non ti ucciderà questo bicchiere sarà il cancro a farlo, o un incidente stradale, o un pazzo assassino, un dottore incompetente, un dottore competente ma troppo sicuro di se, una partita di carne in scatola avariata. in ogni caso, morirai, che tu lo beva oppure no>>, ma di bere oggi non mi interessa niente, quel che vorrei ora è mangiare, ingozzarmi ed ingrassare quindici chili in un solo giorno, strappare il retro dei pantaloni quando mi chino, lasciar la panza scoperta dai maglioni oramai troppo corti, invece non se ne parla, ho messo un paio di mutande buone, dei jeans slacciati, qualche maglione e sono uscito al freddo portandomi dietro tutti gli acciacchi dei giorni scorsi, oramai stanno per finire anche loro, avete perso, cari miei, l'influenza di oggi è troppo debole per sintaxerror, arrivato a questo posto, che poi è l'ex ospedale delle figlie di quel maiale di san camillo? filippo? non mi ricordo di chi sono figlie, non mi ricordo il padre ma potrei accennare alla madre e tutti mi accuserebbero di essere il solito blasfemo, quindi lasciamo stare, via dell'acqua bullicante, roma nasconde delle zone brutte e pericolose, piene di vita vera, strade che schiumano di insetti umani che cercano un posto qualunque all'interno del mondo o della società, la sala d'aspetto era una stanzetta minuscola aperta su due lati dove il gelo ti congelava le orecchie, per i malati c'era un posto dove aspettare all'interno, ero uno dei pochissimi italiani lì dentro, non che io abbia particolare stima degli italiani, anzi, è che mi sembrava di esser finito in un ospedale asiatico, erano tutti quanti cinesi o asiatici mussulmani, non so dire di che parte dell'asia ma credetemi, sono sicuro che sulla mappa saltellavamo tra la cina e il medio oriente, la geografia non è mai stata il mio forte, erano tutti stanchi e spenti, c'erano sgherri di quartiere che masticavano gomme e camminavano grattandosi il culo e toccandosi il pacco, uno di loro ha attaccato bottone con me, parlava delle infermiere, in quell'ospedale uomini e donne venivano selezionati direttamente in discoteca, non so che cazzo ha detto il cervello al capo del personale, ma ce lo vedo ad indicare con il dito la gente da assumere in mezzo al cast di amici di maria de filippi, <<ok voglio quella bionda lì con gli occhialetti, adesso quello moro con la giacca della lonsdale>> et voilà, les jeux sont fait, o come cazzo si scrive, maledetti francesi, c'era pure una ragazza francese con il suo compagno italiano e si sono fatti visitare tutti e due, c'era un tossico che è entrato barcollando e ci ha messo un bel paio di minuti a raggiungere una sedia libera, lontano dagli altri che come lui starnutivano, tossivano, sputacchiavano, io aspettavo, volevo leggere il mio libro, poi ho sentito lei che è arrivata a destinazione e le hanno riservato una camera fredda, grossa, con gli scarafaggi, è una cosa ingiusta, un collegio di preti intonacati di nero come la merda che sotto il vestito nascondono pedofilia, ingiustizia e il cuore morbido della sottocultura italiana, non che ci sia una cultura italiana o una "sopra"cultura italiana, è sempre questa merdaglia qui, cambia solo forma, aspetto e denaro versato nel conto in banca, a roma o alle caiman, si scrive così caiman? era triste lei ed ero triste pure io, la sua amica dormirà in stanza con lei, almeno avrà compagnia e forse le serate le passeranno più in fretta, io sono entrato a parlare con il medico e mi hanno fatto sdraiare sul lettino, una delle infermiere di amici è venuta a mettermi l'ago cannula per due prelievi, mi hanno coperto di domande e mi hanno sbattuto sulla stessa sedia dove mi avevano preso, lui era palesemente ricchione e provava un simpatico piacere mentre mi tastava lo stomaco, lei aveva voglia di scherzare e di parlare, io volevo solo sapere cosa cazzo ha la mia pancia e come evitare la quarta crisi, le tre del mattino, sempre più tardi, con questa storia del dolore non dormo più bene e i giorni passano e neanche domani tornerò a pratica di mare, vorrei quasi tornarci e ho detto quasi, non mi prendete troppo sul serio, aspettando parlottavo con un cinese ubriaco che si era quasi rotto una mano prendendo a pugni un muro alla stazione termini dopo una lita con la donna, parlava un italiano comprensibile, non mi esaltava parlare con lui e non mi scocciava, non aveva doppi fini, non voleva niente da me, non cercava conforto, non voleva il mio cazzo, non dovevo ridargli dei soldi e non dovevo fare da intermediario con la sua donna, una conversazione pulita, dopo un'ora ci hanno mandato insieme a fare un'inutile lastra, io non dovevo fare una lastra, dovevo fare un'ecografia a quei maledetti organi interni che mi hanno dichiarato guerra, gli americani dicono di fotografare i loro obiettivi prima di bombardarli, fanno sorridere i terroristi e poi gli scaricano l'inferno sulle case, lasciamo stare che poi non ci sono mai stati terroristi e gli americani truccano documenti, foto, immagini, video, reportage, come poi facciamo anche noi, pensavo che almeno i dottori una volta mi servissero e invece niente, mi son spogliato con l'ago cannula che mi strappava via la vena del braccio destro e mi son rivestito, <<mettiti di profilo, ok adesso di schiena, fai un respiro grande e poi non respirare>>, se respiro mi fa male lo stomaco, se mangio mi fa male lo stomaco, ma se un uomo non respira e non mangia alla lunga muore e nessuno si ricorda più di lui, la mia sedia era gelata, uno dei ragazzi della società dei mercanti di schiavi era seduto in mezzo agli altri, al mio ritorno, non ero sicuro di chi fosse e lui sembrò non ricordarsi di me, o forse ha fatto finta di niente per non parlarmi, il che va bene lo stesso, non c'era niente da dire, eravamo due poveri stronzi prigionieri al pronto soccorso, poi mi ha chiamato l'infermiera di amici, <<le analisi sono a posto, la lastra è a posto, quindi le do la terapia da fare>>, lo sapevo da solo che non avevo niente al torace perchè al torace non ho mai avuto niente e mai avrò niente, il problema era un altro ed era chiaro dall'inizio, "perchè il dottore non mi ha fatto fare un'ecografia?", lei ci ha pensato un attimo e poi, sempre sorridendo ha detto <<perchè non ha ritenuto necessario farla>>, probabilmente quello che fa le ecografie era fuori a scopare con una nigeriana sulla casilina, o magari dormiva al calduccio del suo letto e non poteva scomodarsi di certo per la pancia di sintaxerror, tanto chi avrebbe mai verificato la sua presenza e la sua efficienza e professionalità? nessuno, nè oggi, né domani, né mai, sono uscito con un pugno di mosche e un sacco di freddo nelle ossa, altri poveri storpi erano arrivati in ospedale e attendevano il loro turno, una vecchietta era caduta in casa e si era rotta il naso, è arrivata che sanguinava in una bacinella, tutto quel sangue non mi faceva schifo e non mi impensieriva, anche se doveva essere dentro il naso, non fuori, un altro gruppo di buzzurri parlava della roma e di non so che altro in romanaccio stretto e insopportabile, una coppia di cinesi praticamente minorenni cercava di comunicare con il personale di amici che non parlava bene manco l'italiano, figurati l'inglese o peggio ancora, il cinese, una città multiculturale questa, peccato che in questa mescolanza di razze e culture non sappiamo parlare gli uni con gli altri, a me non frega un cazzo di parlare con nessuno, quelli della mia razza e sottocultura li conosco bene e non hanno niente da dirmi, gli altri hanno le loro rogne, i loro problemi mentali, non voglio conoscere anche quelli, vivo bene con i miei e quelli degli altri schizzati che son costretto a frequentare, non mi fate caricare ancora merda sul camioncino che poi non posso più trasportarlo, ho una macchinetta che è una bomba, ma anche lei ogni tanto ha bisogno di riposarsi, ho bevuto una camomilla e ci ho intinto dentro cinque fette biscottate, la cena del campione, lo stomaco è incazzato come una bestia e si muove dentro di me pronto a sferrare la contro-offensiva, una zanzara mi gira intorno alla faccia quando fuori fanno si e no sette gradi, nessuno ha fatto la mia ecografia ma qualcosa nel dolore ora è cambiato,

oltre a farmi male lo stomaco adesso mi fa male anche dove c'hanno messo l'ago cannula
postato da: sintaxerror alle ore 03:13 | link | commenti (2)
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domenica, 18 ottobre 2009

la collezione dei miei dolori. quanti giorni fanno da martedi ad oggi? sono sei? sono cinque? comunque è da martedì che sono in reclusione al motel e la vita fuori non mi manca quasi per niente, il lavoro non mi manca per niente, le persone in strada, sedute nelle macchine di fianco alla mia, non mi mancano per niente, è una sensazione di pace e beatitudine interiore da provare, una volta ogni tanto, il problema è che quando non esci fuori nel mondo degli orrori non puoi scrivere di niente, anzi no, hai meno stimoli, sono come un vecchio giornalista che scrive un articolo sullo zoo cittadino, catastrofico e caotico, i giornali non bastano perchè sono pieni di bugie, e dire che sono bugie divertenti e ti fanno passare un pò di tempo, ma è il frutto della macchina che serve a creare la spazzatura di cui gli uomini hanno bisogno per tirare avanti e farsi uno scopo, quindi non può essere l'ultimo stimolo, la strada è lo stimolo, la strada è la realtà, comunque dalla mia finestra si vede poco e niente, non voglio neanche affacciarmi in questi giorni e guardare giù, i dolori oggi sono cominciati di prima mattina, qualunque cosa io abbia dentro sta peggiorando, l'altra notte non riuscivo a stare zitto dai dolori, ho vomitato l'anima nella tazza del cesso e sono tornato al letto, la guardia medica era un dottore un pò stanco e premuroso che mi ha fatto mille controlli tastandomi la bocca dello stomaco e anche a destra, dove un tempo c'era il fegato, <<beh potrebbe essere una colica epatica o dei calcoli alla coliciste, deve farsi vedere al più presto se i dolori continuano, al pronto soccorso se necessario>>, ho annuito e l'ho mandato via, "sono un guerriero, in fondo", mi sono detto, "ce la farò anche stavolta", e invece non ce l'ho fatta, sono crollato, sintaxerror ha perso la sua partita nel cuore della notte, nel punto più blu della notte, quando il sole comincia a fare capolino, crudele come ogni altra mattina, alle 5.30 del mattino ero piegato in quattro che cercavo di superare il corridoio, un corridoio lunghissimo e tutti quanti i cadaveri intorno che facevano il tifo per me, la fiaccola era quasi spenta, dentro di me stavo correndo ma non riuscivo nemmeno a muovermi, sudavo freddo e sudavo, "adesso esploderà anche lo stomaco e tutto sarà finito, ora esploderà", ma non è esploso, sono arrivato nel bagno e i dolori mi impedivano persino di vomitare, ad un certo punto devo avercela fatta e le contrazioni sono diminuite, ho un pugnale arroventato che si dimena nello stomaco e adesso ho paura a mangiare, ma non mi reggo in piedi, probabilmente sto dimagrendo ma la mia pancia è sempre gonfia, forse più gonfia di prima, mi alzerò in volo come un pallone aerostatico, ieri sono riuscito a farmi una sega ma è stato triste e deludente, dalle cucine di tutto quanto il mondo mi arrivano gli odori più gustosi, pollo arrosto, lasagne al forno, sformati di patate, torte rustiche, spaghetti alla carbonara, ravioli ripieni cotti con burro e salvia, quel fantastico pollo al limone con quella spezia segreta che solo lei sa cucinare così bene, torte al cioccolato, caffè caldo e tanti superalcolici come ammazzacaffè, tanti, pancia piena, un paio di rutti, birra fredda, scorregge al vento, un pranzo da dio, invece adesso ho il mio piattino di riso in bianco che mi aspetta sul tavolino da letto, olio e sale, neanche troppo olio, però parecchio sale, almeno mi sembra di trattenere qualcosa, in tv non c'è più niente da vedere, me la sono spassata questi giorni, con il letto e la tv e il computer, ho avuto modo di rilassarmi con tutta la febbre finchè non sono arrivati questi dolori, mi chiedo come mai io non possa avere pace mai, devo aver fatto a botte con dio troppe volte e lui non è uno che ci sta, provate a vincere una partita contro dio e lui ve la farà pagare, in fondo ha creato gli uomini a sua immagine e somiglianza, stupidi, ottusi, vendicativi, competitivi, immaturi, questo è quel che siamo, lui ha solo più potere, il potere che gli ha dato il popolo, sto tergiversando, ho dato una lucidata alla stanza, così lei troverà un ambiente quasi umano dove stare, dopo verrà a trovarmi, oramai non la vedo da giorni e stasera partirà per lavoro, mi manca ed è l'unica persona e l'unica cosa che mi è mancata nel corso di questa ennesima influenza, quando andrà via io metterò la giacca pesante che ho comprato a londra e me ne andrò in ospedale, figlie del san camillo, una cosa del genere, quindi san camillo aveva moglie e pure figlie e queste hanno aperto un ospedale, i santi potevano scopare? o potevano solo riprodursi? avanti, saptete qualcosa di questi santi scopomani? voi che avete studiato, che vi siete interessati di qualcosa, io non me ne intendo di santi, un tempo mi intendevo di relitti e di puttane, di falliti e di psicopatiche in cura e non, è gente che ti insegna la vita, ma poi devi staccarti da loro o ti succhiano via il midollo più degli altri, un impiegato o una casalinga hanno ambedue bisogno di cazzate per alleviare le loro pene, non so, è tutto quanto in vendita nei negozi di questa sfolgorante società, aperti dalle 9 alle 19.30 tutti i giorni, invece quel genere di malati e malate che ho incontrato io è diverso, loro hanno bisogno più o meno delle stesse cose ma non vogliono accettarlo e intrugliano la loro vita di atti eroici, alternativi, trasgressivi, si sentono più artisti loro, hanno sfondato il muro della normalità e si sentono emarginati, soli, tristi, affranti, sconfitti da questo patetico mondo crudele che li ha bersagliati, in realtà vogliono tutto quel che vogliono gli altri,  con qualche variante originale, magari, ma poca roba, ma le basi sono quelle e non vogliono ammetterlo o farebbero una brutta fine, pericolosi, una zecca ti si ficca sotto le ascelle e vuole il tuo sangue e tu lo sai e sai pure come fare a rimuoverla senza che la testa finisca sottopelle, ma lei lo sa cosa vuole, quando ti capita un parassita che non sa cosa vuole ma che soddisfa il suo bisogno momentaneo è un casino, <<bene>>, dirà il parassita, <<adesso voglio dello sperma, poi credo che prenderò un pezzetto di bulbo oculare e poi qualche etto di capelli guarniti con una spruzzata di forfora, due unghie dei piedi e il polpastrello dell'indice della mano destra>>, ti succhiano tutto, con una spaventosa voracità, ti restano dolori per tutto il corpo, i miei dolori allo stomaco sono tornati, dopo andrò tra le braccia di dio e delle figlie del san camillo e vedremo che fine dovrà fare sintaxerror, niente di grave, penso, il fatto è che non lo sai mai, magari ti aprono la pancia e ti trovano pieno di metastasi, il dottore ha la faccia affranta ma il più delle volte non gliene frega niente, per loro è lavoro, sono "abituati" non sono umani, quando uno mi chiama perchè gli si è rotto il computer io non mi intristisco e per loro la cosa è la stessa, solo che io non sono un computer, in teoria, comunque il dottore si lustra il camice, riflette il suo sguardo serio, posato e professionale sulla minestra da servire ai malati ed esclama <<mi dispiace, signore, lei ha sei mesi di vita>> e magari ti sei affannato per giorni e per notti intere, ti sei azzannato con il tuo vicino di casa perchè il suo cane ti ha pisciato sulla ruota della macchina, hai ancora tra i denti la carne di tutta la gente che hai morso, nascondi ferite vive e cicatrici di amori lontani che ti hanno strappato via il pancreas, piangi sangue per tutti i giorni in cui hai lasciato che il tuo lavoro ti scorticasse via la pelle, ma poi non hai niente da fare e questa è la verità della vita, breve, pericolosa, a tratti orribile, con dei picchi stupefacenti, instabile, a tempo determinato

peccato che il contratto sia in mano ad un vecchio stronzo capriccioso ed irascibile e che in cielo, come anche sulla terra, i sindacati sono corrotti e hanno venduto l'anima e il culo al nemico per un sorso di potere e una sedia sulla quale seder comodi
postato da: sintaxerror alle ore 15:32 | link | commenti
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giovedì, 15 ottobre 2009

non mi piace la nuova interfaccia di splinder. è così colorata, festaiola, non ha niente di vero neanche lei, eppure splinder è sempre stato un buon amico per me, quando scrivevo come rents e poi quella parentesi da puntointerrogativo e poi sintaxerror e poi chissà chi altro ancora, ero sempre io con la tastiera nera e c'era sempre qualche cosa da dire, cambiarmi l'interfaccia sotto al naso è come annacquarmi la vita con il piscio, ma penso di potercela fare a superare anche questa, la febbre non accenna a smettere e anche se di per se non è troppo alta io continuo a star male e i dolori stanno salendo su dall'inferno e mi si attorcigliano addosso al corpo, ho voglia di sbavare per terra e dormire ma lo so già che non riuscirò a dormire, non respiro e i dolori sono troppo forti, potrei prendere dell'antidolorifico o della bumba che ho in frigorifero ma preferisco non prendere niente, dato che non riesco ancora a capire che cosa ho, ho contratto il virus dell'influenza suina direttamente da dio, che è il primo suino nella lista dei suini, fandonie, oggi ho dormito tutto quanto il giorno e ogni volta aprivo gli occhi e non capivo più che ore erano e dove mi trovavo, mi manca lei, quando sto male devo tornare al motel perchè non ho il domicilio a casa nostra e se passa lo stronzo medico a fare il suo controllo non mi trova a casa e sono dolori, e sarebbe ridicolo visto che sto male veramente, ma lei mi manca lo stesso e da lunedì lavorerà fuori roma e ci vedremmo meno, ogni cosa richiede un piccolo sacrificio, tagli di qua, cuci di la, metti tutto in mezzo e togli almeno un ingrediente, per chiudere tutti i ponti con il passato l'altra sera ho ricominciato a cucinare, mi guardavo soddisfatto allo specchio quando ho esclamato "beh adesso cucinerò una carbonara di asparagi", ci ho messo più del previsto e il risultato era insopportabile, immangiabile, avevamo queste due tinozze di tagliatelle dove c'erano altri ingredienti buttati qua e la che ogni tanto incrociavi con la lingua e che non si erano legati con gli altri, un piatto misto insomma, una fetenzia, ma lei era contenta lo stesso, quella sera mi sono occupato io di tutto quanto e mi sono divertito, il dolore alla pancia aumenta, chissà perchè proprio alla pancia e non al culo o alle mani, ai piedi, al pisello? non c'è nessun dottore che è disposto a spiegarmi perchè, i dottori in fin dei conti sono poveri stronzi come me e come quei pochi che leggono il blog che scrivo, poveri stronzi che hanno preso una laurea e subito dopo un camice, non è detto che siano bravi e buoni o misericordiosi e nessuno ha detto che sul serio a loro interessa curarti, magari sono diventati dottori perchè il papà puntava tutto quanto su di loro, o perchè avevano fratelli dottori che erano amati, leccati e lodati da mamma e papà con enormi regali di compleanno, feste di natale, pranzi e coccole, mentre loro lavavano i piatti e pulivano il cesso e il pavimento, insomma non lo sappiamo come mai uno diventa o non diventa qualcosa ma il più delle volte non c'è passione amore, o quant'altro, c'è ego, quello c'è sempre, c'è competizione, quella pure c'è sempre, quindi ecco perchè a nessuno interessa prendersi in braccio il caso sintaxerror per spiegargli come mai ha tutti questi dolori alla pancia quando non sembra essere neanche merda, bevo acqua ma non scende la febbre, sudo ma non scende la febbre, ho due tappi enormi dentro alle narici e non so come liberarmene, se lei sapesse che nonostante tutto qualche sigaretta oggi me la sono fumata mi prenderebbe a calci in culo, ma lo saprà, dato che legge quel che scrivo, ma glielo avrei detto anche se me lo avesse chiesto, non ho mai amato le bugie e non riesco a dirle, fondamentalmente, poi sono un romanticone, sembro un violento stupratore ma sotto alla scorza dura ci sta un cuore da romanticone, eppure ce l'avete messa tutta per ammazzarmi quel pò di romanticheria che m'è rimasta eh ragazze? ce l'hanno messa tutta le donne con cui ho vissuto qualcosa, le ragazzine che a scuola mi prendevano per il culo, o quelle che mi succhiavano il cazzo e che poi si vergognavano a farsi vedere in giro con me, i libri d'amore e quelli sul tradimento e sulla guerra, quei film di merda di rai 2 e rete 4 e canale cinque e le altre reti televisive di merda di questo paese di merda, gli uomini politici non mi piacciono ma uno poteva forse quasi andare, ma ora lo stanno denunciando perchè ha offeso il presidente della repubblica, cazzo, altra gente offende il presidente della repubblica ma nessuno gli fa niente, e poi parliamoci chiaro, tra di loro è normale che sia così, hanno le loro regole, per me il capo dello stato non rappresenta niente, solo una burla, un accordo, uno scherzo, "vilipendio della bandiera", cazzo, la bandiera è un pezzo di stoffa legato ad un bastone con tre colori disegnati sopra, non è nient'altro, puoi farla in casa con un pezzo di carta igienica e sventolarla direttamente attaccata al culo, svegliatevi, che a noi manca ben altro che tutte queste discussioni, a noi manca altro e mancherà per sempre, le persone devono nutrire il mostro che portano in grembo, il demone, lo devono sfamare e questo capita sempre sulla pelle di qualcun altro, come se nei supermercati non vendessero cibo per questo genere di deformità che trasportiamo da quando siamo nati nel nostro cervello, anzi no, non da quando siamo nati, da quando mamma e papà cominciano a cambiarvi la testa su come le cose devono essere fatte e non fatte, io ho avuto fortuna da questo punto di vista, non ho avuto madri o padri borghesi, è vero che ho avuto altri problemi e disavventure ma questo è normale per ogni buon libro, per qualunque ti po di vita buona o pessima che sia, la parola tipo l'ho scritta staccata una riga più su ma non ce la faccio a tornare indietro, il mouse mi sembra lontano kilometri e le freccette pure, ho solo tutte queste letterine e basta, il letto, solo l'idea di raggiungerlo mi fa venire da piangere con tutti i dolori che mi porto addosso, mi gira la testa e a tratti non mi reggo in piedi e sento di svenire, poi credo che non sverrò ma in ogni caso me la sento addosso, la bestia dell'influenza, o qualunque cosa sia, topo gigio mi ha detto che forse verrò scarcerato e tornerò a lavorare con lui, oramai i mercanti di schiavi non mi rivolgono più la parola quando mando loro un messaggio e sinceramente la cosa non mi fa soffrire più di tanto, chissà che cazzo hanno pensato quando mi hanno dato quel lavoro a pratica di mare, probabilmente hanno capito che un giorno o l'altro me ne andrei e li pianterei in asso, e comunque questo avverrà lo stesso perchè tornare indietro significa guadagnare di nuovo 1150 euri netti e non avere più i soldi per tutta una serie di cose, la vita è una cosa triste e patetica perchè sei sempre costretto a sacrificare qualcosa da una parte o dall'altra, se resto a pratica di mare perdo quelle poche cose che so fare, la giornata la butto via, mi deprimo ancora di più ma posso permettermi di pagare l'affitto e le spese e poi magari anche due giorni di merda passati fuori di casa, se invece torno indietro riesco ad imparare qualcosa, sono meno depresso, molto meno depresso ma con 1150 euri e 800 euri circa di spese non posso più permettermi niente e non si può proprio più far niente, è un bel dilemma del cazzo e non c'è mai una soluzione facile, mi servirebbe un secondo lavoro e poi non sarei mai a casa lo stesso, è tutto un gran bel casino, a volte mi vien voglia di mollare e chiudermi in uno sgabuzzino a dormire e basta, come povero me la cavo abbastanza bene ma lei ce la farebbe a sopportare tutto questo? e per quanto ancora? io che sto senza una lira ancora con gli antichi debiti del dentista e di tutto quanto il resto da saldare? se vuoi i soldi vendi l'anima e il culo e il tempo e hai i tuoi soldi, altrimenti non ti meriti uno stipendio normale come tutti gli altri impiegati nella stessa società dei mercanti di schiavi e ti paghiamo come un pizzaiolo che lavora part-time, perchè un pizzaiolo che lavora full-time è pagato meglio di quanto sono pagato io, ci vorrebbe un avvocato in mezzo a questa storia, penso che forse dovrei denunciarli alla fine questi pezzi di merda per mobbing e perchè lavoriamo in condizioni disumane in ambienti disagiati e perchè non pagano quel che devono pagare e questi prima o poi dovranno pagare no? o devo davvero aspettare che muoiano? però è già un gran bello scopo, anche perchè avverrà, l'unica incognita è se avverrà prima di me o no, è tardi e non mi reggo in piedi, mi hanno tamponato e non ho rimesso a posto il parafango dietro o il paraurti o come cazzo si chiama e non penso nemmeno che lo farò, sta bene così come sta, forse, il freddo è arrivato tutto insieme e mi gira la testa, mi brucia il naso tappato e sono sicuro che non riuscirò mai più a dormire,

fino a domani può bastare

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mercoledì, 07 ottobre 2009

la vita che non è una vita. il fatto che io non scriva più sul blog non significa che io abbia iniziato a fare qualcosa di meglio, magari scrivere il secondo libro o occuparmi del primo, ora che il contratto con quella casa editrice è finalmente scaduto, non significa neanche che io mi stia godendo la vita, bellamente intento a sputtanare tutti i soldi guadagnati in cose futili o concrete che mi diano stimolo ed emozione, no, il fatto che io no stia scrivendo più un blog, che di per se è solo una cazzata come le altre, in questo contesto specifico significa solo che non sto facendo più questo come tutto il resto, il grande errore degli errori l'ho fatto quando ho smesso di lottare contro i mercanti di schiavi e mi sono rassegnato a venire qui ogni giorno e a consumare la mia esistenza, adesso sto letteralmente tralasciando, trascurando e buttando nel cesso ogni cosa, me ne rendo perfettamente conto, finalmente, il mio conflitto interiore è come una piccola grande bestia che cresce nell'ingiustizia e mi divora le budella, e se già prima io avevo una deprimente apatia incollata sotto le scarpe, adesso mi rendo conto che l'animale cresce e guarda la realtà al posto mio e questa, non è assolutamente la vita che io voglio fare, le persone mi dicono "manda i curriculum", anche lei lo dice ed è giusto, rientra in un quadro perfettamente logico, le persone sane di mente cercano di aiutarmi con i loro mezzi, forse il problema è che io non sono sano di mente, non ho mai detto di essere normale, di stare bene, di amare tutto questo, spesso mi innervosisce il sole al pari della pioggia e l'erbetta la detesto come il fango, è una questione di punti di vista e di tempistica, il momento, il luogo, il giorno sbagliato, certi giorni accade tutto insieme, avrei parecchio da raccontare perchè mentre io mangio, dormo, vado a lavorare, poi dormo di nuovo e intanto bestemmio cristo "di giustezza" sperando che caschi dalla croce a via di pratica di mare e sia costretto a farsi tutta quanta la pontina nel traffico come me che l'altro giorno ci ho messo tre ore ad arrivare a casa, era allucinante, le macchine erano tutte quante roventi e l'asfalto non ne poteva più di tutti noi, stronzi a quattro ruote, in coda sulla stessa stupida strada, guardavo la terra aprirsi sotto di me e inghiottirci tutti, morti e feriti ed io in testa al corteo che finalmente, riposavo, però non è avvenuto niente del genere perchè dopo la pontina si era bloccato il raccordo anulare e dopo il raccordo anulare anche la cassia era bloccata, la panda nera stava morendo e seicento ettolitri d'acqua erano usciti fuori dal frigorifero e avevano inondato tutto, chinati e raccogli l'acqua e stacca il ghiaccio, sintaxerror, molta roba da mangiare forse era da buttare, il padrone di casa ha fatto carte false per non ripararci il frigorifero, la puttana della coinquilina ha caricato con un bell'asso di bastoni e ha deciso di richiedere indietro tutti i soldi della caparra invece di darci il tempo di trovare una terza persona al suo posto, la gente è insopportabile, ottusa, cattiva, egoista e stupida, tutti, più o meno, ognuno a modo suo ed io non riesco a sopportare più nessuno, sono esaurito e isterico, stanco e annoiato come non mai, non è questa la vita che voglio fare, ora fortunatamente la coinquilina è fuori dai coglioni e per un pò forse non prenderemo altre troie da mettere in casa, basta gente, almeno per un periodo, breve o lungo che sia, così torniamo a goderci un pò d'aria e a respirare in due senza altri tra i piedi, la stanchezza mi attanaglia ugualmente, e basta che qui sgarri di mezzora, mezzora e tutti i fantozzini del mondo staccano dai loro uffici e invadono le strade e non puoi arrivare da nessuna parte, sono centinaia di migliaia e hanno tutti un cartellino, escono cinque minuti prima e attendono quel momento magico per timbrarlo, salire in macchina, scorreggiare e mettersi in coda creando la coda della coda nella coda, tutto in un malefico serpentone a due teste e novemila code che soffia fuoco, fiamme, sangue e benzina dal grande raccordo anulare in poi, roma è una invivibile città di merda, i romani sono solo dei coatti montati, spesso falliti, che vivono teatralmente la loro esistenza su un palcoscenico dove devono mostrar qualcosa, che poi non è sempre qualcosa di fisico, è sempre un mostrare ma anche qui si sono un pò evoluti e scelgono anche modi più intellettuali per nutrire il loro ego, mica ci sono solo bei culi femminili e tartarughe maschili, c'è anche un abbozzo di cervello, ma è solo merda ed io non capisco dove ho sbagliato, ci penso e ci ripenso e riripenso e continuo a pensare e tutto questo pensare e guardare gli orari non mi permette di godere di un solo minuto di vita, domani potrei essere morto, o dopodomani e niente di questo è servito ad un cazzo, niente, io non ci credo alla piccola formichina, mi piacerebbe davvero ma non ci riesco, perchè questa non è una vita e uno non può sacrificare ogni cosa perchè è questo il motivo per cui poi un giorno o l'altro ti uccidi, io ne ho uno alcuni di suicidi in famiglia, alcuni alla lontana, molto lontana, uno invece molto vicino, io non ho intenzione di essere il prossimo nella lista, eppure non mi serve molto per vivere bene, tutti questi schifosi soldi che mi danno non mi fanno felice perchè li spenderò per la mia bara, marrone metallizzato fiammante, con le maniglie d'avorio, e voglio che l'avorio venga tirato via da elefanti pregiati, elefanti di marca, elefanti della nike come alcuni e alcune che si vedono sulle strade con i pantaloni aderenti e tutta quella panza che straborda a destra e a sinistra, sto ingrassando anch'io, sintaxerror, trentuno anni virgola zero, o virgola cinque, che a maggio se ci arrivo diventano trentadue, ma non è un problema d'età, ma solo che non riesco a divertirmi e nel mentre non ho la forza per far niente di costruttivo, gli altri mi dicono di fare ma non capiscono che io non ce la faccio, nemmeno riesco a tirarmi su dalla merda, vorrei avere una stanza senza tempo dove chiudermi dieci anni per aspettare ma non ce l'ho più e ogni giorno c'è questa fottuta prigione sul mare, immagini pesci morti nell'acqua marrone che galleggiano dove i pesci in realtà non sono neanche mai arrivati, le puttane rumene sulla strada e quel piccolo bar sulla rotonda, poi l'aeroporto militare e sintaxerror, che quando è stato riformato al militare ha festeggiato per tre giorni, dormiva beveva e scopava e sentiva la musica e urlava, poi è finito a lavorare con le sturmtruppen, strana la vita, nevvero? vita strana e merdosa, ma non è il lavorare con loro, qui le persone sono ok, vanno bene, non è questo il problema, il problema è il non-lavoro che faccio, le palle che mi stanno sfondando i pantaloni, i 110 km al giorno di macchina o 140 se devo passare sul litorale, i tempi contati, la stanchezza che mi si porta via, il continuo non imparare niente di niente, il tempo che passa, a casa dove dormirei e dormirei e dormirei per poi pentirmi di aver dormito, anni trentuno e poi ricominciate voi a fare i colloqui di lavoro, ammesso che mi chiamino, con tutte quelle domande di merda una dietro l'altra, sempre uguali, a volte con qualche sorpresa insopportabile del tipo: "dicci un pregio e un difetto e spiegaci perchè hai detto questo", la psicologia non serve ad un cazzo, lo dicevo anche a lei stanotte, ad un cazzo o quasi, sono regole e sono libri ed è poltiglia sociale, non c'è niente di umano o quasi, nella psicologia, azione e reazione, tutto ridotto a questo e tutto inquadrato in uno status sociale, come se questa società fosse bella e buona e sana e viverci fosse davvero, non ti dico bello, ma decente, vi sembra decente questa vita qui? ho fatto diversi tipi di vita e per un motivo o per l'altro, non la trovavo mai decente, o quasi mai, ci sono cose che vanno veramente bene ma non ho tempo per godermele o per pensare che vanno bene perchè un minuto dopo devo essere di nuovo qui, o devo svegliarmi per poi essere qui, o devo riposarmi perchè poi sarò qui e non mi sveglio e rischio ogni volta di addormentarmi sul grande raccordo anulare, questa non è una vita ed io non ho intenzione di farla, dovevo dare le dimissioni quando avevo deciso di darle, invece l'ho data vinta ai mercanti di schiavi ed io come sempre ho soffocato il mio vero io, ora però devo passare alla cassa e pagare perchè tu puoi fare qualcosa di sporco ad una persona e se sei veramente vigliacco lo puoi pure nascondere, la gente nasconde i corpi delle persone che dicono di aver amato fino ad un minuto prima, amato, amore, amare, le madri ammazzano i figli e li buttano nei cassonetti o si suicidano con loro, ma con te stesso ti nascondi fino ad un certo punto, prima o poi la sagoma che sei si affaccia alla tua finestra e comincia a bussare affamata, facendo domande, ti urla nelle orecchie, ti prende per i capelli, ti afferra le palle e le strizza, ti passa la mano davanti agli occhi e alla fine, quando non ne può più di essere ignorata, inizia a colpire, mi ricorda una cosa che ha scritto quel tale che adesso sta a berlino, minorates report, parla proprio del posto dove sono e della gente dove lavoro, è roba informatica quindi potete pure passare avanti perchè a voi probabilmente non vi interessa. ammesso che qualcuno legga la merda che scrivo, se nessuno la legge meglio così, posso restare noioso come sono e vivere più o meno sereno e felice senza sensi di colpa, rimorsi o preoccupazioni, parlava di come alcuni programmi affamati non trovano le caramelle e diventano affamati e poi ancora affamati e poi colpiscono, è tutto scritto in inglese ma non mi ricordo come, più o meno era "programs can't find candies and become hungry, and become angry too, and then start a strike", e la notte la gente viene chiamata in reperibilità per problemi che sono già noti da dieci anni e nessuno ha fatto niente per risolvere, e magari potessi risolverli io ma non è possibile perchè noi siamo solo la succursale stupida dei francesi e loro decidono quando va risolta una cosa, scrivono una procedura che non funziona, mandano una mail, un dischetto con dentro le cose da fare e basta, a volte sbagliano e noi dobbiamo capire quando hanno sbagliato, come nelle procedure dove c'è scritto (immaginate una procedura scritta su due fogli), "rispondete yes a tutte le domande", e tu cominci a rispondere yes e intanto giri il foglio per vedere cosa fare dopo tutti quegli yes, ".. tranne che alla domanda numero tre, alla sei, alla undici", e tu hai già premuto cinquanta volte yes e devi ricominciare tutto daccapo, che non mi ricordo mai se si scrive con o senza apostrofo, credo si scriva con, ma non ho voglia di tornare indietro, ho voglia di capire come mai tutto va rovinosamente storto, anche quello che vorrei tanto fare e per un motivo o per un altro, non riesco mai a fare, maledetta la vita del signore e della madonna e di tutti gli uomini sulla terra, non è questa la vita che fa per me

non è questa, la vita che io voglio vivere
postato da: sintaxerror alle ore 18:55 | link | commenti
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lunedì, 14 settembre 2009

stato di nullafacenza strapagata. forse questo è il lavoro che molti italiani sognano, tutti sudati dentro al proprio letto, le lenzuola avvolte attorno ai piedi, l'aria fredda che gli congela i coglioni, sogni eroici di bambini silenziosi che aspettano seduti su una sedia che qualcosa accada, ho passato un weekend da re, la vita assomigliava davvero ad una vita, ieri lei mi ha portato la colazione al letto e poi ce ne siamo stati sdraiati per ore e ore a fare le nostre cose, fuori pioveva forte, la tovaglia dell'ultima cena era zuppa d'acqua e l'ultima tartaruga era rintanata nel suo nuovo appartamento ricavato con vecchio vaso, quando inizio a scrivere mi slaccio il bracciale e lo poggio di fianco a me, tra la bottiglia d'acqua e il badge per aprire tutte quante le porte di quest'area dell'aeroporto di pratica di mare. l'altra sera hanno telefonato i miei capi, il ricattatore, quel vecchio bastardo che si è azzoppato sciando in montagna contro un altro vecchio stronzo, troppo poco amico, dovevi rimetterci la spina dorsale, tua moglie deve imboccarti per tutta quanta la vita, mi ci vedo, gigantesco stagliato contro l'orizzonte mentre derido la tua ingloriosa fine, tanto è questione di anni, se la morte non mi si porta via e io non mi ammazzo riuscirò a vedere tutti i miei capi morire, uno dopo l'altro, tutti si dannano perchè è morto mike bongiorno, prima erano tristi perchè era morto michael jackson e i bimbi di tutto l'universo tirano un bel sospiro di sollievo, a me non frega un cazzo di questa gente qui, non sono contento e non mi dispiace, loro o altri per me è la stessa cosa, ma per i miei capi è diverso, voglio vedere come muoiono, loro, sorridere con la luce artificiale dei neon riflessa contro i miei denti bianchi, è tornato un tale dalle ferie, con lui vado sempre a pranzo e mi va particolarmente a genio, di solito si porta dietro il nostro cliente e un pretuccio che vaneggia a pranzo, cena e colazione, un pretuccio arrogante ma meno peggio di tanti altri esseri umani, ho alzato la cornetta che erano quasi le otto, ero già reperibile da un bel pezzo ed ero ancora qui all'aeroporto, il capo mi diceva al telefono: “ciao sintaxerror, no guarda, ti chiamo perchè il nostro direttore tecnico balbuziente ha detto che devo licenziarti domani", me lo fanno piccolo il favore, gli farei immediatamente causa per licenziamento, mobbing e tutto il resto delle cose che posso aggiungere, vivrei di rendita seduto come un pascià a mangiare, bere, ruttare dormire, scorreggiare e scopare, stava scherzando, “no, meglio che ti dico la verità altrimenti va a finire che ci credi", ero distrutto dal dolore, gli avrei sputato tra le labbra se solo lo avessi avuto davanti, poi lui ha ripreso la parola, “no, volevamo solo sapere che tipo di turni fai tu", certo, in fondo i mercanti di schiavi hanno piazzato il mio amico qui all'inferno per solo nove anni, abbandonato, dimenticato da dio e da satana e dagli angeli e da tutti gli idioti che abitano qui sul pianeta terra, non si sono nemmeno preoccupati di capire quali sono le fasce di turnazione previste, hanno solo intascato i 120mila euri per anni e anni e anni e anni ancora, senza dire una parola, senza andargli incontro, manco una volta, nulla, prendono soldi, mangiano, ingrassano, cagano e crepano, questi i mercanti di schiavi, io sono arrivato presto stamattina, in orario direi, alle otto ero già arrivato, pronto a salvare il mondo seduto comodamente in poltrona, avrò lavorato si e no venti minuti oggi, guardando uno che risolveva un problema, roba di database sql, niente di stimolante, il sole batte a picco sui prati verdi appena innaffiati, lei è andata fuori roma stamattina per lavoro, io l’ho accompagnata per un pezzo di strada e poi ho accelerato seminandola sul raccordo anulare, ero allegro stamattina, contento nonostante non abbia dormito un cazzo di niente anche stanotte, arrivato qui tutta quanta l’allegria è andata lentamente scemando, svanendo, sparita, puff, niente più allegria, ce la sto mettendo tutta per tirarmi su in piedi ma è uno stillicidio, sei seduto per delle ore , con i minuti che scorrono, i bambini che crescono, le puttane di pratica di mare che montano e smontano dal loro turno, intanto io aspetto seduto e non posso far niente, nemmeno posso portarmi dietro un fottuto libro da leggere, dovrei stamparmi delle cose da studiare, tutto su carta come negli anni ’30, potrei copiarmi tutto a mano così il tempo passerebbe più svelto, la goccia che ti cade sul collo e piano piano ti scava via la cervicale, ero alla macchinetta del caffè, un caffè tremendo anche stamattina, ad un certo punto arriva un tale che gioca un po’ per conto suo, non comunica troppo con gli altri e non è ben visto, lui se ne sbatte dei turni, va avanti e indietro per conto suo cancellandosi dalla lista o dicendoci all’ultimo momento che lui ha cambiato tutto anche se non può, così oggi mi tocca restare qui dentro fino alle 18.30 e poi farmi un altro bel paio di ore, quattro ore, per dirla tutta, di reperibilità, un grande inizio di giornata, meraviglioso lunedì, nessuno degli altri poteva restare a coprire il turno ed io sono l’unico che non ha saputo inventare un impegno dell’ultimo momento, il mio amico mi metteva in guardia, prima di scappare a berlino, dove probabilmente la civiltà è arrivata, “stai attento sintax, son bravi ragazzi, simpatici e disponibili ma sono anche dei gran paraculi", già, amico, sono dei gran paraculi, allegri, contenti, non so come facciano a tirare avanti, io trovo insopportabile questo tipo di vita, seduto tutta la giornata a non fare niente né per lavoro, né per me, né per altri, né per dio, che si diverte come un povero deficiente sulle spalle nostre, prenderei qualunque cosa in questo momento, alcool, marijuana, cocaina, oppio, anfetamine, popper, mescalina, funghetti allucinogeni, lsd, eroina, canne fatte con il puzzone, colla per aeromodelli, pur di far passare il tempo, me ne starei con gli occhi da allucinato fisso nel nulla ad aspettare la sera, tutto per la modica cifra di 1800 euri netti puliti che mi arrivano in tasca, più o meno, almeno stando a quel che sembra questo mese, ovvio, uno stipendio incredibile, soprattutto in tempi di crisi, per alcuni sono un deficiente a fare tutte quante queste lagne ma ve lo dico sinceramente, questa non è vita, è un lavoro per chi è arrivato ed è assunto dal cliente, io sono un consulente di merda che oggi c’è e domani chi lo sa, ma soprattutto non sono per niente arrivato, non ho mai deciso che la mia vita finiva con il culo su una delle sedia in sala operativa, assolutamente no, è una cosa disgraziatamente ingiusta questa qui, non sto neanche mandando più i curriculum, i soldi che mi stanno dando mi hanno mandato in pappa il cervello ma tanto non avrò tempo di spenderli, ho solo buffi da pagare e progetti, nemmeno un po’ di sano divertimento in vista, non c’è tempo, stasera torno al motel e domani mattina sarò di nuovo qui alle sette e trenta, quando la gente normale sta seduta comodamente al tavolo ad inzuppare i cornetti dentro il cappuccino, io avrò gli occhi gonfi domani, il fiato che puzza e il caffè dell’aeroporto in mano, caldo e fetido come del fango raccolto in strada e riscaldato in un pentolino, berrò e me ne starò zitto ad aspettare che arrivi la sera, e poi il giorno dopo aspetterò che si faccia sera, era meglio prima, quando ero al complesso sotterraneo e il capo-carceriere mi torturava, era meglio prima che almeno incontravo i miei amichetti e qualche cazzata la potevo dire e ogni tanto si lavorava e nella merda più totale c’era anche qualcosa di divertente, era meglio prima che andavamo a mangiare da peppino e poi tornavamo e dovevo sentirmi dire qualche stronzata, o cattiveria, una qualche maledetta insinuazione velatamente nascosta dal capo-carceriere, comunque era meglio prima, anche se sembrava non esserci alcuna speranza, tutto quel disordine mi faceva sentire vivo, quel chaos lavorativo orrendo che mi stritolava mi dava emozione, anche quando tutti gli altri erano depressi io me la cavavo, mi trascinavano spesso nel vortice, ma non era così male, no, non rispetto al posto dove sono finito adesso, nel culo umidiccio dell’inferno ad aspettare che qualche santo crollì qui dal paradiso per fargli la pelle tutti quanti insieme, angeli come aerei ed elicotteri e le strade piene di gente, le donne che passeggiano guardando le vetrine, gli uomini con il giornale in mano che parlano delle partite e prendono un altro caffè sbirciando due chiappe vaganti qua e la, i bambini che si angosciano a scuola, i vecchietti che tornano dalla posta e non vedono l’ora di sedersi per pranzare, perché io devo stare recluso qui dentro ad aspettare la morte?

perché è molto più probabile che io muoia, piuttosto che accada qualcosa di interessante
postato da: sintaxerror alle ore 11:54 | link | commenti (1)
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mercoledì, 09 settembre 2009

il mese successivo. ricominciare nel bene o nel male non è una mai una cosa piacevole, non sai da che parte devi girarti, dove mettere le mani per parare il prossimo colpo, se muoverti tranquillamente o iniziare a correre, ti mancano le stelle di riferimento e ti senti un attimino fuori fase, il tempo è volevo via e mi ricordo degli agosto passati e del mese di ferie che avevo e mi sembrava pure poco, mi lamentavo, sintaxerror a lamentarsi non ha mai cavato un ragno dal buco, si rintorcina nel suo buco e tutto avviluppato al suo bozzolo aspetta il signore che scende per liberarlo, nemmeno il signore del piano di sopra scende per portar a pisciare il cane, io non ho un cane e ho due tartarughe di meno, qualcuno deve essere entrato nel giardino per rubare il maschio, forse era quel bastardo vecchio che ha ingravidato la moglie per far nascere la nostra padrona di casa, accanto al nostro giardino si dedica ad un orto che produce centinaia di zanzare tigre al giorno, quell'orto è tutto ciò che gli permette di tirare avanti, uno scopo, un motivo, chi di voi non ha bisogno di un motivo per tirare avanti? sento un gran brusio in platea, nei posti centrali, dove potete vedere meglio la mia faccia di merda che non ha espressione, "sintaxerror, non ha bisogno di un motivo", esclama un ragazzetto ubriaco in terzultima fila, il posto dei campioni, non sei proprio in coda e vedi solo quello che veramente vuoi vedere, ma se non parli non ti noterà nessuno, io sceglievo sempre l'ultimo banco perchè la storia non mi interessava granchè, non la storia intesa come materia, intesa come la storia, una qualunque, una fesseria come le altre che prevede un insegnante e più alunni, se voglio seguire qualcosa mi metto in terzultima fila, l'uomo che cuce gli occhi era contento di vedermi tornare al motel, o tornare a metà, a farsi divorare dalle zanzare è arrivata una nuova coinquilina, un pò pretina pure lei, che la domenica pomeriggio va in giro a piedi a cercare una chiesa dove ascoltare la messa, ma a parte questo piccolo folle particolare, il resto è normale, anche lei lavora e anche lei lavora tutta quanta la giornata per far arricchire qualcun altro, mi sono reso conto che io tanti soldi insieme non li avevo mai visti, in un solo mese, un turnista di merda a pratica di mare è pagato più di qualunque altra cosa, non deve dimostrare il suo valore, deve buttar via la sua professionalità, deve dimenticarsi di qualunque intervento interessante, anche solo vagamente, e seguire la routine, i giornali di bordo, sopportare tutti quelli che credono che stiamo salvando il mondo, tipo il francesino, non che mi stia antipatico ma si vede che il potere gli ha dato alla testa, un pò di potere, non serve averne molto, mettete un uomo a comandare un branco di formiche e lo avrete fatto contento, almeno finchè non scoprirà che è possibile comandare gli scarafaggi e poi i vermi o magari gli uccellini, che ne so, le rondini volano in cerchio, il freddo sta tornando e lei è contenta, io non lo so quando sono contento, il caldo non mi piace ma il freddo nemmeno, il tiepido non lo capisco e mi fa ammalare, dovrei vivere in un posto dove la temperatura la regolo io, un'armatura elettronica collegata alla presa di casa fatta male, senza la massa, ho ricominciato la mia vita da viandante e ogni giorno faccio ancora tutti quei kilometri, intanto è morto mike bongiorno e non me ne frega un cazzo esattamente come quando morì michael jackson, muore un negro, muore un bianco, hanno fatto una vita migliore della mia e di tutti gli altri che ho conosciuto sulla terra, probabilmente anche migliore di quelli che conoscerò domani, ma al motel non conosci nessuno, quando sei chiuso in casa con il collo prima bloccato e poi dolorante non vedi la gente e tieni il tuo dolore per te stesso, l'altra notte uno sgherro è tornato a casa con la moglie e hanno iniziato a litigare, lui ha preso un bastone da non so dove e ha cominciato a sfasciare la macchina, "tornatene a casa tua, io chiedo il divorzio, mi hai rotto il cazzo", urlava lo sgherro nel cuore della notte, gli angioletti del paradiso tutti nudi s'erano spaventati ed io me ne stavo qui a riderci su, la persone devono trovare sempre un buon motivo per litigare, anche quello costruisce uno scopo, litighi per poi far pace e poi rilitigare e poi fare pace etc, discutere, parlare, finchè uno dei due non si stanca e il gioco finisce, a volte l'altro è più puntiglioso e la storia finisce in tragedia, un momento di gloria sulla prima pagina di un giornale, la gente che ti vede per strada e ti chiede "ooh, sei tu che hai sterminato la tua famiglia? davvero? proprio tu?" e cinque minuti dopo ti chiede un autografo che non si sa mai, nel tempo potrebbe tornare utile, puoi rivenderlo su ebay, i ragazzi di pratica di mare sono bravi ragazzi, spiritosi, divertenti, uno di loro è un tirchio famoso, un altro parla che non si stanca mai, io lavoro con uno che di lavorare non c'ha tanta voglia ma pure io in questi giorni non posso parlare, in generale ognuno tenta di passare la palla bollente a quel tale che se ne è andato a berlino, solo che lui non c'è più e il suo sostituto sono io, hanno acceso il maledetto cellulare di reperibilità e anche se non mi hanno ancora telefonato nel cuore della notte io il tic l'ho già preso, guardo continuamente il display come se aspettassi la mia punizione, quella che arriva solo quando sei girato di schiena, distratto, ho la tosse e il collo mi fa ancora male, domenica ho urlato tanto che persino cristo si è impietosito, nonno checco lavorava al suo dannato orto, pensavo di farglielo a pezzi l'orto, rovesciargli una latta piena di varecchina su tutte quante le piante, i fiori morirebbero, le piante, morirebbero, persino le zanzare tigre ci resterebbero male, tolto lo scopo hai ammazzato il vecchietto, nel giro di poco tempo si beccherebbe il cancro o cadrebbe giù dalle scale, privato del suo scopo, non è poi vero che io non ho alcuno scopo, ho obiettivi abbastanza vicini nel tempo, quello si, gli altri non li chiamo obiettivi, li chiamo sogni, proabilmente sono stanco di essere deluso dai fallimenti, qualcuno potrebbe pensare che io nasconda la testa sotto la sabbia ma non è esatto, non ho quella tristezza rassegnata e malinconica di chi si costringe a rinunciare a qualcosa perchè non può averlo, semplicemente non sono vincolato ad avere qualcosa per essere felice o per essere triste, per essere triste mi basta accendere la televisione, andare al lavoro la mattina, andare a dormire senza trovare il sonno da nessuna parte, intanto che quel tale se n'è andato a berlino, prima di partire ci siamo fatti l'ultimo drink insieme dopo il lavoro, una puttana che lavora su via di pratica di mare era seduta allo stesso bar a mangiare un tramezzino parlando al cellulare in un romenico italiano, sia io che lui abbiamo pianto come due bambini ma che cosa potevamo fare? io non sono bravo con gli addii e lui è un buon figlio di puttana, se n'è andato da qui e starà meglio, non ci vuole granchè a star meglio, lavorava come turnista a pratica di mare, viveva sul litorale dove non c'era più nessuno, era lontano una 30 di km almeno dal raccordo anulare, non ne sarebbe mai uscito, e adesso è arrivato il mio turno, e se riesco a liberarmi della confusione forse posso muovermi più agevolmente, e se metto un'altra e dopo le virgole sono sicuro che mi perdo, ma non c'è da correggere qui, questo è un blog e non ha valore, ho ripreso il mio libro che forse non ha valore neanche lui, dovrei scrivere un altro libro che probabilmente non avrà valore neanche quello e dovrei fare tutta una serie di cose per andar via da quel posto di merda, però vedete che uso sempre il "dovrei"? avanti, improvvisatevi tutti psicologi o ghi o come cazzo si scrive, non vi pare strano che scrivo "dovrei" invece di "vorrei?" e cosa vorrei, esattamente? e perchè dovrei? ho avuto cinque giorni di vacanza cinque e ce ne siamo andati in sardegna, ospiti, non avevamo una lira per permetterci qualcosa di solo nostro, io sono stato depresso per mezza vacanza, gli altri due che erano con noi non facevano altro che parlare di figa e di culi e di tette e di tutte quelle cose che alla lunga rischiano di fotterti il cervello come la televisione, facebook e myspace, la domenica in chiesa, il lungomare pieno di puttane, i soldi riciclati, il secondo lavoro, le seghe sotto la doccia, io non sapevo di che cosa parlare e il mare non mi fa impazzire, la sabbia mi da fastidio e prima di entrare nell'acqua fredda ci metto un sacco di tempo, odio alzarmi la mattina, però poi mi è passata, non mi andava nemmeno di rovinare a lei la vacanza, al terzo giorno circa ho cominciato a divertirmi, dopo la crisi che mi ha costretto al letto per diverse ore, dormivo e poi mi svegliavo e guardavo il soffitto, poi dormivo di nuovo, era fantastico tutto quello, potevo riposarmi, non avrei avuto altre vacanze al di fuori di quelle, e queste qui con il collo bloccato, volevo vedere quel tale sull'isola ma alla fine non siamo riusciti a beccarci, ci tenevo cazzo, ora devo organizzarmi di conseguenza, ce ne sono poche di persone vere e interessanti e quel tale è una di quelle, e se poi muoio senza averlo conosciuto mi dispiace, in trentun'anni sono stato costretto a conoscere inutili coglioni, idioti montati a festa, palle di merda gonfiate dalla loro stessa aria, falliti e aspiranti falliti senza speranza di diventare nient'altro, così ho cambiato pure lo specchietto retrovisore e ho fatto la revisione, sono o non sono un bravo cittadino, eh? voi invece siete tornati tutti quanti dalle ferie, non potevate restarci un altro mese? ci sono così tanti bei posti al mondo da vedere, assaporare, conquistare, donne e uomini da rimorchiare e invece avete preferito tornare a roma, sul grande raccordo anulare che non è mai abbastanza grande e sulla pontina, quella strada di merda dove becchi almeno un incidente al giorno, capiti male e ci passi due ore e mezzo ad aspettare, con la macchina che fuma sangue dal radiatore, mi concedo l'ultima sigaretta, domenica ho preso oki e voltaren, i primi medicinali della mia vita, ho fatto una bella dormita sdraiato sul divano e poi ho ricominciato a battere le ciglia senza sentire dolore, mi piacciono i miei occhi, una delle poche cose di me che mi piacciono, poche ma buone, anche lì non ci penso proprio ad essere bello e perfetto, è un lavoro a tempo pieno, mi basta essere ricordato, ci sono diverse stronze che ancora si ricordano di me, ce ne sono altre che non erano stronze e si ricordano ancora, quelle scappate dal manicomio criminale non lo so se si ricordano ancora di me ma in linea di massima ha poca, pochissima importanza, quasi niente, agli uomini queste cose interessano tanto, il numero delle donne che hanno avuto, le partite la domenica, la macchina pulita, a me non interessa un cazzo di tutto questo e parlare con le persone spesso mi limita perchè mi ricorda quanto sia inutile parlare con loro o con me stesso, mi annoiano, è questa la sottile realtà e spesso mi annoio anch'io da solo e devo studiar qualcosa per mettere del pepe, ho sonno e mi gira la testa, ho la nausea, il collo che non mi funziona bene, non sono proprio il ritratto della salute, è notte fonda e al motel ho ritrovato l'insonnia, cara vecchia, dolce, tenera insonnia, non mi sei mancata affatto, quando dormo con lei cado in coma dopo poco che cerco di dormire, quando dormo qui funziona raramente, quando lei dorme con me rimane sveglia perchè russo o tossisco o mi muovo troppo, quando è da sola riesce a dormire, è un bel casino perchè uno dei due ci rimette sempre, dobbiamo dividere le notti in modo intelligente, e forse dovrei fumare qualche sigaretta di meno, è un gesto nervoso in questi giorni, non me le godo nemmeno e non mi piace far qualcosa senza godemela, è un grosso spreco, tempo e denaro e soldi e sogni e tutte le scartoffie che finiscono nel tritarifiuti, certificati medici, il dottore lo chiami e ti fa un certificato medico, la società dei mercanti di schiavi non perde mai soldi, loro hanno una cassa riempita di banconote che noi schiavi gli facciamo arrivare lavorando, dormendo, morendo, non ha importanza come, quei soldi gli arrivano, io non ho ancora capito quanti e quali sono i miei rimborsi ma non fa niente oramai, il periodo nero è passato e me la sono cavata anche senza il loro fottuto premio, il premio che dovevano darmi a maggio e che ancora non mi hanno dato, maggio 2012 forse? ad un passo dalla fine del mondo? son stati previdenti, hanno fatto il film sul 2012 con due anni e mezzo d'anticipo, mica stupidi loro, adesso è quasi nelle sale, tra un anno è sulle paytv, poi in vendita sui dvd, poi in televisione, possono intascare un sacco di soldi adesso, in previsione del grande boom, e se tutto fosse vero? la fine, ve la immaginate la fine? non è un'immagine così tremenda, è solo l'ultimo crash di un sistema che vive di perenni blocchi e riavvii, blocchi e riavvii, è singolare la posizione del system administrator, mette pezze, risolve i problemi, di solito non ha tempo e deve fare un lavoro di merda, garantendo al tempo stesso la continuità di alcuni servizi, se mi fanno rinascere giuro che faccio un altro lavoro, non questo qui, adesso non riesco più a pensarci, il lavoro è lontano

al lavoro ci torno giovedì, domani che se la vadano a prendere tutti quanti nel culo
postato da: sintaxerror alle ore 04:05 | link | commenti
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giovedì, 06 agosto 2009

gli anniversari soggettivi. quando non ho niente da scrivere mi rendo conto che forse non faccio una vita così piena e interessante, da quando mi hanno spedito a lavorare sul litorale a fare un lavoro di merda mi faccio solo un sacco di strada con la macchina e poi torno a casa a dormire e per tutto il viaggio di andata e ritorno, tra gli incefalitici italioti che non sanno muovere una o due mani sul volante, il sole a picco che penetra dal lato sinistro del finestrino e mi schiaccia il profilo contro il nulla, la radio che biascica sempre le stesse stronzate, quelli che conducono programmi del genere secondo me fanno una buona vita, comunque migliore della mia, intanto lavorano con la musica e non con le sturmtruppen, sull'attenti!!, alt, riposo, presentat-arm, belli comodi, seduti con il microfono davanti e una tazza di caffè nero fumante, io devo continuamente tirare su lo specchietto retrovisore che s'è allentato e scende, ogni kilometro devo tirare su il braccio destro per rimettere a posto lo specchietto bestemmiando cristo o chi per lui, ieri c'è stato il rinfresco, quel tale che se ne va a berlino ci ha portato un pò di roba vegana da mangiare per pranzo, non che io segua queste stronzate, ma il mangiare era buono, a parte i dolci, non voglio sentir storie sui dolci, ci vuole cioccolata vera e latte vero e uova vere, tanto non cambieranno il mondo come non lo cambieranno i politici, i bravi cittadini, le famiglie numerose, i lavoratori, una bomba sveglia tre persone per trenta cadaveri, trenta ore di chiacchiere addormentano metà della popolazione e instupidiscono l'altra metà, senza speranza, parlavano di roba da mangiare stamattina, io non lo so come ho fatto ad arrivare al lavoro per il sonno che avevo, è stancante e la sera non mi rimane niente, non sono uno che si illude, questo lo sapete, ho più o meno chiara la fine che potrei fare io in questa scatola di sardine grossa grossa che puzza di merda, è piena di gente con la quale devo condividere qualcosa e poco spazio anche solo per osservare il cielo di metallo in silenzio, la vita è solo una gabbia grande grande, niente di più, magari uno potesse veramente divertirsi, almeno un minimo no? mica troppo, giusto quel che serve per poter poi sorridere e dire "beh, dai, oggi l'abbiamo sfangata", invece il più delle volte mi rendo conto che non riesco a sfangarla e il problema della vita non è solo il lavoro e la gente, cose che a me rovinano un buon tre quarti della mia vita mentre condizionano tre quarti della vita di tutti quanti gli altri, ma è proprio la vita stessa e tutte quelle cose che bisogna pensare di fare, mettere in piedi, ricostruire una volta sfasciate, ieri c'era tanto vino sul tavolo, il sole non illumina mai i nostri cadaveri bianchicci che camminano per la base, mi sono attaccato alle bottiglie mentre quel tale faceva il suo discorso, poi ha parlato il direttore delle sturmtruppen, poi il nostro carceriere, poi altra gentaccia più o meno interessante, soprattutto meno, interessante, parlavano e parlavano ed io ero depresso perchè mentre quel tale sta cambiando vita e ricomincia tutto da capo, io sono qui prigioniero, immobile, statico, rassegnato, deluso, arrabbiato, stanco, ecco qual'è la parola giusta, questa me la chiamavano vita ma era meglio che se la tenevano i miei genitori, tutti e due, la gente scopa e qualcun altro ci va di mezzo, in questo caso sintaxerror ha i riflettori puntati sulla schiena curva e sorride, la luce artificiale mi si riflette su quei denti che non ho ancora finito di sistemare, uno ricomincia una vita e l'altro sacrifica la sua, per che cosa? oggi parlavano tutti quanti di cibo e di trattorie dove mangiare, quel tale darà una cena d'addio in spiaggia, per tutti gli ai, che qui significa amministratori informatici, in realtà siamo solo scimmie che riescono a stare quasi dritte e cagano seduti su una tazza del cesso, ma nient'altro solo quello, comunque proprio per noi, io non ho fatto colazione, non vanno più di moda nemmeno le colazioni in questa meravigliosa seconda metà del 2009, e si parlava del sei agosto, l'anniversario della bomba atomica su hiroshima, io ricordo solo vagamente quel sei agosto quando non riuscivano più a trovare mio padre, mia madre insieme a mia nonna e a tutti gli altri, cercavano qualcosa di buono da raccontarmi, una scusa plausibile per un bambino che non può ancora accettare o capire meccaniche complesse come quella, non è la morte in se, per quella c'è tempo, è il modo in cui la morte opera, o il modo in cui una persona se la procura, comunque per me il sei agosto vuol dire tutt'altro e in tanti anni forse non l'ho mai scritto nemmeno su questo blog o il blog prima, fatto sta che tra le tante cose di cui non si parla ci stanno anche queste qui, intendiamoci, mi dispiace per quei 130mila musi gialli che poi sono diventati 285mila ma la guerra e le conseguenze rientrano in tutta quelle serie di cose che a voi piace tanto, non a me, andare a votare per gente di merda tanto perchè va fatto, ascoltare le tribune elettorali, seguire lo sport e litigare a tavola sulla squadra o il motociclista migliore, studiare per anni e anni o lavorare per decenni solo poi per poter dire "eh, ho studiato così tanto", oppure, "ho lavorato tutta la vita, è tutta la vita che mi spezzo la schiena", sono stanco, mi stancate, per qualcuno, magari per il signor kurosawa, sono uno stronzo egoista ma io sento quasi di accendere la radio e mettere kepone factory, anzi non la radio, lo stereo, vi pare che la radio passa i dead kennedys? mai e poi mai, quando avevo quindici o sedici anni, un ragazzino insomma, frequentavo quella tale schizzata per la quale ho perso anni e anni di vita inutilmente, chiamavamo radio rock per farci mettere i dead kennedys e i bad religion e quella roba ancora la passavano, ci hanno fatto pure parlare per radio, me lo ricordo vagamente, tutte le immagini nella mia mente stanno sbiadendo mano a meno che io mi spengo continuando a vivere questa pseudo vita che non prende nessuna direzione, in questo momento non mi sento neanche particolarmente depresso, sono qui che aspetto e aspetto cosa non lo so e aspetto fino a quando non lo so, insomma non lo so, sono stanco, sono sul punto di mollare, tutto, prenderei una bella brandina, mi sdraierei e comincerei a piangere come un bambino e piangerei e piangerei urlando finchè non finisce tutta quanta la voce, mi inculerei cristo se solo potessi mettere le mani sulle sue chiappe, gli uomini mi fanno schifo ma potrei anche fare una biblica eccezione, sbatterei le mani contro il pavimento fino a farle sanguinare e poi finalmente, dormirei e non penserei più a niente, certi giorni mi fa orrore l'idea di fare qualcosa e certi altri mi deprime e mi fa venir voglia di vomitare nelle mie stesse mutande quando penso all'idea del sacrificio, la vita è un continuo sacrificio, la rinuncia, il pensiero del sacrificio, la pianificazione del sacrificio, non esiste un momento in cui un uomo si riposa, esiste solo il momento in cui poi diventa un vecchio scarto e aspetta la morte seduto all'ombra di un albero che è già morto, su una terra arida, prosciugata che è già morta, oggi parlavano tutti quanti delle loro vacanze, quelle che hanno fatto e quelle che faranno, gente che è stata in america, dove nonostante mi diano fastidio gli americani andrei anche domani in visita, in tutta europa, in asia, africa, australia, sud-america, so un cazzo io dove sono stati tutti quanti, mi rendo conto che probabilmente io non vedrò mai neanche un terzo dei posti che le persone intorno a me hanno visto, non farò la metà delle cose che le persone intorno a me fanno, non comprerò un quinto delle cose che le persone si sono comprate o concesse, questa la chiamano vita, i giorni passano e io vengo giudicato più o meno da tutti quanti, ricevo direttive e suggerimenti, ricevo ordini e ricatti, ultimatum ed esortazioni, mi piacerebbe alzarmi in piedi per cominciare a parlare, ma non è questo il mio mondo, forse dovevo fare l'alcolizzato in mezzo ad una strada chiedendo l'elemosina, magari il mio destino era proprio quello, volevo fare lo scrittore, il sistemista, il chitarrista, il cantante, volevo fare l'ubriacone, volevo fare il fidanzato modello, volevo fare l'amante focoso, volevo viaggiare e visitare un pò di mondo, volevo sperperare qualche soldo in stronzate, volevo risparmiare qualche soldo da sperperare in seguito, volevo e invece sono un turnista di merda a pratica di mare, questa è l'unica vera e sacrosanta realtà, una fotografia temporanea, per carità, le cose cambiano e di definitivo non c'è proprio niente, ma così cambiano anche le altre fotografie, e in questo pout pourri di immagini mi rendo conto che io sparisco, annientato dagli eventi e da tutto quello che mi circonda, nascosto persino agli occhi delle persone che mi sono più vicine, faccio parte di un pezzetto di futuro che interessa me e riguarda tutti quanti gli altri ma non sono niente, carne, pesce, verdure, patate, dolci, primi piatti, antipasti, sono un pezzo di pane da mozzicare che cambia sapore ad ogni alba o tramonto, una rosetta da lasciare ad un barbone in un secchio dell'immondizia, mi avevano promesso la vita, mi avevano negato la morte, sono in un limbo che non è niente e dove non riesco ad essere sereno tranquillo, io che ho sempre vissuto di piccole cose, aspettando le grandi, pensando alle grandi, cercando a colpi di piccole cose, di tirare su anche le grandi, invece niente e questo perchè la vita non è come la vorrei io, e le persone non sono come le vorrei io e tutto quel che pensavo non c'entra niente con la realtà che gli altri devono stampigliarmi addosso, sono stanco e cerco la mia brandina, le discussioni poi mi snervano e in questo periodo sto discutendo con tutti quanti e sono ancora più stanco e ogni parola che mi viene detta e che dico continua a lavorare in background dentro di me, ogni segnale di pericolo, ogni minimo problema, che poi i problemi che voi definite minimi sono quelli che scatenano i terremoti più inquietanti, la terra trema, la storia se lo ricorda, qualche stronzo lo scriverà su un libro alterando la realtà e voi tutti, boccaloni, ci crederete, boccaloni, boccaloni, gli ingoia bugie, sarà per questo, che poi tutti diventano bugiardi, sono abituati a credere in qualcosa per fede, e non parlo del diaccio adesso, preferirei non nominarlo nemmeno, parlo di cose concrete, quelle che per voi sono concrete, si tratta sempre di fede e niente più, adesso sono stanco e qui non succede niente, come al solito, quel tale non è ancora arrivato ed io non ho trovato la brandina che mi serve, sei agosto, io sto per partire e a dir tutta quanta la verità non c'ho voglia di partire, non mi va di andare in sardegna a fare che cosa non lo so per cinque giorni senza una borsa dove mettere un paio di mutande in più a giocare a racchettoni sulla spiaggia tra altri seimila insopportabili dementi, quando dovrò spiegare al solito che non capisce, mi capita davanti e me lo devo sorbire e gestire io, che le mani vanno usate per altri scopi, l'appiccicamento umano, sono stanco, stufo, questa non è una vita, non mi piace, non mi diverte, ora sono io quello che si annoia, per anni ho sentito parlare tutti quanti della noia e si, l'avevo pure sperimentata a modo mio, ma oggi sono nervoso, incazzato, deluso, stanco, annoiato, con gli occhi gonfi come se non avessi dormito niente, con altri 55 km di merda da fare per tornare indietro, mi piacerebbe lanciare la panda nera al massimo seguendo la linea del sole e poi buttarmi sott'acqua, tanto sto al mare non ci vuole niente, padre e figlio che si suicidano nello stesso giorno, darei il pane ad un sacco di giornalisti, loro potrebbero sfamare le loro famigliole porco dio, tutto grazie a me e a mio padre, questo significa, far parte di un nucleo sociale, le mie disgrazie alimentano la fortuna di qualcun altro, la mia fortuna aguisce soltanto l'invidia e l'ira e l'odio degli altri intorno a me, ma tanto la fortuna si è esaurita, ho un paio di grandi grosse fortune e solo quelle e mi chiedo se davvero potranno reggere oppure no, se dureranno, se non dureranno, mi hanno detto in modo chiaro "tu lavorerai tutta quanta la vita" ma non mi hanno dato mai certezze o assicurazioni per le cose belle, firmo e pago soltanto servizi stupidi perchè sono obbligato, ma nessuno sa rispondermi sulla durata di cose un minimo più belle, interessanti, niente, beh sono estremamente commosso e dispiaciuto per tutti i musi gialli del mondo e per i visi pallidi e per i negri e tutti quanti gli altri che non mi va di citare, vorrei pensare a me stesso ma non ho la forza per pensare a me, la cosa che mi spaventa e che in teoria dovrebbe anche spaventare tutti gli altri è che presto o tardi questa forza potrebbe tornarmi fuori, ma per ora sono solo un povero turnista di merda,

un povero turnista di merda che scrive ogni tanto sul blog
postato da: sintaxerror alle ore 10:00 | link | commenti (4)
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lunedì, 27 luglio 2009

con un filo di voce non si può neanche urlare. passa un sacco di tempo e neanche ho scritto più niente, non che sia importante scrivere, come tutto quanto il resto, ma mi aiutava a sdrammatizzare, adesso non c'è neanche un dramma umano da risolvere, non lo so cosa significhi per tutti gli altri stronzi quella baggianata chiamata "crisi dei trent'anni", so cosa significa per me questo periodo infame, intendiamoci, c'è gente che è messa molto peggio di me, guardate la tv e quei programmi ridicoli dove gente ricca vi mostra i bambini africani divorati dalle mosche o i barboni che muoiono di fame, che ora non voglio entrare in merito a come sarebbe facile aiutare e salvare i bambini divorati dalle mosche o perlomeno le mosche, e di come molta gente scelga il barbonaggio per evitare questo schifo che devo ingoiare io tutti i giorni, oppure dei barboni che ci diventano in quanto PRODOTTO esemplare di questa cosa che voi chiamate società che è solo il vostro modo illuso di andare in giro tutti quanti insieme per cercare di colmare quel vuoto esistenziale che sentite dentro di voi, quella solitudine che macchinosamente cercate di debellare ma senza successo, almeno senza un successo permanente, certo, riempite con il lavoro, trovatevi da scopare o sposatevi, figliate, comprate la macchina o prendete un bel paio di jeans tanto non servirà a niente, se non avete essenza e non sposate quella cazzo di solitudine fuggirete a gambe levate tutta la vita da voi stessi e non avrete risolto un cazzo di niente, oggi sono andato a prender quel tale all'aeroporto, il tale che se ne va a berlino, ho provato un pizzico di invidia, sapete? si è messo da parte un pò di soldi in tutti questi anni e ora se ne va e vive, almeno un pochino, magari un paio d'anni, senza lo stress legato a tutte quelle frottole di merda legate al buon vivere o allo star bene, si divertirà e non avrà obblighi o impegni, o chissà che cosa, io ho 400 euri in banca, lavoro da undici anni di merda, schifoso cristo e la sua putrida croce ammuffita, buono solo per i cattolici affamati di altre illusioni, ho niente in mano, niente soldi, e questo lavoro che ho non è un lavoro, sono una scimmia in una catena di montaggio dove si fa burocrazia, dove si fa manutenzione, ma senza toccare niente, nemmeno un pezzettino di metallo di merda, devi raccogliere informazioni e spedirle ai francesi, oui, mon dieu, je suis catherine deneuve, poi loro ci penseranno, digeriranno le informazioni, forse un giorno ti daranno una soluzione, tu poi esegui e in mezzo a me, dentro di me, intorno al mio corpo, tutto quanto si sgretola e va in pezzi e non c'è un cazzo di niente da fare, tanto varrebbe buttarsi in strada a divorar rifiuti facendo l'elemosina con il sole e con la pioggia e con la notte, sarebbe molto più dignitoso di tutto questo, te ne stai in questi uffici di merda sotterranei e poi vai a pranzo e sei sempre in mezzo a gente della quale non te ne frega niente o quasi, io ne salvo un paio e basta, e tutti gli altri no, perchè sono "il cliente" o sono "il capo" e devi sorbirti le loro puttanate e devi sorridere perchè se non sorridi ecco che arrivano e ti dicono: <<beh di che cosa ti lamenti? non stai bene? non hai un lavoro? c'è gente che non ha un lavoro, c'è gente che non ha neanche la casa, c'è gente che non ha neanche le gambe, ma come, non ti interessa il motociclismo? e il calcio nemmeno? e non vuoi parlare un pò della crisi italiana? e della crisi uruguayana? e non ti piace la nostra compagnia?>>, no, non mi piace la vostra compagnia, non mi piace la compagnia!!! sta cazzo di storia dove uno deve stare SEMPRE in mezzo alla gente, giorno, notte, mattina, pomeriggio, sera, la gente mi intristisce, non ha niente da dirmi ed io non ho niente da dire a loro, niente, uno scambio di niente e se uno mi sta sui coglioni "non posso dirglielo" perchè non sta bene, devo subirlo, e sentirlo parlare anche quando vorrei solo morire o drogarmi o dormire e non pensarci mai più e mai più e più e invece no, la sera sei troppo stanco per fare qualunque cosa e non hai voglia di andare avanti e devi resistere e tener duro, non si sa bene per quale stracazzo di motivo, devi star su di morale, produttivo quando non hai niente da fare, io devo fare la formazione, io speravo di trovare almeno un posto da cameriere per lasciare qeusto aeroporto militare di merda, con le sturmtruppen con la divisa che ti controllano il pass ogni mattina e le altre che in napoletano ti dicono altre stronzate e sono contente, e a me fa piacere che loro siano contenti, ma lasciate perdere me, che non c'ho voglia di parlare o sentir parlare o altro, voglio solo spegnermi, star spento ad aspettare, e neanche a dire che stasera che so, porto la mia donna a mangiare qualcosa fuori o la porto a ballare o la porto in riva al mare a guardare il sole che tramonta o la gente che si lega ad un sasso e si butta da un ponte, o ad un concerto o ad un cazzo di posto di merda qualunque perchè non ho una lira e l'unica cosa che davvero mi consola è che vedrò i miei capi morire uno dopo l'altro, se campo almeno vent'anni, UNO dopo L'ALTRO, andrò ai loro funerali vestito di giallo con in testa una bombetta blù e una cravattina rossa, "ve li siete goduti i miei soldi eh? adesso andate a farvi mangiare le palle all'inferno, che io vi raggiungo dopo", ci troveranno tutti gli altri consulenti stanchi, arrabbiati, con il cazzo in erezione che aspettano solo i loro morbidi culetti pelosi da sfasciare con violenza, come può un povero stronzo essere contento in questo stato? può esserlo, perchè certi giorni va più che bene, certi giorni non ci penso, ma altri come questi dove non ho energia e il vampiro che mi sta addosso continua a succhiare e a ciucciare, un goccio dopo l'altro di sperma e di sborra e di vita, giorni come questo mi sfiniscono e non posso farci niente, c'è gente che sta molto peggio di me ma c'è pure gente che sta benino e gente che sta benuccio, altri che stanno benone e quelli che stanno benissimo ed io, una porcodio di via di mezzo no eh? devo stare qui e sentirmi fortunato perchè ci stanno quelli che stanno peggio, me ne sbatto il cazzo di tutti quelli che stanno peggio e quelli che stanno meglio e quelli che stanno medi, non ce la faccio semplicemente più, estate, la gente va in vacanza, non deve stare a fare i conti con i soldi perchè perlomeno, dopo aver lavorato come servi tutto l'anno gli rimane quello, è patetico, lo sappiamo tutti ma almeno POSSONO scegliere, io invece forse avrò cinque giorni cinque di ferie, se non mi licenzio prima e devo andare a casa di quel tale e non posso starmene nemmeno per i cazzi miei con la mia donna qualche giorno perchè non ho scelta e non ho chance e non ci ho ancora manco parlato con quel tale che rischia di finire nello stesso vomitatoio dove ho scaricato altri esseri umani, biologicamente, poi per me non sono affatto esseri umani, sono quello che sono, hanno due gambe, un buco di culo, mangiano bevono lavorano e vanno a votare, questo non fa di loro degli esseri umani, alberi vecchi ripieni di melasse varie e organi interni sempre in bilico che neanche emettono un suono, si limitano a fare il loro lavoro sporco come i padroni, l'orticello, il proprio orticello, ce l'avessi io un fottuto orticello da coltivare, uno straccio di pezzo di terra dove seppellire due semi e aspettare qualcosa, mi dicono tutti quanti "tieni duro che poi.." che poi? e poi che cosa succede? è tutta la vita che mi dicono di tener duro, oh si, qualcosa me lo sono pure goduto ma ve lo farei l'elenco di quello che mi son goduto io, non pensate che ci metterei così tanto, è che mi basta poco per distrarre la noia e sfuggire alla morte, mi basta poco e quindi la vita non mi sta regalando un cazzo di niente, non mi ha mai regalato niente, mi sono persino appellato al vostro signore, le ho provate tutte, sono arrivato alla frutta, ma non è servito a niente, come posso pensare che una cosa inventata possa occuparsi di me o degli storpi o della fame nel mondo o della gente che muore o di quella che vive? che forse è quella che ne ha bisogno di più? quindi stop, ho archiviato dio in un cassetto e mi sono dedicato ad altro, stasera se tutto va bene dovrò andare a casa di quel tale per fargli un backup e altre cose, farò in tempo ad arrivare a casa, lavarmi il cazzo, cagare dopo tre giorni di digiuno intestinale e poi forse andare a dormire, e domani sarò di nuovo qui a pratica di mare, con la gente che al complesso sotterraneo sta già andando in ferie, hanno fatto gli spiritosi, i simpatici, lo fanno ancora, mica gli è passata la fantasia, ce li farei stare io qua dentro, porcodiomondomaialecanedimerda, poi voglio vedere se la voglia di fare i simpatici gli passa, siamo alla fine del mese, non so ancora quando prenderò i miei soldi, come li prenderò, perchè li prenderò, quanti saranno, non so niente, i mercanti di schiavi stanno pensando alle vacanze, se ne andranno al mare tutti quanti con la loro tutina e il costume da bagno ed io ora c'ho pure uno stronzo in stanza, il cliente, il capo qui, come lo vogliamo chiamare, come dobbiamo chiamarlo, la riunione, adesso ci mancava pure la riunione, hanno fatto bene a metterlo in croce,

adesso devono mettere in croce tutto il resto della gente che c'è al mondo però, io mi offro per primo, così do il buon esempio
postato da: sintaxerror alle ore 14:58 | link | commenti (1)
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lunedì, 20 luglio 2009

la paura che frega tutta la gente del mondo. è così che vanno le cose, quando pensi troppo sale il nervoso prima, l'ansia poi, e alla fine interviene quel condizionamento mentale che ognuno di noi si porta dietro da più o meno anni, io da tre anni circa, blindato senza poter uscire completamente allo scoperto, come un cagnetto rognoso che si gratta sempre nello stesso punto, lo faccio solo quando sono sicuro di non essere osservato, se il mio padrone non se ne accorge, non può neanche guarirmi, e guarirmi in questo caso sarebbe solo insegnarmi a resistere senza grattarmi in quel punto, forse è una questione di forza di volontà o di consapevolezza, o di chissà che cazzo altro, stamattina non c'era traffico, speravo di trovare fila su via di grottarossa e poi fino a via trionfale, dove imbocco quell'anello di asfalto con la panda nera, ma non c'era nessuno, mi aspettavano alla società dei mercanti di schiavi, persone ignare di quel che volevo fare, abbandonare la nave dei pirati, come lei ha detto ieri sera prima di addormentarmi e cominciare a russare in tutte le direzioni, non c'era nessuno, ho dovuto decidere sul momento e ho lasciato giocare la paura, niente dimissioni, non ancora, le parole di quel tale mi risuonano dentro, l'orsetto del ced della protezione civile, <<non fare lo stesso sbaglio che ho fatto io, non ascoltare nessuno, chiudi gli occhi e fai quello che è giusto fare, se hai deciso>> ma non ce l'ho fatta, forse perchè sono un codardo anch'io, o forse perchè mi son creato un nuovo giochetto mentale edificato sulla mia paura, la paura del cambiamento, i soldi in banca stanno finendo mentre mantengo a vita quella puttana della mia panda nera che beve benzina e macina chilometri, tra roma nord e pratica di mare, con il caldo bestiale che mi sbava fin dentro le ossa, un caldo da estate di merda, nel frattempo ci sono tutte quante le stranezze delle persone da sopportare, mi ero ripromesso che l'avrei piantata con le stranezze, le cose che non mi tornano, invece sono particolarmente recidivo e insisto nel voler pensare che le cose strane di tutte le persone del mondo non nascondano niente, è un errore grosso quanto una casa ma se non stessi al gioco adesso non avrei niente e non parlerei con quasi nessuno, forse sarei alcolizzato o magari già morto oppure incredibilmente più leggero? potrebbe darsi? fatto sta che adesso è poco interessante, questo, mentre mi chiedo cosa sia interessante per chi viene a leggere della merda come quella che scrivo io, pensieri puri e soprattutto impuri di un povero scemo che vive una vita e la racconta giorno dopo giorno da anni, anzi manco tutti i giorni, qualche giorno si e qualche giorno no, fosse per me starei sempre a scrivere ma questo è solo vomito, non è scrittura, la giornata se n'è andata tranquilla, il nuovo carceriere di pratica di mare è tornato oggi dalle ferie, altri sono andati in ferie, pare che solo io non possa avere queste fottute lunghe ferie che forse un pò mi sono anche meritato, povero sintaxerror cattivo, mi ha chiamato quella tale all'ora di pranzo, <<non ti preoccupare sintax, oggi proverò ad attivarmi per te e vediamo che cosa ne esce fuori con la mia società>>, oramai ho perso un pò di speranza, l'energia non l'ho persa ma se ne sta ferma, immobile all'angolo sinistro della mia bocca, dove prima avevo un pezzetto di pasta, nel pomeriggio abbiamo guardato un pò di cose insieme, io e quel tale che se ne andrà a berlino, roba di accessi e autorizzazioni, roba che proabilmente non mi servirà nemmeno, poi è entrato uno delle sturmtruppen, uno dei più simpatici dei marmittoni, <<devi andare su con loro per fare la fotografia per il tuo pass>>. così da domani probabilmente non avrò neanche più bisogno della scorta, potrò fare avanti e indietro di giorno e di notte, ho preso la panda nera e con altri due marmittoni ho fatto quel che andava fatta, stavolta hanno scelto uno sfondo rosso, fuori era pieno di cicale e dopo una giornata di anfibi mi puzzano i piedi, non ho fatto neanche una doccia e ho cominciato a mangiare, non ci pensavo alla foto di oggi ma me l'hanno scattata e verrò brutto come sempre quando porto gli occhiali e il fotografo non ha interesse a prendermi in modo decente, non pensavo nemmeno alla storia della proposta commerciale che dovevo ricevere quando all'improvviso ha suonato il telefono e ho riconosciuto il numero di quel tale, quello della proposta, sono uscito fuori, con gli elicotteri che volteggiavano e le vespe che mi planavano addosso, ho acceso una sigaretta, <<sintaxerror, volevo dirti che nonostante il colloquio andato molto bene non possiamo prenderti, il complesso sotterraneo dove hai lavorato fa parte dello stesso gruppo del cliente dove lavori adesso e noi non possiamo rischiare di rovinare ulteriormente i rapporti con il complesso sotterraneo, mi dispiace>>, a lui dispiace, figuratevi a me che devo restare ancora e ancora in quel buco di culo di merda ad aspettare non so bene che cosa, comunque era sinceramente dispiaciuto e questo l'ho apprezzato, <<comunque ti facciamo sapere nel caso in cui uscissero fuori lavori presso altri clienti, mi dispiace sintaxerror>>, mi dispiace, la storia della mia vita, siamo un popolo di dispiaciuti, tutti tristi, derelitti, compianti, andati, flippati e defunti, distrutti dalla noia e dall'avidità, scaturita un pò dalla noia e un pò da tutto il resto delle cose vissute, ho preso la macchina e son tornato a casa, oggi pomeriggio ho perso un'altra battaglia, lavoro in una società mafiosa che lavora per clienti mafiosi e tutti quanti loro si mettono d'accordo con le loro mafiosità per far si che uno schiavo resti per sempre il loro schiavo, si spartiscono la fetta di esseri umani e disumani, bipedi, uno deve avere due piedi e il gioco è fatto, sei di qualcuno e quel qualcuno, se ha forti conoscenze, farà si che tu rimani suo per un tempo lungo, lunghissimo, finchè può spremerti via soldi dal culo, possiamo venderlo? barattarlo? prestarlo? scambiarlo? umiliarlo? è nostro, roba nostra, e così vanno avanti le cose ed io non ho conoscenze e non ho aiuti e per ora, se non tornano fuori le palle di sintaxerror, mi conviene restare lì che forse non sono ancora pronto a ravanare nei cartoni, delusione? beh lo posso capire, in parte sono deluso anch'io da me stesso, l'uomo che cuce gli occhi non l'ha messa giù tanto dura quanto l'ho fatta io, <<beh sintax bello, non c'è nessun problema, questi giorni di lavoro almeno te li rimborsano, vedrai che te ne andrai da quel posto e accadrà da un momento all'altro, le scelte più forti e coraggiose le hai fatte sempre in silenzio>>, quattro giorni, adesso non c'ho molto da aggiungere, stasera sono strano e pensieroso, ho voglia di non pensarci più di tanto, a niente, anche se tutti quanti i pensieri del mondo mi inseguono e mi marcano stretto, mi assalgono, quel suono ricorrente e petulante che mi suggerisce dentro ai timpani che niente sta andando esattamente come dovrebbe, il carretto è fuori asse e ci sono i chiodi che spuntano di fuori, sono arrugginiti ma immersi nell'oro fuso, un sottile strato che nasconde il pericolo ai culiricchi, ve li immaginate tutti i culiricchi a prendersi il tetano con gli orecchini d'oro? sintaxerror ha un pregio, sintaxerror ha buone gambe,

e quando ce ne sarà bisogno, comincerà ad utilizzarle.
postato da: sintaxerror alle ore 23:36 | link | commenti
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tutto quel che dev'esser fatto. uno ci pensa e ci ripensa e piano piano gli si ingarbuglia il cervello, ho parlato con un sacco di persone e a tutti quanti ho chiesto un consiglio pratico, funzionale, funzionante, soprattutto, non ne ho cavato un ragno dal buco, l'altro giorno ero molto più sicuro della mia scelta, probabilmente perchè c'ero dentro fino al collo, poi mi son fatto due giorni a casa e c'è stato il weekend di mezzo, torni fresco e pronto ad ingoiare merda, i mercanti di schiavi mi hanno addestrato a dovere, tiravo avanti stringendo i denti fino alla fine della settimana, soprattutto quando c'era il capo-carceriere di mezzo, digrignavo i denti forte e tendevo tutti i muscoli delle gambe rischiando di rimanere zoppo, poi il weekend respiravo, drenavo la merda respirata, quella ingoiata, mi depuravo e mi ubriacavo come un pazzo, dopodichè ero pronto a ricominciare, non c'era altro da fare se non quello, non arrivava mai la speranza, la possibilità di cambiare veramente, soldi in più, c'erano sempre e solo lamentele o brutte notizie, o cazzate e promesse come funghi che crescevano sotto le orecchie grosse dei miei mercanti di schiavi, poi ci sono tutti i cazzi di mezzo e non sono pochi, come il piccolo trascurabile dettaglio che non ho un eurino in tasca, se non quei pochi che mi bastano a malapena per pagarmi due pezzi di legno marcio e putrido buoni per seppellirmi sei metri più in basso, di fianco a quelli che al complesso sotterraneo continueranno a premere tastini al posto mio, c'è il fatto che non ho intenzione di tornare al motel, quindi mi metterò a vendere frutta ai banchi del mercato, consegnare cornetti di notte, servire cocktail o birre, portare le pizze ai tavoli, quello che riuscirò a trovare nel caso in cui il mio piano fallisse, giorni fa ero più sicuro di quel che sono veramente in grado di fare, oggi lo sono un pò meno, pensare e ripensare non mi ha aiutato per niente, non ho trovato altre scappatoie o vie d'uscita, potrei morire in quel nuovo scintillante sotterraneo per sempre e sempre, sepolto come un deficiente a rovinare tutto quel che mi è rimasto nella zucca, potrei far la guerra ai mercanti di schiavi, guerra fatta di sindacati, malattie ripetute, avvocati, attentati, tutto quel che può venirvi in mente, tutto e anche di più, ma non so quanto servirebbe, di solito prendo decisioni molto nette, chiare, solide come quercie ma il mio errore è stato nella tempistica d'intervento, avrei dovuto chiudere tutto quanto subito, non aspettare, pensare, ingoiare altra merda e altro sperma, avrei dovuto far subito quel che sentivo di fare e ogni cosa sarebbe stata molto molto più semplice di così, in un'estate di merda dove non si muove niente e ti ritrovi come un pezzo di sterco che galleggia sulla cima del water, a pensare e ad aspettare, a cercare in modo ignobile di capire, qual'è la mossa giusta da fare per non subire uno scacco matto, coscienza, responsabilità, essere adulti, è che vedo la parola fine scende su di me a caratteri cubitali, con tante lucine rosse dondolanti, volevo leggere i commenti e rispondere ma non ho testa di far niente, ho cercato di distrarmi inutilmente ma non c'è stato verso, oggi è uno di quei giorni dove non funziona niente, avrei dovuto prendere immediatamente il toro per le corna e fare quel che andava fatto, adesso non capisco più se è troppo tardi perchè tutto si è disperso, ma la conosco, quella realtà allucinante e traditrice che mi pesa sulla schiena tutti quanti i giorni dell'anno che ho passato lavorando, ogni minuto, e ho cercato di trovare se non risposte, perlomeno conforto in quelle favolose figure professionali che avrebbero dovuto difendermi, le stesse persone che mi hanno ricattato, le stesse persone che per uno stipendio da fame mi hanno ficcato a forza in tanti piccoli universi chiusi come scatole di sardine dove per me non c'era niente da mangiare o da godere, o da imparare, o da spartire, prendere altro tempo sarebbe inutile, pensarci ancora e ancora non serve a niente, mi basta una notte, per ritirar fuori tutti i cadaveri dalla mia bara di legno personale e ricordarmi di quel che mi è stato detto, quel che ho vissuto e che è passato, mi basta esercitare un pò il cervello,

e domani mattina avrò già deciso cosa è meglio fare per tutti quanti, forse.
postato da: sintaxerror alle ore 00:45 | link | commenti
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mercoledì, 15 luglio 2009

come se l'attesa in se per se fosse qualcosa di buono. quello che mi deprime e mi stanca non sono le brutte notizie o le cose da scansare, a quelle sono abituato, i colpi bassi che tira un ipotetico signore con la mazza da baseball sono il minimo che io mi aspetti dalla vita, non ci sono regole scritte, non ci sono doppie firme o mini scrittine da tenere in considerazione, è tutto basato su un accordo verbale, esattamente come tra me e i miei mercanti di schiavi, in questo assurdo gioco da tavola ciò che mi stranisce è l'immobilità, mia e di tutto quello che mi circonda, quando non accade niente non riposo, aspetto che accada qualcosa o provo a farlo succedere io, spesso non si ha tempo per far accadere qualcosa e bisogna accontentarsi di aspettare, stamattina mi sono alzato che ero già in ritardo ma forse potevo farcela, avevo ancora un pelo d'ansia ruvido sulla punta della lingua e non riuscivo ad accellerare più di tanto, avevo il cervello spento a metà, il caldo scendeva lentamente, inesorabile sulla mia panda nera rovente, la scure di dio che mi taglia la testa, sto perdendo i capelli e ingrasso, una specie di aborto umano che fa avanti e indietro tra roma e pratica di mare, ad un certo punto, lungo la strada, ho pensato di sbattermene altamente il cazzo e fare colazione, cornetto e cappuccino sulla rotonda di pratica di mare, tanto oramai ero in ritardo di una vita, una piccola ragazza con i capelli da maschietto, mora con il caffè davanti alla faccia continuava a fissarmi come se mi conoscesse o volesse conoscermi, le ho dato la schiena e ho consumato la mia colazione, davanti c'erano tutti quei giornalacci da mare e da parrucchiere, gente, oggi, domani, novella 2000, la buona novella, le cattive notizie e tutte quante quelle cose nascoste, seppellite nella sabbia, le persone sono come i gatti o i cani in certi contesti, fanno la loro cagata e poi spostano la sabbia sopra la merda per nasconderla agli occhi del padrone, o forse non lo fanno per quello, gli animali, ma le persone si e tutte quante le persone con il piede zozzo di sabbia e merda pensano automaticamente di essere più furbe delle altre, è una situazione piuttosto strana e imbarazzante, non trovate anche voi? sia che nascondiate merda, sia che vi venga nascosta la merda, sia che siate la merda o che non siate assolutamente niente, o magari semplicemente non lo sapete, è imbarazzante o no? comporta un sacco di problematiche inutili e comunque io prima della mia colazione ho cominciato a sentire quella puzza insopportabile in macchina, un'odore forte di sporcizia, immondizia e cipolle, tante cipolle, una piantagione di cipolle e i contadini curvi giù a lavorarci di brutto sotto al sole, le gocce salate che gli scivolano tra le rughe del volto, avevo sonno e gli occhi appiccicati, avevo bevuto il mio tè freddo in macchina e cercavo di cantare con quel filo di voce che m'era rimasta, ho aperto i finestrini e la puzza non andava via tanto che alla fine mi sono fermato e ho messo le quattro frecce, avevo l'immondizia in macchina, un bustone pieno, gonfio e grosso, una busta stracolma di fazzoletti sporchi, forse un paio di preservativi usati, resti di cibo e tutte quelle cipolle, avevo i conati di vomito e non c'era un secchione nel raggio di venti miglia, così ho abbandonato la busta sul ciglio della strada e ho rimesso in moto la mia panda nera, guidando pensavo che in fondo non son stato affatto un buon cittadino, dovrei finire in galera per questo ma non me ne è fregato un cazzo e tuttora non ci penso più di tanto, a questo e anche a tutto il resto, mi tireranno delle maledizioni per quello che ho fatto, mi stracceranno la tessera elettorale, mi impediranno di cantare l'inno di mameli e berlusconi dovrà far sparire anche quella busta d'immondizia lì, come dicono abbia fatto sparire tutte quante le altre, stavo guardando il giornale su internet, oggi, nel pomeriggio, o quando forse era mattina, parlavano dello stupratore seriale arrestato qualche giorno fa, a casa gli hanno trovato mappe, libri, videocassette, il kit del perfetto amante degli stupri, roba vera o hanno infilato pure qualcosa di più per far maggior scena in prima pagina? ricordatevi ragazzi che noi siamo in lotta con hollywood costantemente, abbiamo pochi supereroi e pochissimi supercattivi, guerra mediatica o no spero che gli facciano tagliare le palle in galera e gliele ficchino su in gola fino a strangolarlo, senza che muoia, la morte, cari i miei adorati, si dà agli eroi, le persone devono soffrire e soffrire anche abbastanza, io non soffrivo poco oggi, i minuti non scorrevano, tutti i fottuti orologi del mondo si erano fermati e un minuto durava un'ora, mezz'ora, quaranta minuti, era insopportabile, me ne stavo seduto a fissare il muro aspettando che qualcosa succedesse, ogni tanto parlavo con una delle sturmtruppen, anzi, una di loro parlava con me, io non avevo per niente voglia di comunicare ma non potevo fare altrimenti, un paio di elicotteri si sono alzati in volo, io mi stavo addormentando, ero sul punto di urlare e strapparmi quei tre quattro capelli che mi rimangono in testa, volevo solo farla finita con quella messincena, alzarmi in piedi e urlare "ragazzi io me ne sto per andare da questo posto del cazzo, inutile che mi facciate le feste", ma poi non l'ho fatto, sarebbe stato sicuramente d'effetto, un tale, dopo pranzo, mi ha offerto un caffè fatto con la moka e un bicchierino di limoncello, un brav'uomo devo dire, era contento di avermi conosciuto, come quasi tutti alla base, ma nessuno può farci niente, le cose vanno come devono andare ed io non ho ancora ricevuto nessuna proposta commerciale dai nuovi teorici, mercanti di schiavi, ogni tanto controllavo la posta, quando potevo, pochi secondi, noi non abbiamo diritto ad utilizzare internet, a portarci uno schifo di computer per noi in sala, possiamo solo star lì a parlottare tra di noi, uscire a fumare, guardare il muro e quegli schermi che non mi dicono niente e che sicuramente non dicono niente neanche agli altri, aspettare e deprimersi, perchè non riesci a non deprimerti, sei fermo, seduto, come quando scongeli la carne che hai tirato fuori dal freezer la sera prima, immobile che goccioli mentre gli altri guadagnano e spendono i loro maledetti soldi, scopano e gozzovigliano, ho bevuto parecchio vino bianco prima del limoncello, vino bianco fresco e corroborante, mi aiuta a far andar meglio la giornata, il vino bianco è olio per le lancette, alcuni sono patiti per il rosso, io il rosso lo bevo solo se è molto buono o se non c'è altro, altrimenti mi si piazza sullo stomaco finchè non lo digerisco o lo vomito qualche ora dopo, di solito è la seconda che scelgo, e in tutto questo bere e mangiare e aspettare seduto sulla sedia che accada qualcosa mi sono ritrovato in dormiveglia nella sala dei test con il pisello barzotto che è diventato duro quasi di legno nel giro di pochi minuti, il bozzo si vedeva da sopra ai pantaloni e potevo quasi darmelo in testa, ma in un posto lontano 55 km da casa, pieno di sturmtruppen e turnisti l'unica cosa che puoi farci con il cazzo è dartelo in testa senza pensare ad altro, le sei sono arrivate ed io sono ripartito, cercavo di bruciare ogni metro di strada che mi separava da casa accellerando per fottere anche il tramonto, ma c'è sempre qualche sorpresa sul grande raccordo anulare, grande raccordo per grandi sorprese, ieri un camion era fermo in mezzo alla corsia centrale, oggi c'era una macchina ferma sulla corsia di sinistra e una sulla corsia d'emergenza, un idiota faceva avanti e indietro da una corsia all'altra a piedi e noi eravamo tutti quanti bloccati, non riuscivo nemmeno a sentire la musica, tutto quanto mi si era rovesciato contro, lei era quasi pronta ad andare al concerto, deliziosa e profumata, io puzzavo di stanchezza, sudore e depressione, non sarei potuto andar con lei neanche se mi fossi lavato con un lanciafiamme, me ne sono tornato al motel, l'uomo che cuce gli occhi mi aspettava in finestra ed io ascoltavo i cranberries, <<sintaxerror, che bella musichina frocetta>>, si riferiva a just my imagination, ho parcheggiato davanti a quello che un tempo era il bar di monte gennaro, adesso è il caffè monte gennaro e c'è una sola porta scorrevole, il bancone sul lato destro invece che sul sinistro, una ragazza che sorride alla cassa e due negroni dietro al bancone che ti dicono <<desidera??>> io non desideravo niente da nessuno di loro tre, volevo una stecca di sigarette ma non c'era nemmeno una cicca spenta, il locale non era lercio come una volta, ti potevi specchiare sul pavimento e gli sgherri del quartiere erano ammassati a mangiare, bere, strozzarsi di cocktail cari, stiamo diventando trendy anche noi, ragazzi, la trendite si espande più velocemente dell'influenza suina, che spero ci ammazzi tutti, in un modo o nell'altro, oggi o a settembre, con l'arrivo della nuova influenza e della tanto agognata pandemia, la ragazza mi ha gentilmente detto che il tabacchi si era spostato dietro l'angolo, la farmacia però era chiusa, i negroni mi guardavano male, io ho preso la mia stecca di diana rosse morbide e ho riportato la panda nera all'ovile, tappa numero uno, il motel, prima di tornare a casa, ho fatto una doccia lenta e riposante, ho strappato carne di cavallo a morsi con patatine e pezzi di pizza bianca salata, poi sono ripartito, e domani mi aspetta un'altra stupida, lunga, inutile giornata di lavoro, tanto vale mettermi in malattia e non tornarci mai più in quel posto stronzo, parlavo con lei di una cosa interessante sulla gente, a proposito di una cena dove ci hanno invitato, sabato prossimo, però non posso parlare di tutto adesso, la sveglia tra poco suona e alla sveglia non frega niente di cosa penso io delle persone, della vita, della morte, del lavoro, della salute e del colesterolo basso

alla sveglia non gliene frega niente di quel che penso io e probabilmente anche a tutti gli altri oggetti animati e non della terra
postato da: sintaxerror alle ore 01:49 | link | commenti (2)
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martedì, 14 luglio 2009

un piede sulla porta, a un passo dalla fuga. cantare vittoria con largo anticipo non mi piace, lo sapete tutti che la vita è una cosa balorda che fa brutti scherzi e non ci puoi fare affidamento su niente, ero al letto stamattina con la sveglia pronta a sfondarmi i timpani alle sei e trenta, brutta la vita del turnista, non puoi concederti granchè, incidenti d'auto, traffico imprevisto, alluvioni e catastrofi nucleari, qualunque cosa accada sulla strada tu devi essere lì in orario, pronto a salvare il mondo che disprezzi e che piace tanto a tutti quanti gli altri, non so come ho fatto ad arrivare a pratica di mare in mezzora, sono il miglior guidatore di pande nere che abbiate mai conosciuto, la strada era tutta quanta mia e zigzagavo dalla corsia centrale alle due laterali del raccordo anulare come se avessero oliato le mie ruote, una macchina magica, senza peli sulla lingua, senza acqua nel radiatore, a pratica di mare le cose stavano come sempre, gli altri erano già arrivati e il caffè era schifoso, acqua nera e lurida buona solo per beccarti un cancro al fegato, il caldo è troppo forte e ti scivola addosso come un enorme piumone giallo soffocante, ancora qualche giorno prima del grande caldo, dicono gli stronzi della meteorologia, se ne stanno nei loro bellissimi studi televisivi a minacciare la gente, ad avvisare la plebe, a scuotere il culo dei ricchi, morirete tutti e quando accadrà sarà per il caldo, volevo lasciare tutto e scappare, senza neanche scriverla la lettera di dimissioni, stamattina mi stavano sfasciando tutta quanta la notte a colpi di martello, non avevamo voglia di dormire, stanotte, lei era bella e profumata, aveva una bocca indimenticabile, questi giorni è in forma e sorride continuamente, la baciavo e la leccavo tenendole forte le gambe con le mani, avevo il suo odore sparso su tutti i baffi, corti ma pur sempre baffi, poi è suonato il telefono, ad un certo punto ha cominciato a suonare pure la sveglia e il campanello e il citofono, il clacson, la radio, le trombe di eustachio o come cazzo si scrive, ero nel letto sfatto e non mi sarei alzato per niente al mondo, sua madre doveva portarci a casa la nonna per le sette e qualcosa, era in anticipo di almeno mezzora, io avevo gli occhi appiccicati e due mail da inviare prima di salire sulla panda nera in direzione inferno, facevo male a lamentarmi dei miei vecchi incarichi, stavo meglio nelle mani del mio carceriere al complesso sotterraneo, angherie, delusioni, tempo prezioso scaricato giù dalla tazza del cesso, un camion fermo in mezzo al raccordo anulare mi ha bloccato per quaranta minuti, ero in coda con millecinquecento estranei che come me tornavano dal loro lavoro di merda pregando di arrivare a casa in tempo per placare il loro demone, ossessioni, oggi eravamo a pranzo e il pranzo è l'unico momento buono della mia giornata lavorativa, come se poi, aspettare che accada qualcosa, si possa considerare lavoro, mentre aspetto l'ora di pranzo cerco di resistere al sonno, calmo i conati di vomito, imparo cose che tra pochissimo dovrò già dimenticare, con sette euri e cinquanta ci fai un pasto completo in quella trattoria, ci mangi ogni genere di squisitezza, il padrone del locale dice di poter indovinare il peso di ciascuno di noi con una bilancia che non è una bilancia, gli altri parlavano tutti quanti di sport ed io mi annoiavo tremendamente, preferivo essere ovunque in quel momento, ma non lì a sentir parlare di moto e di calcio e di pattinaggio e nuoto e i mondiali, si perchè per chi ci arriverà, l'anno prossimo ci saranno pure i mondiali, insieme a tutte le altre stronzate, un altro palliativo, un altro passatempo, tanti tanti giochi per grandi e per piccini, uniamoci tutti insieme e teniamo duro, una bella partita e passa tutto, guardiamo gli altri arricchirsi sulla nostra stupidità, ho acceso un'altra sigaretta, il giardino è fresco stasera e ogni tanto si muove qualche bestia alata o con trecento zampe, si sentono i rumori attraverso le foglie, la mia piccola foresta pluviale, l'ho già detta ieri in un altro contesto sta cosa della foresta, forse, sono arrivato a casa giusto in tempo per cagare prima di farmela addosso, ho fatto due passi nudo per casa, lei era andata al lavoro, era bella tanto che me la sarei fatta un'altra volta in mezzo al salotto, e affanculo i colloqui di lavoro e i lavori e tutti i mercanti di schiavi e le buste paga e la tredicesima, ho studiato un pò la strada e mi son riguardato quel che andava riguardato prima del colloquio tecnico, la sede era in un posto impossibile, nel cuore di ottavia, per un attimo ho pensato di aver sbagliato strada, intorno a me c'erano solo ragazzini, piccoli e coatti, le ragazzine erano ancora peggio e sembravano già donne da diversi anni, probabilmente avevano già scopato quando io ancora dovevo imparare a pisciare dal mio pisello, guidavano le macchinette i ragazzini e le biciclette e urlavano sulla strada, il mondo sarà il loro un giorno o l'altro, il mondo non è roba per me, lo salvo per voi, ragazzi, anche se non ne farete buon uso e lo ridurrete peggio di quanto sono riusciti a fare i nostri bisnonni e i trisnonni e i nonni, ho parcheggiato e ho cercato il numero civico giusto, quando ho superato i due cancelli e ho fatto una mezza rampa di scale non riuscivo a credere ai miei occhi, non era una società, ero in una casa, la casa di una persona, ore 1935 circa, non lo so come ci son riuscito ad arrivare in orario, lui mi stava aspettando, il nuovo aspirante mercante di schiavi, un brav'uomo, a prima vista, poi è arrivato quello che doveva farmi il colloquio tecnico, ho cominciato a montare su un gran nervoso, più di una volta mi sono chiesto che cazzo ci stavo a fare lì, potevo starmene sdraiato sul letto ad aspettare la notte o a guardare quel programma di merda sui pacchi e poi le bugie dei telegiornali, un film, la cena, buonanotte suonatori,invece ero lì e cercavo di convincere due tali di essere il miglior system administrator del mondo o qualcosa del genere, non ricordo come ma ad un certo punto credo d'esserci riuscito, <<prendiamoci un giorno di riflessione, intanto prepariamo una proposta commerciale e te la mandiamo via mail>>; ci siamo salutati, ho rifiutato il ginger e le patatine, non mi sentivo in grado di mangiare o bere prima dei due colloquio al prezzo di uno, era fatta, avevo messo un piede in un'altra porta, sono tornato a casa e mi son mangiato qualcosa con lei, era bella come quando era uscita di casa, aveva delle scarpe alte e quel culo alto alto anche lui, bello sodo, adesso son quasi pronto a riprendere il format della lettera di dimissioni, oramai ci manca tanto così prima che scorreggi contro la faccia di pratica di mare e dei miei mercanti di schiavi, quel tale oggi mi ha portato a pranzo e donatella rettore urlava dallo stereo a tutto volume splendido splendente, sulla strada c'erano già un paio di puttane che avevano attaccato a lavorare da un bel pò, prima ero stravaccato quando mi è arrivato un messaggio, <<io torno in ufficio sintax, hanno un problema, non aspettarmi domattina, fai affiancamento con un altro>>, povero amico mio ed io dovrei fare questa vita tra meno di un mese e mezzo, con i mercanti di schiavi che intascano soldi su soldi sporchi e fasulli, il fattone del ced mi ha chiamato per sapere com'era andata con il colloquio, tutti quanti si stanno interessando alla rivoluzione copernicana di sintaxerror, che si è lamentato per anni del suo lavoro e dopo averci scritto pure un libro ha deciso di cambiare, c'avessi pensato prima adesso staremmo parlando d'altro, non so di cosa, di tutti quei ciclisti stupidi che attraversano la francia o della pallavolo o della politica, o dello stupratore seriale che hanno chiuso in galera e che probabilmente faranno pure uscire, gli daranno lavoro, gli faranno fare un film, staremmo a parlare di tante altre cose

quindi forse è stato un bene cercare un altro lavoro soltanto adesso.
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domenica, 12 luglio 2009

l'inferno, a due passi dalla tua spiaggia preferita. era sera quando mi è arrivato un sms, era di quel tale che mi insegna chitarra, mi chiedeva se stavo scrivendo qualcosa, a parte il blog, qualcosa di più completo e concreto, credo, non sto scrivendo niente, nella disperazione più cupa tutto si fa più semplice ma quando le cose ti girano bene la tastiera ti volta un pò la faccia e il sole non la illumina più, o forse è solo una questione di tempo, minuti, secondi, giornate, notti insonni passate davanti alla tastiera nera aspettando che accada qualcosa, non mi chiedete di coniugare i verbi correttamente stanotte che non ce ne ho voglia e sono prigioniero di quello stato semi ansioso che mi viene quando sono in procinto di fare un altro colloquio, ne abbiamo messi tre in questa settimana, mica uno o due, tre, tre incontri con altra gente che vuol far soldi su di me in cambio di qualche spicciolo, l'altro giorno avevo un colloquio psicologico con una tale e me l'hanno annullato, forse hanno capito che sono matto prima ancora di farmi esaminare dalla loro esperta, sono bravi questi psicologi lo sapete? in quindici minuti vi dicono se lavorate in team o da soli, se siete schizofrenici, malati, psicotici, se dal cliente vi addormentate o se vi fate sottomettere, se squartate ragazzini con il machete in cucina, sangue pisto mescolato a bava di cocomero, prima mi son quasi spezzato una caviglia in giardino, il signore deve essere veramente attento ai miei bisogni in questo periodo, soprattutto da quando ho iniziato il mio maledetto lavoro a pratica di mare, credevo di farcela, me povero scemo, a scampare, a controllare la situazione, invece ho perso la battaglia come un generale avventato che si schianta contro il fuoco del nemico urlando stronzate a favore della propria patria, qualche sera fa parlavamo di tutte queste cose qui, scemenze, per quanto mi riguarda, però fa sempre un certo effetto essere nel centro di un amichevole campo di battaglia, a prender colpi e a restituirne altri, il risultato è pressoche nullo e non c'è bisogno neanche di una psicologa per dirmi chi sono e cosa sono, un povero stronzo sulla terra che non si sente parte di niente e senza arte, né parte, cerca di sbarcare il lunario e arrivare a sfiorare le nuvole solo per un minuto, un minuto al giorno o al mese, quel minuto ogni tanto che ti cambia la vita poco prima di precipitare nel fango, cadere in ginocchio e piangere, magari, ammesso che uno come me abbia ancora delle lacrime da versare, ieri sera eravamo ad una cena e c'era della roba da mangiare per tutti, intorno al tavolo ci stavano cento tipi di piante diverse e ce le avevamo addosso, era come ingozzarsi di cibo nel cuore di una stupida foresta equatoriale, io continuavo a bere tutto quello che mi passava davanti in una spietata quanto tragica e affascinante altalena, i bacardi breezer, quella vodka frocerina che si beve come aperitivo, vino bianco fresco, birra, prosecco, vino rosè, un limoncello fatto direttamente dalle mani del signore, distillato dai limoni più buoni del mondo, sempre dopo quelli del nostro giardino, noi abbiamo fregato i limoni di dio con i nostri, anche se bisogna raccoglierli, a questa cena parlavamo un pò di tutto e di niente, certe volte mi sentivo di troppo e non sapevo di cosa parlare, c'era quel tale che suona il violino che era al centro dell'attenzione, suona con morricone e con giovanni allevi e tutti erano interessati a lui e a quel che faceva e non faceva, ripensavo a quando sono stato al centro dell'attenzione per via del libro che ho scritto, era una sensazione tremenda, non mi piaceva essere al centro dell'attenzione e non mi piace essere quel nessuno seduto da una parte che aspetta la morte mentre beve ancora del vino, e in più non mi piace chiacchierare di cose di cui non mi interessa chiacchierare, e non mi piacciono quei silenzi imbarazzanti di due o più persone che non sanno davvero cosa dirsi, sono attimi e poi passano, forse non sono adatto per stare in mezzo alle persone, certi giorni la digerisco meglio la pappa, altre volte mi rimane sullo stomaco e non ci posso fare niente di niente, l'alcool aiuta un pò in momenti come quelli, ti costruisce attorno un sottile strato di cemento armato fresco e invalicabile, staresti bene anche seduto su una lastra di pietra mentre i carrarmati avanzano per stritolare le tue ossa come polvere, come sabbia, come le invenzioni degli uomini, dicono che forse si candiderà beppe grillo, per me potrebbe essere una novità buona, potrei persino ricominciare a prendere in considerazione la malsana idea di andare a votare, ma queste non sono cose di cui parlare stasera, ho cominciato il mio sporco lavoro a pratica di mare, tra un mese ee mezzo sarò un turnista a tutti gli effetti e se non avrò trovato un nuovo lavoro prima di allora sarò costretto a licenziarmi senza averne, la crisi ci dilania, dice la televisione, mancano i soldi, i lavori buoni e quelli cattivi, forse persino le puttane adesso costano di più, abbiamo fatto una buona spesa di carne e in farmacia guardavamo il lubrificante vaginale, lei non capiva a cosa servisse, poi gliel'ho spiegato io e ce ne siamo andati tristi e allegri allo stesso tempo, lasciandoci alle spalle tutte quelle bottigliette colorate, il caldo sta crescendo sempre di più come una bestia feroce che si nutre di corpi sdraiati sulle spiagge, addormentati o svegli, giocano a racchettoni e si bagnano i piedi, non so nemmeno cosa dire a questa estate, forse dovrò trovarmi un cazzo di lavoro nel weekend per ammortizzare le spese o tra qualche mese dovrò cominciare a prostituirmi, a rubare, a chiedere l'elemosina suonando la chitarra, mi chiedo quanto queste tre opzioni siano differenti dal fare l'impiegato per i miei cari, adorati, mercanti di schiavi, a pratica di mare non c'è molto tempo per scherzare, è un sistema vecchio e stravecchio e non puoi farci niente neanche se ti ci impegni, non sai come far passare le giornate in un posto di merda del genere, ogni tanto senti un aeroplano che decolla o atterra, vedi l'antenna del satellite che si muove in posizione, ascolti i canti fascisti intonati dalle sturmtruppen e i loro computerini e se ti va male ti fai il weekend a lavorare con il tour de france in sottofondo, dello sport non me ne è mai fregato quasi un cazzo, il calcio si, l'ho seguito, soprattutto per le scommesse sportive, quelle erano emozionanti ma non ho i soldi per permettermi un lusso del genere, non voglio finire come quei bravi padri di famiglia che si spendono lo stipendio e il mutuo e i soldi rubati e quelli guadagnati rubando legalmente alle macchinette del videopoker per poi suicidarsi portandosi dietro mogli e figli, ogni tanto almeno, i vicini sbattono le porte, abbiamo avuto i fottuti operai in casa per giorni e giorni, giravano per il giardino e le tartarughe erano traumatizzate, chiuse nel bagno, dalla libertà completa alla prigionia, pure le zanzare erano disorientate, io con le mie alzatacce non ci sto capendo un cazzo di niente, la mia borsa di berlino mi sta per abbandonare, ero a casa della zia di lei ed era tutto pulito e ordinato, quella è una casa magica dove tutto profuma e respira, una fiaba per bambini con i mobili lucidi, il pavimento che brilla, quando ho lasciato una cagata molla e marrone nel bagno mi sembrava quasi una colpa, come se nessuno cagasse in quella casa di profumi e ori, mi chiedevo come fa una casa a diventare così, non ci diventa da sola, deve esserci qualcuno che opera nell'ombra e la mette a posto e pulisce e lucida e cucina e mette in ordine e spolvera, stavo riguardando un pò d'immondizia per il colloquio di domani, active directory, exchange, il mistero dei cluster, non mi ricordo praticamente niente, non sono troppo preoccupato, l'ansia mi arriva quando penso troppo alle cose, o quando non mi lascio andare e l'ansia era una brutta bestia, la psicoterapeuta che prendeva solo un eurino a seduta mi aveva aiutato a debellarla, un paio di vite fa, se adesso ricominciassi ad andar da lei mi prenderebbe almeno trenta o quaranta volte quell'eurino che le consegnavo a fine seduta, poi mi servirebbe un altro lavoro per trovare quegli eurini e gli altri eurini e tutti quanti soldi che servono ad un povero stronzo per vivere una vita decente, fa fresco a quest'ora e fumo una sigaretta dietro l'altra, quel tale che andrà a vivere a berlino mi aspetta alle otto per fare colazione e poi via, tutti quanti all'inferno, con i bagnanti che si tolgono la sabbia dal costume, le donne che si mettono a posto i reggiseni imbottiti, gli sfigati con gli stereo a tutto volume, dalla camera da letto viene musica che non riesco a distinguere se è araba o napoletana o un pò tutte e due, da casa dei vicini esce altra musica incomprensibile, etnica forse, un aereo passa basso basso sopra ai nostri palazzi

e la vita in un modo o nell'altro continua, con me che fingo di affannarmi per rimetterla in ordine, spingendo la polvere sotto il tappeto con l'altro piede
postato da: sintaxerror alle ore 23:32 | link | commenti (2)
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martedì, 30 giugno 2009

l'ultimo giorno al dipartimento. senza un vero perchè è finita anche questa, da un giorno all'altro, qualche settimana fa ero immerso nell'apatia più totale, coperto da quella stravagante patina depressiva che ti si attacca addosso proprio come la bava delle lumache, la metti sotto l'acqua e diventa prima collosa e poi elastica e quasi rischi di non staccartela più di dosso, poi c'è stata la famosa faccenda dei mercanti di schiavi che hanno ricattato sintaxerror e l'hanno in un modo o nell'altro "costretto ad afferrare" questa enorme possibilità di guadagnare di più, sembra uno spot pubblicitario di quelli che passano su internet tipo "allunga il tuo pene", "vuoi evitare figuracce con la tua donna o con la donna di un altro? ingurgita una bella pillolina", la mia offerta era di un altro genere: "vuoi guadagnare di più tenendo solo il cellulare acceso ogni tanto, con qualche interventuccio straordinario, lavoro da turnista dove molto spesso sei pure di riposo? scegli la nostra offerta e con tutti i soldi che ti diamo puoi persino comprarti casa a pratica di mare, dimenticati delle più grandi e inflazionate capitali europee come parigi, londra o anche dublino, lascia stare il sud america o l'asia che ti becchi un sacco di malattie tropicali, non pensare alla scandinavia e scegli la nostra offerta e se hai la macchina vecchia, afferrala al volo, così potrai anche comprarti una bella opel corsa invece della tua panda nera! riceverai in omaggio un bel cellulare aziendale vecchio di cinque anni ma non preoccuparti, non ti chiameranno quasi mai", ok e il primo luglio sintaxerror è libero di cominciare il suo nuovo lavoro, dopo aver fatto un colloquio di lavoro con un altra società, stamattina era il mio ultimo giorno al dipartimento di protezione civile, fuori di casa c'era un camion della scuola guida e sono andato a passo d'uomo da via di grottarossa fino al dipartimento, senza nemmeno bestemmiare troppo, oggi era una buona giornata, puzzava vagamente di malinconia e noia struggente, quei bastardi del ced mi mancheranno, l'orsetto, il fattone, il piccoletto che bestemmia e quell'altro prima di tutti gli altri, poi ci sono gli altri e mi mancheranno anche loro, oggi ci siamo salutati tutti quanti, ci siamo abbracciati, la scena aveva un senso, uno vive tutta quanta la vita aspettando il momento in cui qualcosa inizi o finisca e spesso si perde tutto quel che c'è nel mezzo, una volta arrivato alla fine comincia a rimpiangere quel che c'è stato nel mezzo che non ha vissuto e si affanna per cercare un nuovo inizio, fotocopiando di fatto tutto quel che si è già vissuto, storie, rapporti sentimentali, scopate, lavori, topo gigio ha la macchina rovinata e l'ha portata dal meccanico, io l'ho parcheggiata proprio davanti al dipartimento, i baristi con le cerbottane ci hanno sparato addosso un paio di cartoccetti ed io gli ho macchiato il bancone di caffè, il caldo era afoso e insopportabile, avevamo tutti una pesante cappa sopra la capoccia che pesava e ansimava come una enorme vacca sudata, io ho provato a studiacchiare quelle due o tre cose, il fattone mi si è messo vicino e ha cominciato a spiegarmi sql, io non mi ricordo ancora a tuttoggi per che cazzo mi sono candidato a quel colloquio ma so che sarà un disastro e probabilmente mi terrò il mio lavoro di merda a pratica di mare, quello che inizia da domani, la grande offerta dei miei mercanti di schiavi vittime del lascia o raddoppia, del milionario e di tutti gli altri quiz di merda che loro hanno il tempo di guardare, me ne sono andato che era già tardi, tipo le sette, il cielo era tutto color pastello e profumava di buono, c'erano nuvoloni neri impressionanti e squarci di rosa e d'azzurro e tutti quei colori lì, io cantavo ma sentivo pure che nel mio umore c'era qualcosa che non filava liscio come l'olio, non riesco a capire di cosa si tratti, la testa gioca a tutti noi molti, troppi scherzi, lei pensa, non la testa, lei è lei, che io prenda le cose troppo male e forse ha ragione, è che sintaxerror sragiona quando subisce un'ingiustizia e la vita è già un'ingiustizia di base, poi ci si mette la società e le regole e le regoline e tutte quelle cazzate che non funzionano a renderla ancora più ingiusta, quindi la somma suprema dell'ingiustizia fa si che io mi incazzi un pò o mi deprima, a seconda dei casi, nonostante fosse tardi sono passato a casa per vedere lei cinque minuti, si stava preparando ad andare ad una cena da quel tale di londra, altre ragazze x che lei non voleva vedere da anni, un paio di streghe tirate fuori con le pinze da una favola scritta per traumatizzare i bambini, si stava preparando e ho seguito tutto dal dopodoccia al momento in cui è uscita, era bella, attraente, era donna come molte altre donne per quanto si sforzino ad esserlo non ci si avvicinano nemmeno, ci siamo dati qualche bacio e abbiamo fatto due parole, ero più disteso, tranquillo, camminava su quei tacchi come se sfiorasse i tasti bianchi di un pianoforte, la mia musica preferita, ce ne siamo andati, gli operai stavano riparando i balconi e prima o poi finiranno nel nostro giardino, non mi fido ad avere gentaccia in casa senza che ci sia io a sorvegliare la situazione, non è che io ce l'abbia con gli operai, non mi prendete per un classista, un operaio non è tanto diverso dal presidente della repubblica, un rumeno, uno statunitense, il papa ratzinger o il vostro gesu cristo inventato, semplicemente hanno modalità diverse di operare, gli uomini sono marci a prescindere dal lavoro che fanno o dal ruolo che ricoprono, un imprenditore molesta una donna tanto quanto un operaio, con la differenza che utilizzano due modi diversi per farlo, a volte l'imprenditore si siede, scivola nel suo completo elegante comprato con i soldi che uno stronzo come me gli ha fatto guadagnare, chiama la donna che si è lamentata perchè non voleva farsi toccare il culo e le dice <<lei ha bisogno, vero, del suo posto di lavoro? no perchè questo periodo è un periodo di crisi e quindi io dovrei chiudere un occhio se lei si dimostra "collaborativa" (l'importanza di conoscere bene l'italiano)>> e intanto tira da un sigaro cubano e fa scivolare la mano proprio sulla stessa chiappa che prima l'aveva respinta, quindi non ho pregiudizi contro le etichette che hanno inventato le persone, sarei un deficiente quanto uno che può odiare la scritta adesiva stampigliata su una bottiglia d'acqua gassata o su un pacchetto di merendine, tornando a noi, ho aperto i cassetti e ci ho messo dentro mutande e calzini, prima li tenevo buttati in un armadio, ho strappato l'orrenda carta a fiori messa dalla sua ex coinquilina e l'ho buttata via nella busta della spazzatura, la stessa busta dove quella deficiente di biancaneve doveva andare a finire ficcata per la testa, persino l'inceneritore l'avrebbe rimandata al mittente, mammina, papino, fratellino, la sacra famiglia, qui fa caldo, al motel, sono venuto qui a mangiare una cosa perchè non avevo voglia di cucinare o di lavare o di fare altro, l'uomo che cuce gli occhi mi ha accolto a braccia aperte <<dunque sei pronto per il colloquio di domani? ultima possibilità, da una parte, il dorato mondo del lavoro, dall'altra parte, box doccia>>, mi son fatto una risata, ho preso un tè freddo e una sigaretta, mi sono spogliato per spaventare il caldo ma nemmeno così ci sono riuscito, ho caldo ancora, mi sono rilassato veramente quando mi sono seduto sulla tazza del cesso per cagare, i muscoli mi si sono afflosciati, il mio corpo si è dolcemente posato come una lattina di cocacola schiacciata con la mano destra, l'anima penzolava sottile sottile dal buco del culo, ho fatto una bella doccia e ho mangiato le mie scaloppine all'arancia e cointreaux, poi ho ricominciato a studiare quella merda, c'è sempre troppa roba da sapere, troppa roba che uno ti può chiedere e tu non sai mai qual'è la risposta che vuole sentirsi dire, domani ho il colloquio con un ingegnere e devo solo convincerlo di essere il più bravo system administrator del mondo, fatto questo il gioco è fatto, ma la realtà non è mai come la fantasia, non è sempre peggio, solo il più delle volte, di solito è diversa, talvolta può essere meglio ma non ci sperate troppo eh? così ho salutato tutti quei tali e me ne sono andato, persino il sorvegliante della protezione civile ci è rimasto male, entro nella vita delle persone e lascio un segno, non so come faccio e non so perchè lo faccio, certe volte mi piace, è una buona sensazione, anche perchè questi tre mesi la sotto non son serviti proprio ad un cazzo se non riesco a mantenere uno straccio di rapporto vero e umano con i tali che ci lavorano, con i miei preferiti intendo, ciao ragazzi, tutte le partite a worms e a puzzle bobble e a quake online e tutte le bestemmie e le risate e le caricature e quel poco di lavoro che serviva, il censimento con tutti i numeretti da segnare, quel lavoro stupido che spingerebbe persino una scimmia ad impiccarsi, le litigate per accedere alle aree protette, noi che dovevamo andare alla maddalena e poi si è fottuto tutto, la terra che ha tremato e ha distrutto più di una cittadina con un colpo solo, topo gigio che è diventato il mio fratellino minore, le colazioni al bar e la birra del pomeriggio, addio, dipartimento di protezione civile

oppure, arrivederci? 
postato da: sintaxerror alle ore 23:12 | link | commenti (1)
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lunedì, 29 giugno 2009

nulla da dichiarare. rileggevo quel che ho scritto qualche notte fa ed è completamente incomprensibile, non riuscivo nemmeno a metterle a fuoco, le letterine nere sullo schermo bianco, l'ottavo giro di sambuca, o qualcosa del genere, oggi è festa per tutti quelli che festeggiano, da stamattina sto bestemmiando la madonna per via di uno strappo al collo, non che sia poi così grave, il dottore pensa che io sopravviverò con successo, ce la farò anche stavolta, per ora è solo una gran rottura, volevo mangiare qualcosa ma non ho preparato niente, da qualche giorno il mio umore sale e scende in un minuto, forse perchè sto dando troppa importanza a tutte queste storie qui del lavoro e del non lavoro, sto studiando un malloppo di roba assurdo per convincere un tale con la cravatta che in realtà so fare anche delle cose che non so fare, perchè parliamoci chiaro, sintaxerror ha perso il suo smalto da system administrator, anche se ieri ha lavorato per il grande capo di lei e ha preso qualche punto in più, l'onda porterà l'uomo sul surf in alto o lo affogherà in mezzo a tutti quei pesci che gli ridono attorno? domani è il mio ultimo giorno alla protezione civile, dopodomani sarò a pratica di mare e inizierà questa stronzata nuova e temporanea, ammesso che io ce la faccia a buggerarli tutti, o almeno a buggerare qualcuno, le aziende hanno un modo leggero, sottile e subdolo di ammazzarti, ti mettono in fila insieme agli altri dipendenti, ti dicono tutto quel che non devi assolutamente fare, ti infilano in testa un pò di regoline e poi ti abbandonano dal cliente, ti seppelliscono vivo in un laboratorio sotterraneo a fare la muffa e non ti valorizzano, nel tempo tu dimentichi, le cose che devi fare veramente o devi saper fare per trovare un altro padrone, un altro lavoro di merda, un altro modo per regalare gli anni migliori o peggiori della tua vita all'individuo x che siede dall'altro lato della scrivania, erano sei anni che non mi facevo un colloquio, ho passato la giornata tra la casa e il giardino, non ci sono nemmeno troppe zanzare con il tempo di plastica che fa oggi a metà tra la tormenta di neve e il caldo afoso del deserto con la sabbia e le allucinazioni, la fame forse mi sta dando alla testa o magari è solo che non ho niente da dichiarare, nulla da aggiungere, il telefono squillava stamattina e il numero non lo conoscevo, nonostante tutto ho risposto ed era quel tale che tra poco se la svignerà a berlino, intanto che le zanzare mi divorano le gambe nude, <<sintax, sabato e domenica lavori con me tutto il giorno, dalle 10 alle 19, però sei libero giovedì, venerdì e lunedì prossimo, come da turnazione>>, il cliente mi aveva detto che inizialmente avrei fatto un orario normale, senza la turnazione, sarei stato affiancato agli altri, non mi va di smuovere merda per chiedere conferme, a me sta benissimo così, posso dormire due giorni e cercare di salvarmi dall'inferno, qualunque forma esso assuma, città, aziende, macchine in corsa, duri finchè durano i soldi e finchè hai voce per cantare quando mandi in mille mezzi la notte con la panda nera, lei è tornata in anticipo dal lavoro ed io mi sentivo un pò come uno stronzo disoccupato anche se ho ancora un lavoro, stavo rimettendo su le coperte e le lenzuola, avevo sfamato da poco le tartarughe, era dolce e affettuosa come sempre, erotica, mi sono toccato un pò il cazzo da solo ripensando alla scopata di ieri con i telefoni che suonavano in continuazione ed io che ringhiavo bestemmie tra i denti, qualcuno deve sempre dirti qualcosa, telefonarti, parlarti, raccontare chissà che, io oggi no, non ho niente da raccontare, fino a l'altro ieri ero molto molto più fiducioso di oggi, oggi non lo so bene che mi passa per la testa, forse dovrei prepararmi la cena, lasciar andare alle spalle quel che è stato e quel che non è stato, gli anni buttati, il tempo sparpagliato al vento, in fondo che problema c'è? forse la mia situazione non è grave come penso, lo dice anche lei, non c'è qualcosa di vero che non va, ho solo trovato un nuovo gioco o motivo per star male, magari, ma uno non può neanche sempre accontentarsi di ogni cosa, sono un individuo molto drastico, un pò su tutto, rapporti umani, lavoro, rapporti non umani, rapporti di coppia, è che il mondo non mi piace affatto e l'unico mondo che riesco a sopportare, anche se non mi piace sempre tutto fino in fondo è il mio o quello che immagino, qualcuno pensa che io distorca la realtà solo perchè non voglio scendere a compromessi, ma una vita fatta di compromessi, soprattutto quando superano la metà del tempo trascorso sulla terra, non è una vita, è una fregatura, è un inganno che mi tiro addosso come una maledizione, è un modo per prendermi per il culo, una volta di troppo, quindi preferisco la fantasia e la solitudine, se le cose non vanno proprio come penso che debbano andare, tutti noi abbiamo certe volte bisogno di regalarci un buon momento anche per noi e non è che abbiamo altre vite di merda da sprecare nell'imparare a farlo, quindi questa c'è, tirate i dati, rimettete tutte le pedine in campo, presto o tardi anche sintaxerror ricomincerà a giocare, ma non oggi, oggi no

oggi sintaxerror non riesce a capire proprio cosa gli abbia preso.
postato da: sintaxerror alle ore 19:04 | link | commenti
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sabato, 27 giugno 2009

e ad un certo punto, ti rimangono la rassegnazione e pratica di mare. non pensavo ci fosse via d'uscita, avevo fatto il grosso con me stesso, sbuffando contro le chiappe di tutti gli uomini del mondo, ma ovviamente mi sbagliavo, credevo di riuscire a cambiare lavoro in una settimana, di fregare i miei mercanti di schiavi e volare via lontano, pensavo di poter dare le dimissioni così, senza niente, non mi spaventa il restare senza un lavoro fisso, senza niente rischiando di finire sulla strada ben sapendo che non ci finirei facilmente, anche se io e tutti quanti noi siamo parte della strada, pensiamo di essere aristocratici, intellettuali, borghesi o alternativoidi o punk a bestia, ma siamo della strada come i barboni, inghiottiti e rigettati dalla natura stessa, fregati da una sola mela con dio cane che se la ride per quello che l'ha morsa, mica me lo ricordo se è stato adamo o eva a mordere la mela ma ha importanza? sono tornato a casa che era notte fonda e lei dormiva già, sono entrato nella stanza, la porta ha cigolato, lei dormiva ed era bellissima, l'ho baciata e le ho accarezzato il viso e un seno, se ne sta rannicchiata a dormire ed io sono ancora in piedi a scrivere stronzate, oggi che ho una sbronzina interessante devo approfittarne per buttar giù due parole o la vita mi frega anche stanotte, sono andato a prendere quei due in ritardo di almeno mezzora, piazzale clodio era piena di macchine ma non c'era niente di affascinante in quelle macchine, dopo la pizza e il caffè abbiamo fatto tre giri di ammazzacaffè, io continuavo a prendere sambuca con la mosca, gli altri bevevano alla goccia un buon bicchiere di grappa, ci siamo raccontati un sacco di puttanate, era bello, abbiamo condiviso qualcosa, sembrava fossimo amici da dieci anni ma per qualche strano caso, non ci siamo raccontati tutto, o uno di noi è stato in coma, per esempio, amici da anni, poi oggi ero al ced e tutto filava liscio come sempre, l'altro giorno ho messo piede sottoterra all 15, oggi sono arrivato in mattinata ma non ricordo prima, quei maledetti mi fanno uno scherzo al giorno e nel pomeriggio ce le siamo pseudo suonate, come fanno i bambini facciamo anche noi, ci picchiamo ma fino ad un certo punto, e poi sono stato messo in mezzo che cazzo volete dirmi ragazzi? comunque le ho prese ni e le ho date si, un buon pomeriggio, devo ammetterlo, ero fermo che cercavo di tornarel ced della protezione civile per fare cche cosa non lo so nemmeno io, quando mi ha squillato il telefono, il numero non lo conoscevo ma non era anonimo, non mi fido dei numeri anonimi e anche di quelli che non conosco, poi a volte sono sottoterra e non prende, altre volte non risponde, insimma non è che uno può fare il triplo salto carpiato per non so nemmeno cosa, scrivo e non ricordo cosa volevo scrivere, la sambuca, questo è stato, la sambuca, un giro dopo l'altro ho cominciato a camminare con tutto quanto il resto che mi si moveva cigolando cigolando, nada ,niente, devo chiudere, non riesco più nemmeno a buttare giù due righe, unaa, mezza, riposati, troppi errori ortografici, grammaticali ma non ho la lucidità ne tantomeno la voglia di correggerli.

au revoir, tante cose stanno cambiando ed io non voglio far nessun prigioniero
postato da: sintaxerror alle ore 04:07 | link | commenti
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mercoledì, 24 giugno 2009

con i piedi piantati nelle sabbie mobili. non ho concluso ancora niente, credevo di trovare lavoro in tre giorni, pensavo di moltiplicare il pane, i pesci, il lavoro, fare magie e miracoli e invece non sono che un prestigiatore da strada, pensavo di suonare la chitarra sotto la metropolitana ma mi hanno detto che anche lì c'è un racket, lo controllano gli zingari, io non appartengo a nessuna di queste potenze che controllano il mondo, mafiosi, politicanti di merda, mercanti di schiavi, zingari, non sono nessuno e non ho legami e non ho conoscenze e devo lasciare il mio contratto a tempo indeterminato, è la modalità che non riesco ad individuare, tutti mi dicono di aspettare e di riuscire a trovare un altro lavoro prima ma poi ci penso e ci ripenso, tra una settimana sarò sepolto nell'aeroporto di pratica di mare con il cliente addosso che mi segue e mi squadra per scoprire se davvero sto imparando la lezione oppure no, non potrò prendere ferie o permessi altrimenti il signor cliente si chiederà: <<ma questo che cazzo sta facendo qui?>> chiamerà i mercanti di schiavi e loro smetteranno di approvare i permessi, tireranno giù la saracinesca, quel tale della protezione civile forse ci ha visto lungo, oggi sono andato al lavoro alle 15, mi sono svegliato che ero in fin di vita e l'idea di entrare nella panda nera, attraversare la flaminia e scendere sottoterra per fare niente mi deprimeva così sono rimasto al letto, lei è andata a lavorare ma prima mi coccolava, mi accarezzava il viso, aveva un tono di voce dolcissimo ed era bella nella nostra stanza in penombra, mi sono alzato che erano gia le 11 e rotti e ho messo un pò a posto le mie cose, mi son cucinato due stronzate e poi sono andato a lavorare, a lavorare poi, a non lavorare, parcheggiato, un detenuto in attesa di giudizio che si è incrociato con magistrati stronzi e vendicativi, me lo ricordo ancora il ricatto del mio mercante di schiavi, <<sintaxerror, o ci vai con questo rimborso che ti abbiamo proposto, o ti ci mandiamo lo stesso, ma a quindici euri al giorno>>, invece di 45 più rimborso auto, rimborso auto con molti km di meno calcolati, nonostante io ne faccia di più, i mercanti di schiavi devono guadagnare sulle cento lire, mangiare, ingrassare, abbuffarsi, schiattare, sono arrivato al ced e ho fatto due chiacchiere con tutti gli altri, mi mancheranno quei vecchi bastardi, la consulenza funziona così, i mercanti di schiavi ti tirano fuori dalla scatoletta dove caghi, pisci, mangi, bevi, spesso e volentieri le tue feci e il piscio che puzza di asparagi, a volte hai anche una connessione ad internet nella tua scatoletta con i bordi mangiucchiati dai topi ma ci puoi vedere soltanto certi siti, attenzione, attenzione, ti tirano fuori e ti schiaffano in un posto (nel mio caso, "ti schiaffano sempre in un posto sottoterra"), fanno si che tu ti abitui, conosci bene le persone, ci scherzi, ci ridi, ti si incazzi o rischi di farci a pugni, gli racconti due cazzate, quattro tragedie, ascolti le loro, prendi e dai qualcosa, a quel punto, puff, ecco che i mercanti di schiavi ti prendono per le orecchie e ti mettono da qualche altra parte ed è tutto finito e devi ricominciare da capo come niente fosse stato, ogni volta è difficile soprattutto ora che torno dalle sturmtruppen, tutti sull'attenti con i gradi sulle spalle e le divise ben lustrate, luccicanti, illuminate, bagnatevi nel sole, o soldati, radio casa trasmette parklife dei blur e quel tale al ced della protezione civile mi ha detto <<sfruttali fin quando ti è possibile, mettiti in malattia e poi esci a fare i colloqui>>, niente di più semplice, secondo lui, mia madre è l'unica a pensarla davvero come me: <<sintax, hai il tfr e un mese e mezzo di preavviso pagato, licenziati e cercati un altro lavoro, ce la puoi fare>>, ed io penso che è la cosa migliore e tutti mi dicono <<pensaci, aspetta, trova dell'altro>>, lei dice che è una cosa delicata che posso decidere soltanto io e qualunque cosa sceglierò di fare, ci sarà, è bello vivere un rapporto con una donna che davvero ci sta, non mi era mai capitato prima, una persona che ci sta sermpre, io son sempre stato lo psicologo dei poveri, lo psicoterapeuta delle squinternate, o l'organo sessuale di donne sull'orlo di un matrimonio già fallito qualche anno prima di cominciare, l'altare ingrigito che puzza di morte e cristo insanguinato che ci spia con la testa piegata e l'occhiuccio socchiuso, l'occhio inchiodato alla croce di marmo, sono tornato a casa dopo una giornata di niente, il fattone ha mandato il mio curriculum ad un suo amico, altri mercanti, recruiter, parlavo con quel tale al telefono, era triste quando gli ho detto che sto per lasciare questa società di mercanti di schiavi, anche se non so ancora quanto tempo mi ci vorrà, "in questi posti ci muori, amico", gli ho detto telefonando gratuitamente dalla protezione civile, "in sei anni non ho imparato niente, o quasi, adesso non sono specializzato e non so nemmeno come rivendermi da qualche altra parte. se resto ancora lì dentro è per sempre, ed io non voglio finire così", lui ha tirato giù un gran sospiro <<lo so sintax, lo capisco>>, lui è più grande di me, ha un figlio, non può mollare la baracca, o meglio, potrebbe ma ci vorrebbe un gran coraggio, è vero che la fortuna aiuta gli audaci, ma a volte la fortuna ti si gira di culo e finisci per strada a litigare con gli zingari per poter suonare la chitarra, <<beh sintax, ma le vendite del libro come sono andate?>> eggià, c'era pure il libro e sono sicuro che la casa editrice si è intascata tutti i soldi e basta, visto che non mi hanno detto ne fatto sapere niente, va bene così dei soldi tanto non m'importava un cazzo sin dal principio e non sarebbero stati neanche tanti, date due spiccoli al vostro system administrator, scrittore, strimpellatore di chitarre, alcolizzato, insonne da strapazzo, a settembre il libro torna mio e posso mandarlo in giro per il mondo, magari accompagnato da un altro libro se riesco a trovare la forza, la voglia, la magia, il tempo per scriverlo, quello soprattutto, sono tornato a casa e lei era a pezzi, distrutta dal pianto e dal pomeriggio, è morta una tale che conosceva da quando era ragazzina, la lotteria della vita è crudele e non risparmia niente e nessuno, ogni tanto sono i mercanti di schiavi a tirarti fuori dalla loro scatoletta, ogni tanto è la morte con le calze bianche e la falce a tirarti fuori da una scatolona più grande e a portarti via con se, falciato via, ed è qustione di attimi, a volte, altre volte ci metti molto più tempo e tutti quei bei cattoliconi lì, gli ammiratori di dio, quelli che portavano i cappellini e la maglietta e i pantaloncini e le mutande con il nome del papa taggato sopra, sono andato in cucina e ho aperto il rhum, io non amo il rhum e se leggete da un pò questo blog vi ricorderete che amo la vodka e tante altre bottiglie magiche, colorate, piene di liquidini intriganti e talvolta infidi, ma la sambuca è calda e qui non ho la scorta di superalcolici che ho al motel, quindi procedo con il rhum, ogni volta che qualcuno muore io bevo un goccetto, bevo forse perchè non è toccato a me, bevo perchè così lo saluto mentre se ne va da questa terra di merda e forse, si riposa,  brindo perchè, ehi, l'inferno sta aspettando anche me ed è meglio arrivarci con il fiato che puzza di rhum piuttosto che di latte o dello sperma del mio capoufficio, gli offspring mi chiedono perchè non vado a cercarmi un lavoro e non hanno tutti quanti i torti, lettera di dimissioni, così mi piace fare le cose, di getto, d'istinto, perchè io ci metto tanto a capire, molta gente mi sopravvaluta ma io sono un mezzo scemo e ho i tempi lenti come una tartaruga o non so chi altro, l'aria è troppo fresca, stanotte la terra ha tremato ancora, io ho messo in bocca un pò di salame, del prosciutto, crostini alle olive, ottimi tra l'altro, ogni volta che esco dal cancello incontro quel bastardo vecchio guardone che mi fissa, da sotto il cappello, il sole all'orizzonte inghiottito dalle nuvole grigionere, sta tornando la pioggia o sta andando via? so che fa più freddo degli altri giorni e addosso ho una camicia tutta sgualcita, eravamo in una via di culiricchi, dovevo mettere a posto il computer del capo di lei, io, il più grande system administrator del mondo che sta pensando a come perdere il suo contratto a tempo indeterminato, siamo stati lì fino all'una e mezzo circa, lei dormiva sul divano con gli occhi gonfi per il pianto ed era bella e mi eccitava lì sdraiata sul divano, ma c'era la vecchiettina che gestisce un pò la casa e il capo di lei e non è bello scopare in casa del capo di qualcuno, quindi mi sono dedicato soltanto ai computer e ho segnato una tacca per ogni colpo, il mio giorno fortunato, la notte fredda e fortunata, ho aggiunto un paio di bicchierini di rhum al mio primo e devo dire che forse va rivalutato, mister rhum, lo avevo trascurato, odiato, sbeffeggiato, rifiutato, mi ricordo di una volta in cui sono stato davvero male con quell'affare, ero in una topaia dove viveva una tale che era nostra amica, puzzava quella nostra amica, ed era particolarmente opportunista, dicevano, da me non voleva niente perchè non avevo niente che le interessasse o forse, semplicemente non avevo nulla, supersonic, stanze piccoline e il tetto troppo basso e tutti fumavano hashish, io mi ero svegliato alle 17 ed ero a stomaco vuoto da giorni, ho mangiato un pò di roba e ho bevuto tutti rhum e pera, uno dietro l'altro, uno dietro l'altro, ero verde in faccia e sentivo un gran freddo, l'anima sballonzolata da una parte all'altra del cesso, tra il bidet e la tazza piena del mio vomito, niente di bello sul fronte occidentale, ho fatto una bella chiacchierata con lei e l'ho guardata spogliarsi, bianca marmorea nelle sue forme sode, ho dato una sorsata dalla bottiglia di rhum e l'ho lasciata addormentarsi, sono le quattro del mattino, domani dovrò persino andare al lavoro in orario, verso sera mi è arrivato un messaggio del mercante di schiavi buono, buono poi, buono un par di palle, <<ecco le notizie>>, recitava il messaggio, <<sintaxerror svincolato dal primo luglio, topo gigio resta a disposizione (leggete, prigioniero, ndsintax) nel dipartimento di protezione civile fino a data da destinarsi, per l'affiancamento previsto tbd>> che vuol dire to be defined perchè noi siamo yeah e inglesi quando gli inglesi, che comunque mi dice mark renton che sono delle mezze seghe, ci marciano sulla testa almeno tre o quattro volte e non si puliscono nemmeno i piedi sulla nostra faccia, ho sempre ritenuto una stronzata il nazionalismo, la cultura è programmazione mentale al novanta per cento, lavaggio del cervello, un modo per tenerci buoni, il nazionalismo è solo un modo per ammazzarci l'uno con l'altro, uno scopo fittizio no? non mi va di fare altri esempi, io che sono il re degli elenchi, non so ben dire se sono allegro, depresso, se sto bene o se sto male, se le cose andranno bene o no, non so nemmeno se avrò le ferie, se tutto andrà storto e resterò a pratica di mare, sepolto nel bunker della pontina ecco che avrò solo i cinque giorni di ferie per andare in quel posto con quei tali e no, non mi va, gli unici cinque giorni, il mio problema è che prendo impegni con gli altri quando l'unica persona con cui posso e voglio prendermi un impegno è lei, con gli altri no, perchè poi non devi deluderli, perchè poi devi fare quel che non ti va per non farli restar male ed io non ce la posso fare perchè il tempo a me non lo ridà nessuno, se lo tiene dio, cristo, il diavolo, il destino, l'orologio, tutti se lo tengono e nessuno ci fa più niente, potrei esser morto e questa potrebbe essere l'ultima estate a mia disposizione, così funzionano le cose, ahivoglia a dirmi <<hai trent'anni>> che poi ne ho trentuno, la vita è una lotteria e quando esce il numero sbagliato sei morto, nessuno ci può far più niente, non riesco nemmeno ad inventarmi una religione in cui credere, sto fuori con la felpa e la giacca e il freddo a fumare sigarette e a pensare a non so bene che cosa, forse a niente, non ho un filo di sonno, me ne starei fuori a guardare l'alba e poi andrei in protezione civile ma lo so che non ho più il fisico e domani sarei un cadavere, questo poter scegliere mi fa sentire vivo, king for a day, ragazzi, green day, dice la radio, così mettiamo un pò di pepe nel culo della vita e fa tanta allegria e spazio, dovevo andare a vederli in concerto ma hanno finito tutti i biglietti per bologna e anche per milano e a torino chi cazzo ci arriva e come? solo il biglietto del treno costa l'ira di dio e non parliamo dell'andarci in macchina, ero in macchina con quell'idiota che mi ha fatto fare il colloquio a pratica di mare, un commerciale con la bmw aziendale, ecco i mercanti di schiavi come spendono i miei soldi, mi diceva che la sua macchina ha un problema, ha il minimo basso, quindi ai semafori rischia sempre di spegnersi, commovente non trovate anche voi? come si fa quando la vostra bmw rischia di spegnersi ai semafori perchè si attiva il risparmio energetico? è un dramma quasi umano, "eh lo so" gli ho risposto io, "alla mia panda esce fuori acqua arancione dal radiatore, ti capisco", lui si è zittito, non ha più parlato di macchine, non era un argomento gradito, nessun argomento è gradito con i mercanti di schiavi, non abbiamo niente da dirci o da darci amici miei, i miei amorevoli ricattatori, ora sono indifferente come se tutto fosse accaduto ad un altro, questo è l'approccio giusto, domani ho un'altra giornata buona per rubare lo stipendio, poi si vedrà, buonanotte a tutto il pianeta terra

che per quanto lo detesti ha il diritto pure lui di farsi una bella dormita 
postato da: sintaxerror alle ore 04:18 | link | commenti (1)
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lunedì, 22 giugno 2009

lascia o raddoppia? il post che faticava a venir fuori, non è colpa di nessuno se questi giorni son stati come sono stati, ogni volta che mi avvicinavo alla tastiera per scrivere mi prendeva sonno, tutto quel che ho da dire non è poi così tragico o interessante, è sempre la solita vecchia noiosa tiritera trita e vecchia e consumata, i calzini bucati che puzzano di piedi con l'unghia tutta nera, sporca e spezzata che esce fuori, di questo si tratta, sintaxerror vive in un mondo tutto suo, irreale, surreale, per niente prossimo alla verità delle cose, sintaxerror continua a rifiutare la realtà, il suo mercante di schiavi buono, quello che sembrava davvero più umano, più vicino alle persone, il volto umano del regime, lo chiamavano, insomma questo stronzo qui me lo diceva l'altro giorno per telefono, in una litigata tra le tante che ci sono state in questa settimana, <<il tuo è un mondo che non è reale, sintaxerror, vivi in un mondo di fantasia e vedi le cose che non ci sono, ti inventi le cose, le immagini, le costruisci>>, io costruisco, invento, immagino, capito ragazzi belli? ero sempre al ced della protezione civile, c'erano quei tre che si comportavano davvero come tre buoni amici, topo gigio, il fattone e l'orsetto della protezione civile, tre gran persone, topo gigio soprattutto, oramai per me è un fratello minore anche se sono io l'esempio da non seguire, infido, con una fervida immaginazione, sociopatico, asociale, depresso, mezzo alcolizzato, sempre pronto a ridere in faccia alla vita però, a ridergli starnazzando in faccia, perchè forse ci vuole dell'altro per buttarmi giù di morale, la vita me ne ha fatte di schifezze, ragazzi miei, sacchi neri pieni di rifiuti organici che puzzavano di fiele e vomito, una corsia d'ospedale che puzza di naftalina, disinfettante, orina vecchia di qualche mese e uomini morti, questo fa la vita, la vita che vi piace tanto, ma io in un certo qual modo ho imparato a subire, accusare, alle volte, respingere il colpo grosso da dove è venuto, quei tre bravi ragazzi hanno persino detto che mi seguirebbero in tribunale, se li chiamassi a testimoniare, nel caso in cui decidessi sul serio di fare causa ai mercanti di schiavi di merda, diciamo che una sera come tante altre mi hanno chiamato in sede, quella vecchia cascina riadattata che sorge e tramonta in mezzo alle campagne romane, una schifezza che luccica di bava di lumaca e tradimento, c'era quel vecchio balbuziente che ripeteva <<sintaxerror, se accetti ti raddoppiamo lo stipendio, lo stipendio...>> il pubblico è impaziente, occhi spalancati puntati contro il tabellone, bambini e cani si sono zittiti in un silenzio televisivo quasi magico, <<... lo stipendio RADDOPPIA SINTAXERROR, che cosa fa, sintaxerror, lascia o raddoppia?>> e tutti quanti a sussurrare, <<raddoppia sintax, dai fagli vedere, scegli la morte, la segregazione, la fine, il tutto senza esser pagato quanto dovresti, avanti, facci vedere come diventi il nostro cristo>>, la storia più o meno andava avanti così, quel tale si è licenziato e ha lasciato un posto a pratica di mare, ci sono un sacco di soldi in bilico e i miei mercanti di schiavi sono bravi a contare soldi, annusarli, si ficcano intere mazzette di banconote pur di passare la frontiera, eh ahivoglia voi, in tutto questo c'è chi dice che io sia cattivo perchè ho augurato loro di spender quei soldi per comprare gli antitumorali da usare poi per i loro figli, ma questa è un'altra storia e poi non leggerete da nessuna parte mai, un'affermazione come "beh, io sono una persona buona", no, non sono buono e non sono nemmeno così certo di essere una persona, i mercanti di schiavi vogliono incassare anche per quest'anno quei 120 mila euri, pensate a quanti sono, cosa ci fareste voi con tutti quei soldi? il cliente vuole me, vuole che vada io, sintaxerror, non uno qualunque, uno dei più strani e disastrati antieroi degli anni novanta e duemila, persino, quindi io ho accettato inizialmente, ho premuto "RADDOPPIA" con il mio telecomando tutto rivestito di gomma plasticosa, e poi, dopo due giorni di ansia insonne ho detto, "beh, ci ho ripensato ragazzi, amici come prima, ok?", non avevo firmato niente, non mi avevano parlato di niente, il presentatore balbuziente aveva omesso troppe cose, quanti soldi avrei guadagnato di più, per esempio, ha omesso quel piccolo dettaglio chiamato 102 ore di reperibilità mensili, non mi ha neanche parlato di quando dovrei essere al sito entro un'ora dalla chiamata, pensateci un attimo insieme a me, pratica di mare, io adesso ho lasciato il motel e sono a roma nord, lo scenario tipico è un bel sabato pomeriggio alle ore sedici, quando tutti i coatti romani, i popporopò con le radio accese e i motoroni truccati e le macchine che costano un sacco di soldi, se ne stanno in spiaggia con quelle ragazzette idiote che passano la giornata a specchiarsi, a depilarsi, ad allisciarsi la figa, le chiappe e il resto della mercanzia, le famiglie, con i padri panzoni che sbirciano i culetti delle sedicenni e le madri sfatte che hanno preso cinquanta chili il giorno dopo aver detto il fatidico si davanti all'altare, sotto gli occhi di un noncurante cristo inchiodato e sanguinante, cinque sbadigli al gusto ave maria, por favor, milioni di macchine parcheggiate tutte intorno a queste spiagge sporche e maledette, altri chili di automobili in fila sul raccordo anulare, sulla pontina, sulla via del mare, sotto il sole cocente che ti squaglia le braccia e il cervello, il volante non puoi nemmeno toccarlo per quanto sole c'è e il cambio nemmeno e sudi, la schiena appiccicata al sedile, mentre stai in fila con l'ansia del ritardo, la paura di prenderlo nel culo sulla strada, o all'arrivo, insomma, quando ho sentito parlare di soldi, ho detto "beh si potrebbe fare", visto che ho uno stipendio che non serve nemmeno a comprarci un altro stipendio uguale, poi però ci ho ripensato, ho parlato con quel tale che ha dato le dimissioni e ho capito, perchè le ha date e cosa mi aspetta e beh, ragazzi, ho pensato che saremmo rimasti tutti quanti amici come prima, buoni, cari, tranquilli, invece non è così, ho provato in tutti i modi a dire "beh, lascio, non prendo il raddoppio e mi tengo un pezzetto di vita in più", ma mi hanno torturato con le loro stupide telefonate lunghe e insopportabili, le mail, le cazzate, i messagini, ho preso per il collo attraverso il filo del telefono, il mercante di schiavi più cattivo, quello con i soldi, non il povero balbuziente, quello che ha il portafogli pieno pieno e non tira mai fuori un soldo di più, sei anni passati nello stesso posto di merda, a mangiare la merda del cliente, umiliato dietro ad un rack in un bunker di sturmtruppen nascosto cinquecento metri dentro una collina, ne ho a bizzeffe ragazzi, il mercante di schiavi, uomo buono, comprensivo, affascinante, mafioso, mi ha detto al telefono, <<sintaxerror, se non vuoi andarci alle condizioni che ti abbiamo offerto, troveremo un modo per mandartici lo stesso, ma a meno soldi>>, così si fanno gli affari, ho perso la battaglia amici miei, la bandiera di sintaxerror è caduta a terra e si è ammosciata, adesso siamo passati ai ricatti, tutto mi appare limpido e trasparente adesso come adesso, ora riesco a vedere e a capire, il lavoro in definitiva è soltanto lavoro, inutile aspettarsi umanità, o un pizzico di rispetto, quelli sono incidentali, ma non sono l'obiettivo primario di nessuno, al lavoro ci si va per prendere i soldi, e quelli che ti scritturano lo fanno per fare i soldi sulla tua pelle vecchia e consumata, non c'è nient'altro e prima ve lo metterete in testa pure voi e meglio vivrete, la storia di questa maledetta pratica di mare è troppo lunga e ora non ce la faccio anche perchè mi annoierei a scrivere e ripetere e ridire e ripensare, solo di una cosa ho bisogno, aiutate sintaxerror a vincere la guerra, ho bisogno solo di un altro lavoro, <<cazzo sintax, in questo periodo di crisi? e dove te lo troviamo un altro lavoro?>>, un lavoro da 1150 euri netti, chi se ne frega del contratto a tempo indeterminato, chi se ne sbatte di ogni cosa, meglio morire che restare con loro anche soltanto un minuto di più, ho perso la mia battaglia e i cavalli sono scappati imbizzarriti, il mio esercito è stato calpestato dagli zoccoli dei quadrupedi che cavalcavano e dagli anfibi pieni di fango del nemico, sintaxerror è rimasto da solo e l'unico del complesso sotterraneo con il quale vorrebbe parlare di questo, il bassista, non so come e quando e dove chiamarlo, anche perchè nel frattempo devo fare tutte quante le altre cose, speravo che il mondo si fermasse per un pò o che esplodesse o implodesse, ma non è successo niente del genere ed io sono ancora fermo qui con il mondo che gira e mi pianta il fiato dentro al collo, fiato marcio di cipolla rimasta incastrata troppo a lungo tra due denti, otto giorni per avere una nuova offerta di lavoro, otto giorni

non uno di più o uno di meno, o rischio di perdere anche la guerra, dopo la battaglia.
postato da: sintaxerror alle ore 02:26 | link | commenti (2)
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giovedì, 11 giugno 2009

le carte mescolate malamente. sono nervoso e irascibile questo periodo, schizzinoso, iperteso, instabile, orientato in direzione di una cassaforte piccola e stretta nella quale chiudermi in posizione fetale aspettando che il mondo esploda o migliori o semplicemente, si spenga, quando mi sento in questo modo significa che qualcosa deve essere modificato, cambiato, significa che sulla strada mi sono incastrato in un ostacolo e l'ho trascinato avanti e indietro appesantendo tutto il meccanismo, consumando le ruote e l'acqua nel radiatore, con questa storia del colloquio che non c'è stato non ho avuto tempo di fare un cazzo, non tocco la chitarra da una settimana, non sento nessuno, parlavo ieri con lei di questa storia del tempo a disposizione e del non tempo, pensavo che se vivessi da solo, completamente da solo, probabilmente dedicherei prima tempo a me stesso, poi alla casa, forse, credo che la magione si trasformerebbe in una sottospecie di stalla invivibile con i ragni assassini e la muffa arrampicata lungo le pareti, verdegiallo luccicante, oppure sarebbe semplicemente incasinata quanto basta ma vivibile in un certo qual modo, sarà che tutti quanti noi o quasi, fanno una vita che non gli piace, già la vita di per se non può piacere, non è una cosa buona o bella e non so quante volte l'ho scritto, il problema, come tutte quante le cose che vanno fatte è che mettere a posto una casa, una stalla, un box, lavare una macchina, tinteggiare le pareti, non è una cosa che facciamo per piacere, ma va fatta, e come tutte quante le cose che vanno fatte anche questa qui ti leva la vita e ti lascia inerme sul letto, svuotato, quando hai già dato tutto e troppo e ancora qualcosa sul posto di lavoro senza prendere niente in cambio, c'è chi chiama stipendio una cifra come mille eurini al mese, per me è solo una presa per il culo, il biglietto di sola andata verso il fantastico mondo degli psicofarmaci, antidepressivi, funghetti allucinogeni, superalcolici, eroina, tutto quello che poi allevia il dolore, in linea di massima non m'importa di come sono fatto e di cambiare non m'importa niente, le cose che faccio hanno sempre una motivazione di fondo ma non è mai la motivazione che le persone si aspettano, mai, incredibile ma vero, e ogni volta che tiro fuori la lingua con il fiato dalla bocca per parlare le persone davanti a me rimangono stupite, colpite, o deluse, il famoso gioco delle aspettative bruciate come carte da gioco lanciate nel caminetto, chissà perchè le persone, quelle cose su due zampe con le quali condivido uno spazio aperto o chiuso non hanno veramente intenzione di credermi, comunque tornando a quello spreco di tempo e di vita che voi chiamate in gergo "lavoro", quella cosa utile per far comprare la macchina nuova e la villa ai vostri capi, per non parlare di puttane giovani, vecchie, ragazzine, uso e consumo a tempo indeterminato o a progetto, cococo, coccodè, parlando di quella roba lì, il mercante di schiavi buono mi ha chiamato e mi ha detto un pò delle sue cosine, i mercanti di schiavi non stanno mai né fermi né buoni, pensano sempre a noi carne da macello, la mattina, la sera, la notte, guardano il loro preziosissimo arredamento e si ricordano dei nostri cognomi, delle ore di straordinario che abbiamo fatto, delle trasferte non pagate, soldi, soldi e tanti soldi ancora, tutti quanti a portata di mano e senza fare un cazzo, così nella pentola bolliva questa nuova idea, fresca fresca, <<sintax, potresti andare a lavorare a pratica di mare, per fare qualche soldino in più>>, qualche soldino in più, si tratta di monetine? l'eurino in più per il caffè? quei due soldini per comprarmi la pizza bianca al mattino mentre vado a scuola? <<abbiamo pensato a te anche>> sentite quanto sono furbi i figli di puttana <<anche nell'ottica del premio che dovresti ricevere>> il premio che DOVEVO ricevere mannaggia il loro porco di dio, il premio di maggio, il premio della prima settimana di giugno, il premio della seconda settimana di giugno, il bello è che possono prendermi per il culo in eterno, finchè non divento pazzo e vado ad ammazzarli tutti, e già una volta sono arrivato abbastanza vicino dal fare una cosa del genere, erano altri tempi, altre strutture, ero lo schiavo per altre persone, una vita di schiavitù con il tempo contato a fare cazzate per far mangiare meglio altri e questa me la chiamate vita? politicanti cattolici, mussulmani, merdosi collezionisti di bugie paranoidi sulla vita e sulla morte, tornando a noi, <<vista la sensibilità nei confronti della tua situazione economica>> leggasi come, uno degli stipendi da impiegato più basso d'europa <<abbiamo pensato che così potresti guadagnare di più>>, aeroporto di pratica di mare, un lavoro da turnista, con turni di mattina, di pomeriggio, di notte, di stranotte, reperibilità, uno stronzo può chiamarti perchè il toner della stampante è finito o perchè il suo portatile si è fatto la cacca addosso e tu ti alzi stravolto che sono le quattro e dormi da due ore, parti con la panda nera magica e ti fai sessanta km, mica cazzi, sessanta km di chilometri di kilometri, e vai a cambiargli il toner, ovviamente non esiste natale, ferragosto, capodanno, pasqua e la festa della repubblica, liberazione, san pietro e paolo, san didietro di san paolo, niente, nada, come capiti capiti, la lotteria di orari e tempi, così ho risentito quel tale che fa la stessa vita da anni oramai, mi ha detto come devo comportarmi, quanti soldi cercare di scucirgli, <<se non ti danno tutti i soldi che gli chiedi non ti  mettere in un casino del genere, o ti rovini soltanto l'esistenza>>, io ho buttato la trentaquattresima sigaretta a terra, l'ho schiacciata con il tacco degli anfibi e gli ho risposto "ricevuto amico, ti faccio sapere domani", stamattina mi sono svegliato che ero distrutto dalla depressione e dal sonno, me ne sono rimasto al letto fino alle dieci e poi con calma ho fatto colazione per la seconda volta, ho fumato una sigaretta guardando le tartarughe stese al sole, invidiandole per tutti quei cinque minuti, ho rifatto il letto e me ne sono andato verso il lavoro, viaggiavo a velocità sostenuta con la mia automobilina da strada, avevo sempre un paralitico davanti che andava piano e sbandava sulle curve, poi sono arrivato che erano quasi le 11 e 30, gli altri erano su a prendere il caffè, ho fatto la terza colazione con loro e mi sono messo al telefono con quel tale, la depressione non m'è passata, il nervoso nemmeno, la preoccupazione, il mal di vita, il mannaggia cristo e tutti gli altri, ho chiamato la segretaria della società dei mercanti di schiavi e ho fatto due starnuti, il capo dei capi nei capi non ci stava, nessuna delle due volte, il cellulare non ce l'ho e non so neanche se devo averlo oppure no, dovevamo fissare un appuntamento per domani, mattina forse, pomeriggio, parlare, tirare sul prezzo, contrattare, farmi dire tutto quello che già so, <<se ti dicono di andare in un progetto chiamato tizio, rifiuta, assolutamente, o non ci arrivi sano di mente a quarant'anni, è di gran lunga peggio di tutto quel che hai passato nel bunker e nel complesso sotterraneo assieme al capo-carceriere>>, grazie grazie grazie amico, loro mi stanno rigirando la frittata, è come se dessero dei soldini al povero barbone che riposa davanti o dentro la metropolitana di roma, purificano le loro anime e aspettano il traghetto per il paradiso, perchè iddio non se li prende e se li porta via? <<no sintax,  non li voglio tra i piedi, te li ritroverai all'inferno, quando sarà il tuo momento>>, così mi sono messo l'anima in pace e ad un certo punto ha suonato il cellulare mentre avevo le cuffie e scrivevo cazzate sul blog, il tale piccoletto del ced si è alzato di corsa e me l'ha lanciato nel secchio dell'immondizia, la suoneria era take this job and shove it dei dead kennedys, che poi è la suoneria riservata alle chiamate di lavoro, ho preso il cellulare e sul display c'era scritto "società dei mercanti di schiavi" lampeggiante, ho risposto pensando che fosse il gran capo con la sedia di pelle di consulente e invece era sempre la segretaria <<ho sentito il grande capo, sintax, mi ha lasciato il suo numero di cellulare e ha detto di chiamarlo>>, ho annotato il numero e mi son fermato a riflettere cinque secondi, tu, proprio tu, grande capo balbuziente, hai ricevuto tre chiamate mie tre di seguito, sai che ti ho chiamato e invece di alzare il telefonino aziendale e fare il mio numero mi fai chiamare per farti richiamare al cellulare, così con i miei sei euri scarsi e le ricarichine fatte dal conto bancoposta sono io a dover telefonare a te per vedere se accettare un lavoro che ti farà entrare in cassa ventimila, non bruscolini, non cinquecento o mille, ventimila euri al mese circa? questo si che è essere risparmiatori intelligenti ma io ho il sospetto che loro vogliono portarmi ad impazzire, ad entrare nella società dei mercanti di schiavi con una mitragliatrice per farli fuori tutti, forse è questo che vogliono, i nostri cari grandi capi oculati negli investimenti, nelle scelte, nelle decisioni, che voglia che ho di mandare tutto a puttane, di firmare la lettera di dimissioni senza avere niente, niente per le mani, niente, solo la libertà e la liberazione da tutte quante queste puttanate in sequenza sparate una di seguito all'altra, un tempo non avrei avuto paura di far questo, anzi, un tempo non ho avuto paura di far questo, l'ho già fatto, certo, non c'era l'incastro del contratto a tempo indeterminato, la prigione di dio, la maledizione che mi ha incasinato la vita, altro che certezze, ficcatevele nel culo le vostre certezze, in una vita incerta, un presente incerto, un futuro più che incerto mi date le catene, i legacci attorno al collo, così finisco impiccato come mio padre, pari pari e nel frattempo devo sentirmi intorno un sacco di stronzate e di lamentele e di lagnanze e di pianti e strepiti e chissà che altro, massa di bambini, si lamentano tutti quanti perchè la vita non è ciò che volevano, ma cazzo non c'è niente di più semplice di questo, la vita non è niente di quel che pensiamo noi e non ha niente a che fare con quel che vogliamo noi, la lotteria, c'è uno stronzo che tira giù un numeretto, un bambino grassottello che mescola le palline e ne prende una, probabilmente contrassegnata in modo tale da far uscire i numeri che ha deciso qualcuno più importante di lui, è così che funziona, bambino di merda che estrai la pallina, palline di merda che estraggono lo spermatozoo sintaxerror che ha vinto la corsa, la corsa verso lo zoo, dovevo finire in un fazzoletto o in un preservativo o nel culo di un uomo, ecco dove doveva stare sintaxerror, sono stanco e ho una voglia matta di rovinare tutto, chiudere, spaccare, massacrare la mia vita senza stare a cercare nei rottami quel che ho sbagliato e che non ho sbagliato, senza parlare più con nessuno perchè poi son stanco pure di parlare e di spiegare e di giustificare e di motivare e di fare cose o di non fare niente, mi vien proprio voglia di andare a casa, incartare il portatile, rifare la borsa, uscire, saltare in macchina e andare a farmi un pacchetto di cazzi miei con il cellulare spento, nessuna chiamata di lavoro, nessuna chiamata personale, nessuna chiamata di niente, un pò di niente, ho finito la birra del pomeriggio ma una lattina di peroni non serve neanche a pisciare niente, radio ced trasmette in repeat lust for life di iggy pop che ci sta dannatamente bene, radio ced in cuffia, e la giornata è tutta qui, ho voglia di piangere come un bambino, dare cazzotti al muro, prendere a cazzotti me stesso, ma tanto non servirebbe a niente, non mi risolverebbe alcun problema, l'unica cosa buona da fare è rovinare tutto, non c'è una scelta migliore e la diplomazia non ha mai condotto nessun esercito alla vittoria, li ha solo portati ad una lenta morte agonizzante, si certo, erano in casa con la loro televisione accesa e il divano e qualche animaletto da compagnia, riviste su macchine e motociclette, le partite di calcio, il cinema a portata di mano, il teatro con le marionette impiccate sul palco, un buon lavoro a tempo pieno, una moglie trasformata negli anni, qualche figlioccio di merda, tutte queste cose qui

beh potete tenervi tutto quanto.
postato da: sintaxerror alle ore 16:49 | link | commenti
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quando le dita vengono incrociate troppo e per troppo tempo. al dipartimento le cose filavano lisce come sempre, quando sali e scendi dal ced vedi più o meno sempre le stesse facce al bar o nel garage dove andiamo a fumare, dovevo studiare tutta quella roba e mi ero rimesso al lavoro proprio come un bravo ragazzo, quando uscivo fuori per fumare l'afa mi assaliva e il sole mi trasformava in un cieco senza bastone o cani lupo, niente semafori con segnalatori acustici, c'era sintaxerror, tutti i ragazzi del ced e il sole a riscaldarci le corna d'avorio, uno di loro ad un certo punto ha detto <<certo che è bello il sole>>, si, il sole è bello quando lavori in un ufficio e lo guardi dalla finestra, forse lì puoi dirmi che il sole è bello o sopportabile, quando come dracula emergo dagli inferi il sole è solo un nemico bastardo che mi rende cieco ed impotente, fumo in fretta tanto per tornare nel mio sepolcro, non che ci sia molto altro da fare, il telefono mi squilla sempre davanti al cesso, come se lo sapessero quando vado a cagare o a pisciare dopo le mie pause sigaretta, era quella tale del colloquio, <<purtroppo, sintaxerror, il nostro contatto sarà fuori per due settimane e il colloquio dovrà essere rimandato, comunque ci sentiamo in questi giorni, forse abbiamo anche un altro cliente al quale presentarti>> mi avevano dato il tempo giusto per sognare, già mi vedevo sgommare con la panda nera davanti alla società dei mercanti di schiavi, andare fino dalla mia amica segretaria, poi dalla contabile o da chi cazzo deve andare uno che è pronto a licenziarsi, firmare le dimissioni e dopo quindici giorni cambiare padrone, colleghi schiavi, sorveglianti, invece niente, l'incubo è rimasto proprio lì dov'era ed io ero un povero derelitto che aveva rinunciato, certo è che in due settimane potrò prepararmi a convincerli che io son tutto quello che ho detto di essere e magari anche qualcosina di più, senza strafare o si finisce per cadere a terra e rompersi l'osso del collo, c'è uno schifo di bestia alata che mi gira attorno, moscerini, zanzare, mosche, api, calabroni, maledetti siano tutti gli insetti del creato, perchè non hanno dato a me due ali? perchè la razza dominante non può possedere due ali ben piantate dietro la schiena? dicono che questo sia il migliore dei mondi possibili ma io non ci ho mai creduto, ho preso una mezzora per me, la tastiera è una stronza viziata che devi coccolare, la devi scopare con le dita, la tastiera, almeno un paio di volte al giorno e per farlo non c'è bisogno del testosterone alto, dormire, bere, ricaricarsi, niente di niente, devi solo starle un pò dietro, questo è il segreto, non si ottiene niente dai miei segreti, questo è un insegnamento vero e proprio, non ci si combina niente con me e non si ottiene niente, non si impara niente, sono un'entità che se scomparisse forse non farebbe un soldo di danno e nessuno si dannerebbe per averla indietro, soprattutto i miei capi, stavo rientrando al ced dopo la birra del pomeriggio, ogni volta, di fianco alla mia lattina di birra, ci schiaffano un bicchiere di vetro che rifiuto e rimando al mittente, un bicchiere da succo di frutta con sopra stampigliato il nome di un succo di frutta, non ho trovato altro di forte, quello è un posto semi statale, para statale, strada statale centocinquantuno, non ci sono superalcolici sulle strade statali e  nemmeno in quel postaccio di merda dove lavoro, stavo rientrando nel ced qualche riga fa, finchè non suona il cellulare e non riconosco il numero del mercante di schiavi buono, <<come stai sintax? tutto bene?>>, tutto bene?, perfetto, lavoro senza imparare, lavoro spesso anche senza lavorare, non cresco e non crepo, non si può cambiare niente, whatever happened, happened, diceva uno più intelligente di me, così gli ho risposto "diciamo tutto bene", poi mi ha fatto delle domande sul nostro lavoro, che cosa voleva che gli dicessi? "sto studiando per un colloquio in un'altra società?" oppure "qui giochiamo anche a worms world party e quake? intanto gli uomini fanno la guerra chissà dove, al fronte, schiacciati dalla loro bella divisa tutta linda, pinta, ordinata, sto per addormentarmi, la sera non ho più la forza di fare niente, la mattina non riesco ad alzarmi, il pomeriggio mi lascerei cadere sul pavimento e ci resterei a dormire per un bel pezzo, è lunga e complicata, tavolta inutile e dannosa la storia di sintaxerror

esattamente come la vita
postato da: sintaxerror alle ore 00:49 | link | commenti
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mercoledì, 10 giugno 2009

segreti e tecniche di un'inutile vita impiegatizia. pensate a come fottere tutto quanto il tempo che vi rimane, mandate un buon curriculum in una società e fatevi assumere per cinque o sei o sette o ottantanove mila anni, non ricorderete più niente di voi, chi siete e chi eravate, dove stavate andando, la cosa che mi esalta è il riflesso del mondo schiacciato sulle fiancate delle vostre macchine di merda, decine, ventine e trentine, se non quarantine di migliaia di euri incassati da qualcun altro, il tale fattone del ced è sceso lamentandosi perchè gli hanno perso una raccomandata alla posta, e la colpa non è dell'impiegata dell'ufficio postale, la faccia scavata come se ci avessero passato sopra un aratro, neanche un orgasmo vero in dieci mesi, vestiti grossi che la gonfiano e la abbrutiscono, non è colpa del postiino che si gira a guardare un bel culo in jeans sulla strada e lascia cadere per errore raccomandate, bollette del telefono, la lettera con i soldi di nonna pinetta per cugino cicciuzzo emigrato a roma dalla montagna più alta della calabria, dal cucuzzolo della montagna, con la neve alta così, non ho mai indossato neanche un paio di sci sci, non è colpa del presidente della general motors e udite udite, nemmeno di quello che chiamate presidente del consiglio, che poi checchè se ne dica, per me non è tanto diverso da quello prima e da tutti quelli prima, un tantino più idiota, plateale, immaturo, la colpa non è di tutti quanti loro, quelli ce li hanno messi davanti tutti quanti come sagome perchè noi abbiamo bisogno di avere dei nemici, un punto mortale dove colpire, una x dove scavare, il tesoro composto dalle ossa scomposte di tutti quanti i nostri avi, i parenti, i nostri amici, seppelliremo tutti, amici miei, seppelliremo tutti e non avremo imparato un cazzo dall'unica possibilità che ci è stata data in questo carnaio, io mi chiedo chi me lo ha fatto fare, certi giorni, oggi non gira bene, non so per quale motivo, sarà che poi tutto quanto questo non mi esalta, mi dà soltanto ansia, ansia calda e bavosa che mi scivola dal petto fino alla punta del pisello, non mi esalta e non mi preoccupa, <<questo, essere molto grave, mio ciovane assistito>>, lo psicologo che accavalla le gambe nei suoi pantaloni marroni, i baffi sporchi di panna del caffè solo da un lato, o forse era sborra? quando leggo le chiavi inserite su google, per esempio, dalla gente che casualmente raggiunge il mio blog, mi scompiscio dalle risate, alcuni sembarno usciti direttamente da cioè, altri dal manicomio criminale, incarcerati per violenze carnale ripetute a diversi membri della propria famiglia, magari con l'aggiunta di un postino, tanto per riagganciarci ad un argomento già trattato, mi fa piacere, questo vuol dire che sintaxerror, che poi sono io, tratta argomenti di altissimo livello, interessanti, formativi, divertenti, forse dovrei parlare di politica? voi che ne pensate? dovrei cominciare a scrivere, "eh, questa legge che è stata fatta oggi è così perchè cosà e perchè cosù", potrei fare propaganda per la coalizione al governo o per l'opposizione, o anche per tutti e due contemporaneamente, potrei parlare, che so, ah si, di calcio? commentiamo gli ultimi goal di non so quando? potrei parlare di arte e di teatro e fare lo spocchioso, non che io sappia qualcosa di arte o di teatro, ma per fare gli spocchiosi basta leggere due righette qua e la, come fanno tutti quanti, quando lo scopo è fare gli spocchiosi, obiettivo poi del novanta per cento di esseri umani che ho incontrato lungo il mio cammino, è semplice, ognuno ha il suo metodo per fare lo spocchioso, il suo campo d'azione, oppure potrei parlare, non lo so, accetto suggerimenti, ma tanto so che come ho sempre fatto continuerò a vomitare in questo cesso nero con scritte bianche tutto quel che mi capita e lo sapete perchè? perchè fondamentalmente il mio problema e la mia forza è che non me ne frega un cazzo, non me ne frega un cazzo di niente, sono solo un povero idiota che ha perso la sua identità e l'unica cosa che mi tiene in carreggiata è che ho un filo di coraggio in più per ammetterlo e non mi perdo in giochetti, forse perchè non ho trovato giochetti mentali sufficienti ad incastrarmi, scoraggiarmi, farmi un bel lavaggio del cervello, due più due uguale cinque, senza scivolare troppo nella fantapolitica, andare a votare tutti quanti, per esempio convinti di fare veramente qualcosa di buono o intelligente o addirittura, perdindirindina, di dovuto a questo paese (eheheheh), è come vedere cinque dita quando io ve ne mostro quattro, ma non mi va di perdermi con queste quisquillie da finti alternativoidi di estrazione aristocratica mascherati che giocano a fare gli intellettuali, la verità è che non me ne frega niente, voglio stare bene e voglio la mia tranquillità, del mondo non me ne frega niente e di come va a finire nemmeno, perchè non ho mai avuto voce in capitolo e mai ne avrò, a meno di prendere una pistola e cominciare a sparare, ad ammazzare, ricattare, estorcere, rubare, cose del genere, in questo caso si, che potrei avere voce in capitolo, altrimenti caput, silenzio, posso fare il mio dovere, buttare l'immondizia negli appositi cassonetti, sorridere al mio vicino di casa, comprare un bell'autoradio nuovo per la mia magica panda nera, andare a votare chi mi consentono di votare quando me lo consentono, nei limiti e nei termini secondo i quali me lo consentono loro, e così allora siamo buoni tutti quanti, siamo liberi di fare tutto quello che ci dicono di fare come ci dicono di farlo, perchè? perchè si, ecco perchè, come quando ti parlano di dio, maledetto sia dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra che schiatti insieme alla sua fottuta umanità sparpagliata tra terre e mari e laghi e fiumi e cazzi duri, ci credi per fede, una congrega di stronzi scrive un libro o più di uno, disegna una croce con un salame inchiodato sopra e via, tutti quanti ad adorare il vitello grasso, il cristaccio magro, il maiale dorato, e tutto perchè? per fede, la politica è fede, l'informatica è fede, la vita è fede, la religione è fede, il lavoro? volete dirmi che non è fede pure quella? io però ho perso la fede e l'ho persa in tutto quanto, persa, buttata, lasciata andare al vento, me l'hanno bruciata ed è stato un bene, quando ho perso l'innocenza mi è dispiaciuto parecchio, adesso forse non me ne frega più niente nemmeno di quello, è una brutta giornata dove le cose girano non proprio bene, ho cercato di studiare e non ho combinato un cazzo per tutta quanta la mattina, non riesco a tenere gli occhi fissi da nessuna parte, il fattone, uno dei miei preferiti in assoluto, mi ha guardato <<questa decisione è netta, di sicuro, può essere discutibile da certi punti di vista, magari rovesciando la discussione su un piano più..>> così ho girato la testa e gli ho detto di smetterla di fare lo stronzo, ci siamo fatti quattro risate e ci siamo visti sei minuti di trainspotting, ci siamo sganasciati e siamo tornati alle nostre vite, senza pensare, <<non perderti nei pensieri, sintax, quando accade sei perduto e non puoi tornare indietro>>, non è un caso che al tempo scelsi rents come nome d'arte, lo capivo mark renton, riesco a capire tutti i vermi, i disadattati, i drogati, gli alcolizzati, i derelitti, e al tempo stesso riesco a capire gli impiegati, i nerd che cercano di farsi strada nel mondo, le spie aziendali, gli spazzini, i commessi, gli autisti dell'autobus, i generali che conducevano alla guerra e alla morte i vecchi eserciti, tutti li capisco, ed è un gran problema questo qui, ho preso un panino a mensa con un pò di salame dentro e me lo sono portato nel mio tugurio, non ho voglia di stare in mezzo alla gente e sentirli chiacchierare e non ho voglia di pensare, ancora non ho avuto notizie se questo colloquio ci sarà domani oppure venerdì, incrociate le dita, fate che sia venerdì ragazzi belli così ho ancora del tempo di studiare, visto che stamattina ero troppo rincoglionito per il sonno e le troppe nozioni e l'ansia e la paura e le visioni e le voci che vengono da sotto al paiolato e tutte quante le altre malattie mentali che mi avete fatto venire con le vostre stronzate da quattro soldi, ora avete un debito con me e io ne ho diversi con voi, ma cominciate saldando il vostro, tanto sapete dove trovarmi, l'unica volta in cui avevo deciso di suicidarmi poi ho lasciato perdere, non ho abbastanza soldi per scappare, saldate il vostro debito, incrociate le dita per me

che io salgo a prendere un caffè nel bar del dipartimento della protezione civile e magari anche una birra o se lo trovo, qualcosa di più forte da bere, che oggi ne ho bisogno
postato da: sintaxerror alle ore 14:25 | link | commenti
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la mattina ingoiata dalla notte. ho messo piede sottoterra che su per giù erano le nove e il cielo era coperto, la strada si rifletteva sulle fiancate metallizzate di giganteschi camion, le ruote macinavano kilometri sul raccordo anulare, io non riuscivo più a muovere un muscolo, entri che è giorno ed esci che è notte ma perlomeno un qualcosa per la testa ce l'hai, uno straccio di piccolo obiettivo a breve termine, qualche giorno, ancora qualche ora, le cose brutte e quelle belle capitano in un minuto e spesso sei costretto a fare una scelta, a decidere, a prendere il toro per le corna cercando di domarlo, rischiando di morire calpestato o perforato come il vostro cristo delle bibbie, prima pensavo a tutti quelli che fantasticano e mi raccontano di storie sentimental-sessuali da ufficio desiderate, sognate, quelle cose rubate magari in un cesso sporco o in una macchina dai vetri segnati, o addirittura, pensateci bene un pò, all'incontro con il grande amore, così, un gioco di sguardi, quando sei al semaforo, quando prendi il caffè, cose del genere, io penso che la colpa di tutte queste puttanate sia proprio la televisione, quell'aggeggio che tengo al motel e che accendo solo quando mangio, l'elettrodomestico sul quale la mia pappagallina preferisce sedersi per cagare, detto tra noi, certi giorni vien voglia anche a me di cagarci, il problema è la televisione che mette in testa ad un manipolo scelto di idioti un kilogrammo e mezzo di pigne, così ti guardi intorno e vedi donne dal fare languido o uomini che lanciano messaggi e sguardi tanto da finire per sembrare degli stupratori che studiano la loro preda, i ragazzi del ced mi hanno aiutato tantissimo e anche il mio caro sparring partner topo gigio, in quel sottoscala ho trovato un gruppo di poveri diavoli divertenti e divertiti, bravi figli di puttana, mi dispiacerà lasciarli, se le cose andranno bene, la mia società di mercanti di schiavi diverrà solo un ricordo, per carità, piacevole da certi punti di vista, anche se ora non mi sovviene esattamente per quali punti di vista, però piacevole, cambiare mercanti di schiavi potrebbe non cambiarmi completamente la vita in meglio, conosco i miei cani da pastore in tutti quanti i loro splendidi ed innumerevoli difetti, non sto facendo il santo eh? anzi, sono un gran figlio di puttana anch'io con troppa, troppa poca faccia tosta, un giorno o due al gran finale, un giorno o due alla risposta definitiva, giusta o sbagliata che sia, in ogni caso stiamo segnando un piccolo goal nella storia di sintaxerror, credo che fare colloqui sia disastrosamente allucinante per certi punti di vista, non sai mai chi ti dovrà esaminare e sembra sempre come se tu avessi l'ultima chance prima di finire a ravanare nelle immondizie, oppure ti viene quella faccia da zingarello che nella metropolitana della vita chiede : "ti prego dammi lavoro tu", sporco uomo bianco, visi pallidi, siamo visi pallidi che cerchiamo di allungarci il pene e di abbronzarci, tutto il contrario di quel che ha fatto michael jackson, un negro che diventa un latticino, noi mezzi bianchi che cerchiamo il tumore sotto al sole, a caccia di miti, eroi e stronzate cinematografiche, il lieto fine, il tramonto con l'orchestra che suona una musichetta niente male, la busta dei popcorn sotto al sedile di noi spettatori, io e boh, non lo so quanti siamo, noi che siamo un minimo consapevoli di tutte queste e anche tante altre porcherie della vita quotidiana, io e lei invece siam partiti e lontani da tutto ci siamo ritrovati a festeggiare il nostro primo anno insieme, cazzo se ci penso, l'uomo che cuce gli occhi mi ha accolto bene quando mi ha visto andare e venire con le mie immense valigie, <<vuoi dire che lei è riuscita a sopportarti per un anno? credo che un premio lo meriti>>, "il mio povero amico stronzo quanto spiritoso", ma non ha tutti i torti, mi sopporta da un bel pò, pensare che un tempo era "quella tale" come tutte le persone del mondo sono quel tale o quella tale o quei tali e via dicendo, e invece adesso "quella tale" è diventata "lei" da un anno e una manciatina di giorni, ho sonno, non ne posso più di computer e tastiere, schermi, il cellulare ha suonato varie volte ma io non potevo rispondere, poi ad un certo punto devo avercela fatta e ho trovato un messaggio di quel tale che recita più o meno così: <<ho dato le dimissioni ai mercanti di schiavi, per settembre emigro>>, e così anche lui se ne va, mi chiedo quanto devo essere idiota per restare ancorato all'arca di noe bucata da parte a parte, mi sembra di vedere tutti gli animaletti che chiedono aiuto ed io, in mezzo alla barca in piedi come uno scemo divorato dal sonno e dalla stanchezza, gli occhi che si chiudono e i sudori freddi, l'umidità raggelante della notte, sento che sto per crollare, sragiono, quel tale che gestisce le strutture informatiche della società dei mercanti di schiavi ha mandato una mail per dirci della sospenzione del servizio, peccato che abbia scritto "sospensione" del servizio, come dire "ehi, ieri sera sono uscito con mio sio", o non lo so, rasionalizzasione, ecco, questo ha un suono ottimo, io devo staccare tutto, con la racchetta magica ho fritto un paio di zanzare tigre svegliando l'intero quartiere

meglio che mi dilegui con il favore di questa bella notte qui
postato da: sintaxerror alle ore 01:10 | link | commenti
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martedì, 09 giugno 2009

a cosa stai pensando, sintaxerror? <<quando al criceto viene aperta la gabbia dove è stato rinchiuso per mesi, magari sottoposto a scariche elettriche, comunque lui ha paura di uscire>>, ero nel panico più totale, l'ansia mi ha trascinato sul cesso almeno cinque o sei volte e prima ho cominciato a tremare, è strano, ti basta annusare solo per un attimo la puzza di libertà e ti ritrovi spaventato, terrorizzato a morte come un ragazzino, quando senti che l'incubo sta per finire, o solo per cambiare, peggiorare o migliorare, comunque hai paura perchè quello è ed è stato il tuo incubo per anni e in un certo qual modo ti sei abituato e non sai mai in che cazzo di trappola potresti finire, un bel giorno, agli inizi di questo mese caldo e assurdo, biancaneve, quella sottospecie di subumana che viveva in casa con lei, ha lasciato l'appartamento ed io ho aperto le valigie e ci ho messo dentro un bel pò di roba come mutande, calzini, magliette, scarpe, pantaloni, lenti a contatto, tutto quello che vi portereste dietro quando lasciate il motel dove avete sempre vissuto, per un mese intero, l'uomo che cuce gli occhi mi seguiva mentre preparavo le valigie come un cagnolino che ti annusa il culo, <<dicono che tu sia diventato la nuova coinquilina della tua compagna>>, "già, dicono così", stavo piegando le magliette in quel momento, avevo la sigaretta per storto accesa all'angolo destro della bocca ed era già sera o quasi, <<non vali molto come coinquilina secondo me>>, "ma sono sicuro che verresti a letto più volentieri con me che con quella spastica che abitava la mia stanza", non ha potuto replicare, biancaneve ha preso tutte le cosine della mamma ed è tornata dalla mamma, tra le braccia di mamma, a fare il pisolino quotidiano con il fratello, il papà, la mammà, in uno squallido quadretto da baraccopoli preterincestuoso, io ho preso il comando della stanza numero due, a lei è tornato il sorriso stampato sul volto, un sorriso sereno, tranquillo, dividere la casa e le proprie cose e il tempo e lo spazio con un'estranea non dev'essere facile ma dividerlo con quella specie di ranocchia con i baffi, cattiva come poche donne al mondo, o forse no, ho conosciuto donne più cattive ma era soltanto un caso, noi esseri umani siamo solo molto egoisti, non c'è la cattiveria in senso vero e proprio, non esiste la cattiveria fine a se stessa, tutto ciò che fa un bipede con giacca, camicia, calzoni e pisello puzzolente lo fa per soddisfare un bisogno, tutto qua, guardatelo da una prospettiva molto più ampia, ma fatelo da soli perchè adesso non ho voglia, mi ricordo le parole del mercante di schiavi buono, <<non preoccuparti sintax>>, potrebbe usare il mio nome per esteso e chiamarmi direttamente sintaxerror, ma lui fa parte dei buoni e quindi preferisce abbreviarlo, <<entro la fine di maggio avremo chiuso questa situazione e arriverà il tuo premio>> è arrivata la fine di maggio, è passata una settimana a giugno, ma non ho assolutamente ricevuto una lira, <<il cliente pensa che tu sei tanto bravo sintaxerror, si fida di te>>, certo, andateci in un negozio di merda qualunque, compratevi una lattina di birra, cambiate i fari della vostra panda nera, pagate l'albergatore quando è il momento di pagare, compratevi una cravatta o una corda per impiccarvi e quando vi chiedono i soldi rispondete pure, senza aver paura <<no, non ho i soldi, mi hanno detto che sono bravo>>, vedrete che il commerciante si ritrarrà immediatamente e straccerà lo scontrino esclamando <<oh scusi, spero che lei possa perdonarmi per l'enorme errore commesso, torni pure a servirsi nel nostro negozio quando più le aggrada>>, sintaxerror il bravo, un bravo senza arte né parte, un bravo senza meriti e senza un soldo, mentre i mercanti di schiavi viaggiano su macchine aziendali costosissime, hanno i loro iphone di merda per chiamarci le amanti e le mogli insudiciate tra i panni di casa e la cacca pastosa dei loro figli, cespi di corna viscide come lumache all'orizzonte, che le teste dei miei capi non passino più nei corridoi dei miei complessi sotterranei, così io son rimasto nel ced della protezione civile a fare che cosa non si sa, un giorno dopo l'altro, un giorno come una settimana e una vita intera, e in tutto questo ho sonno e lei respira con dolcezza di fianco a me, prima aveva un respiro più pesante, adesso forse si è svegliata per via del mio ticchettare sui tasti, non ne sono certo al cento per cento

ma in ogni caso è meglio che ora smetta, la seconda parte arriva domani mattina, quando meno ve lo aspettate.
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venerdì, 29 maggio 2009

la somma di tutti quanti i numeri estratti. scrivere è uno dei pochi modi che conosco per legare la noia ad una sedia e farle saltare il cervello con un colpo solo, dopo averla punzecchiata e torturata a lungo per tutta quanta la notte, rende le cose un tantino più interessanti anche quando non lo sono affatto, è come guardarsi in uno specchio che riesci a modificare, anche se solo di un pochino, una lastra di ghiaccio spessa che puoi modellare quel tanto che basta a regalare un pò più di brio, prendete me per esempio, due giorni sottoterra di cui non ricordo quasi niente, eppure ci sono stato, dove una volta c'erano le radici degli alberi, le talpe e i vermi cercavano a loro modo di arrivare da qualche parte, scavando, noi non siamo tanto diversi da tutti quegli insetti, confusi e frustrati perchè non riusciamo a tagliare il traguardo, uno più in gamba di noi un bel giorno ci ha dato questo giochetto e ci ha rovinato la vita, occhiali scuri con lenti a specchio e sacchi da dove infilare i piedi, poi cominciamo a saltare nel buio incontro al vuoto, se scivoli sei morto, se ti perdi finisci in un ospedale psichiatrico o ti dedichi per sempre al tuo lavoro, io sono stato a segnare numeretti, a ricontrollare numeretti annotando altri numeretti e ora ho la nausea e come al solito mi trovo nel punto della storia dove bisogna ricominciare daccapo, c'è sempre qualche cosa che si spezza dentro e intorno a noi e ci costringe in un certo qual modo a cancellare quel che è stato per far andare il nostro bel cavallo da corsa in un'altra direzione, finchè il nostro cavallo non sarà tanto stanco da accasciarsi al suolo e morire, ci è arrivata la telefonata del mercante di schiavi buono, buono un tempo e oramai completamente legato alle logiche aziendali, noi non siamo giapponesi questo è vero e detto proprio tra noi, al popolino e al popolone non va affatto di lavorare, non vogliono inventarsi niente, il problema è che non vedo oltre il confine una situazione migliore, la gente mi fa semplicemente orrore e non ci posso far nulla, sento le ombre di tutto quel che è stato arrotolarmisi intorno alle gambe per tirarmi giù, <<andiamo sintaxerror, lasciati andare un'altra volta, per l'ultima volta>> non riesco a distinguere un grande eroe da un gran coglione, oramai, le immagini che mi presentano davanti sono talmente false che è impossibile avere un'idea ben precisa e la nostra mente distorce tanto da rendere poco chiaro pure quei pochi pensieri che abbiamo, quattro o cinque al mese, il resto lo passiamo a raccogliere l'immondizia, cambiare l'acqua ai pappagalli, raccogliere numeretti, rubare del tempo per fare quattro cose stupide mentre aspetti, forse io sono una stupida anima in pena, che è finita in questo acquario e aspetta il cibo a bocca aperta perchè sa, oppure immagina, che una volta saltato oltre il bordo, troverà soltanto la morte, che poi sta morte non è proprio un problema da niente, diciamo che mi riguarda in modo completamente marginale ma è la cosa più reale che abbia mai conosciuto, ci sono certi giorni dove prendo e mi siedo ovunque mi trovi, su un marciapiede, in una sedia del ced tutta quanta rovinata, le assi di ferro che premono sulla schiena, l'aria viziata e malsana, mi siedo sul cesso del motel per svuotarmi della merda accumulata, in quei momenti mi rendo conto di essere pazzo abbastanza e mi sparo un paio di domande addosso così, domande che non hanno risposte e che non servono a niente, poi in uno stato più o  meno catatonico mi chiedo che cazzo di gioco stronzo è quello al quale tutti quanti noi stiamo giocando e come se ne esce vivi e più o meno sani di mente, perchè più della morte c'è l'impazzire che mi spaventa, i vostri rimedi per diventare sani, vivere più a lungo, non funzionano perchè comportano soltanto l'impegnare il tempo, occuparlo, nascondersi dalla vita, dalla morte, dal purgatorio, dall'inferno e soprattutto da quel palloso paradiso, dove ci attendono le nostre fantastiche risposte, me li immagino tutti a cavalcione di qualche nuvola a forma di uccello che se la ridono mentre varchiamo, uno per uno, i cancelli del paradiso o le porte dell'inferno, <<sintaxerror, e che ti aspettavi che ti dicessimo, una volta arrivato? non sei stato in grado tu di dare un senso alla tua vita e pensi che possiamo dartelo noi? smamma vecchia caccoletta, torna sulla terra che lì non hai ancora finito>> e così torno sulla terra e prendo le mie scale, scendo sottoterra e mi ritrovo di nuovo al punto di partenza, al ced del dipartimento di protezione civile, mentre penso a cosa fare e a cosa non fare, a come farlo e anche a come non farlo, penso che forse dovrei prendere tutto quanto tra le mani e stravolgerlo, piantar su un vero e proprio casino alla sintaxerror, rompere e mescolare i nuovi elementi, crearmi una strada sulla quale non si può tornare più indietro, chissà perchè non riesco ad agire in modo metodico, tranquillo, ragionato, sarà perchè mi si chiude la gola e mi si gonfiano gli occhi e non riesco a far altro che a pensare, ad esempio, di far fuori una trentina di persone tutte quante in fila, persone selezionate con scrupolo e coscienza, o anche così, prese nel mucchio dei lordi e degli zozzi come me e come voi e come tutti quanti gli altri, oggi ho finito il mio stramaledetto turno sottoterra che non avevo più niente da dire alla vita, il nostro carceriere si è fatto vivo e ci ha fatto scrivere e segnare e annotare e archiviare altri numeretti, una vita fatta di numeri che non puoi sommare tra loro e dividerli può essere soltanto inutile e deleterio, poi ho preso la panda nera e sono andato da lei, quella specie di subumana che vive nella stanza di fianco, biancaneve, non c'era, era fuori che cercava di capire come fanno le piante a crescere oppure come possono le persone camminare sulle loro gambe, da chi hanno imparato tutti questi impalpabili segreti, quel mostro orrido su due zampe non era in casa, c'era un bel freschetto e lei era invece sdraiata sul letto con tutte e due quelle belle cosce scoperte, deliziose, non riuscivo a smettere di accarezzargliele, morbide e chiare come illuminate dalla luna, aveva la bocca e la figa che sapevano di buono, tutti i tremori sotterranei erano scomparsi, come se non fossero mai esistiti, eppure i vermi continuavano a spalare mentre mi sfilavo le mutande e glielo facevo scivolare dentro, dopo aver litigato con un paio di preservativi, biancaneve era tornata in casa e sicuramente ci sentiva mentre godevamo come due porci su quel bel lettone grande, un fantastico tardo pomeriggio, aveva reggiseno e mutandine spostati soltanto per metà, mezzi nudi e mezzi vestiti, metà bianchi e metà neri, alla fine ho iniziato a venire e non la smettevo più, con il letto che traballava, gracchiava, sussultava, avevo la testa tirata all'indietro e continuavo a godere, avevamo fregato dolori, preoccupazioni, la bruttezza dell'universo intero, avevamo un pò di tempo tutto quanto per noi, poi ci siamo messi in giardino a chiacchierare con un ghiacciolo in mano, lei doveva andare a suonare ed io dovevo tornare al motel, l'uomo che cuce gli occhi gironzolava per la casa pensieroso giocherellando con tutti gli oggetti che riusciva a trovare nella mia stanza, ho acceso una sigaretta e ci ho fatto due chiacchiere, fuori il sole era bello che tramontato e l'ombra dei miei numeretti aveva iniziato a risplendere, <<allora tra poco fai i bagagli, sintax bello?>>, "si amico, lascio il motel per un mesetto" così me ne starò un pò con lei e smetterò di fare il commesso viaggiatore con le mutande in valigia e i calzini e le magliette e i fogli con tutta la roba della chitarra, le lenti a contatto e le mie stronzate, <<quando tornerai in questo letamaio ti ci vorranno mesi per abituarti di nuovo>>, "no amico, non mi sono mai abituato a vivere qui", ci siamo fatti due risate e abbiamo fatto un piccolo brindisi, c'è sempre bisogno di un buon drink ma in effetti l'unico posto dove davvero sento ogni tanto il bisogno di bere è in quello scantinato maledetto, una stanza vuota e senza amore e senza futuro e senza passione e senza niente di niente, le mie otto ore fasulle da impiegato fantozziano, fantocci è lei? no sono sintaxerror, e sono le tre del mattino, la notte ci ha già abbracciato a tutti quanti, puttana come non lo è mai stata prima d'oggi, tra pochissime ore mi aspettano i miei dannati numeretti e tutte quelle cose stronze da finire, gli orari da inserire, poi finalmente beccherò anche due lire di stipendio, un mese nuovo, un giorno nuovo, tutti troppo simili a quelli precedenti, inutile che io mi ponga domande adesso, sono troppo stanco per fare anche solo un fiato, troppo stupido per tirar fuori le stesse identiche risposte, la risposta probabilmente è proprio nella domanda, noi tendiamo a scindere troppo le due cose come nei giochi a premio, <<mi dica signor sintaxerror, qual'è il senso della vita?>> sbagli e sei fregato, rispondi bene e sei fregato in un altro senso, ti astieni e vieni bollato come un codardo e messo al bando, non potrai più fare il fighetto per la città, camminando con la testa che non guarda né in alto, né in basso, sarai fuori dai giochi, oppure partecipi e non ascolti la domanda, cerchi la risposta, come una mosca prova ad uscire sbattendo contro il vetro di una finestra serrata, è tardi, incredibilmente tardi, mi si chiudono gli occhi e comincia a girarmi la stanza, la mia giostra preferita, oggi parlavo con quel tale, nel garage del ced, dei turni notturni, lui arriva alle 20 e stacca alle 8 del mattino due giorni alla settimana, di seguito, poi si riposa un giorno e poi fa due mattine e ti si sballa ogni cosa, ti gira la testa, ti ritrovi a guardare tutto quanto il traffico che procede avanti a passo d'uomo, strade calde e automobili infernali, mani che bruciano, il sudore delle ascelle, e loro stanno andando a scaldare la scrivania mentre tu cerchi un modo rapido di tornare a casa per dormire cinque, quattro o undici ore, strano anche questo, non c'è niente che non sia strano, soprattutto se si parla di lavoro, lei mi manca stanotte, sintaxerror è uno stronzo romantico, non c'è niente da fare o da dire, è proprio così, ma la notte non ha pietà e la mattina nemmeno, davanti a me c'è una fila di numeretti da impilare, sistemare, arrangiare, numeri che fan girare la testa, numeretti, e tra tutti questi ci mettiamo anche il numero cinque, dai

il numero delle ore che anche stanotte non riuscirò a dormire
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mercoledì, 27 maggio 2009

gli schiavi parcheggiati nel sottoscala. come ogni notte, quando torno al motel, non riesco ad addormentarmi e passo ore a stropicciarmi tra le lenzuola umide e bollenti aspettando il sonno e la sveglia, ogni tanto riesco a leggere, altre volte sento solo il dolore che mi fa ogni singolo muscolo, poi si è fatto giorno e il caldo era impietoso esattamente come ieri, mi vestivo e sudavo, era tardi e nessuno poteva farci niente, io non avevo voglia di affrettarmi, tanto non sarebbe accaduto nulla, noi siamo soltanto carne mezza viva e mezza morta tenuta al fresco in una sala sotterranea climatizzata che aspettano una destinazione, promesse, paure e misteri da risolvere, era una giornata noiosa come tutte le altre, l'unica cosa che veramente mi faceva tirare avanti più o meno contento era la convinzione che questa sarebbe stata l'ultima settimana di non lavoro nel ced del dipartimento della protezione civile, la seconda cosa che mi rende più tranquillo è quello stupido premio che ancora tarda ad arrivare, i mercanti di schiavi stanno ancora riflettendo su come recuperare i soldi che mi daranno, quei quattro eurini di merda tutti stropicciati nel portafogli, accartocciati con disprezzo, premere invio per effettuare il bonifico, o forse mi firmeranno un assegno scoperto, fatto sta che maggio sta finendo e il mercante di schiavi buono aveva detto <<entro maggio chiudiamo questa pratica sintaxerror e verrai chiamato per ritirare il premio>> il mio pubblico si gira per applaudire gli uomini che muovono i fili di tutta quanta questa stupida storia, mi hanno fregato per l'ennesima volta, probabilmente l'ultima, un fesso come me può farsi fregare ancora più e più volte, una pistola sempre differente che spara pallottole piene d'inchiostro, parlavo con quel tale che è tornato da taranto, un altro schiavo del nostro piccolo, infido sistema, era al complesso sotterraneo insieme agli altri amici e tutti quanti chiedevano ad alta voce <<quando torna sintaxerror? doveva esser qui il quindici di maggio>>, i giorni passano e tutti quanti gli anni di cui avevo bisogno se ne sono andati in uno stupido pezzo di carta firmato da ambo le parti, contratto a tempo indeterminato, come crepare dieci anni alla volta seduto su tavolacci diversi, tutti quanti nascosti sottoterra dove gli uomini veri e le donne vere e le persone si rifiutano di scendere, io e le altre cavie da laboratorio che mandiamo avanti la baracca, perlomeno una volta salvavo il mondo, il capo-carceriere, quel pezzente bastardo del complesso sotterraneo, mi dava qualche stupido compito da svolgere e poi mi rinfacciava che ci mettevo troppo e che tutto era sbagliato e altri lamenti, vagiti, che non posso a quest'ora ricordare, non che io abbia poi troppo sonno, prima me ne stavo sul letto a guardare la televisione, c'era dr house, il resto non mi interessava, la televisione è un altro marchingegno per renderci deficienti, o per mantenere lo stato delle cose al loro posto, mentre la vostra donna delle pulizie grassa e con le calze sbrindellate tiene in ordine le vostre cose, ripone i vostri animaletti di vetro sulle mensole, nasconde sotto il tappeto le sue vergogne, i vostri delitti e la polvere di settimane, la televisione si occupa di sistemare i neuroni e le cellule cerebrali, il dottore zoppo e cattivo mi è sempre stato simpatico insieme forse a qualche altro paio di programmi, il resto è solo spazzatura che ingoiamo ad occhi aperti, naso tappato, orecchie rinforzate, cervello spento, bruciato, in una giornata di lavoro ne vedi troppe, ti metti in mezzo al traffico e ne vedi delle altre, poi ti fermi in un bar per bere un drink e ne senti ancora, alla fine quando arrivi dentro casa e l'unica cosa che hai voglia di fare è di ammazzarti, accendi la tv e senti le ultime, tanto per dare il colpo di grazia e prepararti all'insonnia, ad una nuova giornata di lavoro, forse ha ragione lei quando mi parla dei criceti dentro una ruota, il mio unico problema è che nella vita riesco a volte a star bene con poco, la molla del cambiamento mi scatta sempre per motivazioni singolari, il gusto della sfida, la voglia di animare un pò la situazione, oppure quando ho perso tutto, a volte scatta la voglia di cambiare qualcosa quando non riesco più a prendermi per il culo, seduto in una stanza con tutte le macchine intorno che fanno rumore e gli altri del ced che bestemmiano e giocano su internet, poi suona skype ed è quel genio del nostro responsabile, il nostro attuale carceriere, <<ragazzi ci hanno confermato che starete in dpc fino al 15 di giugno>> e così sono altri quindici giorni seduti ad aspettare che accada qualcosa, a guardare il monitor, a raccontarci cazzate, a piangere disperati sottoterra, senza niente da fare, niente di cui potersi ricordare, mi sono alzato dalla sedia e ho cominciato a bestemmiare iddio e la madonna e tutti quanti gli altri del vostro stupido presepe, san giuseppe, gli asinelli, ho dato una manata contro il muro ma la parete era ancora lì e tutti gli altri stavano zitti e si chiedevano cosa fosse successo, quel tale non mi ha dato più fastidio da quando ho cominciato ad urlare alla tavola calda, sbattendo il boccale di birra sul tavolo, ci sono degli individui che sembrano molto pericolosi, sembrano più pericolosi che individui, sotto sotto vieni poi a scoprire furbescamente che il loro gioco violento e aggressivo serve soltanto per tornare al centro dell'attenzione, mantenere quella posizione di leader incontrastati del loro pollaio, dipingete il pollaio come più vi piace, focolare domestico, ufficio, circo equestre, il posto dove passate un pezzetto o tutta quanta la vostra vita, anche lì deve esserci qualcuno a fare il leader, il capo-branco, il cane scemo che conduce le altre pecore sceme verso il macello, quando cala il sole, il pastore sceglierà la pecora da fottersi e poi la rimanderà piena di sborra dentro al pollaio, fine dei giochi, spegne la televisione e non ci pensa più, tanto lo sa che non cambierà niente, ho caldo e ho sete, continuo a sudare nonostante scriva nudo con il pisello che batte sul cuscino della mia sedia, dovrei strapparmi via la pelle dal corpo e restare solo con addosso i muscoli rossi, quei due o tre muscoli che c'ho, piccolo, magro e secco, parlavo con il mio amico dentista, <<ti trovo in grandissima forma, sintaxerror>>, siamo entrati in sala fumatori, ci siamo messi in finestra e ognuno ha tirato fuori le proprie carte, poi parlavamo della solitudine e dell'esigenza che hanno gli altri di condividere, mescolare, attaccarsi, ingannare, manipolare, pur di avere un briciolo di compagnia, terrorizzati all'idea di quella parola brutta e ingiusta, s o l i t u d i n e, quel vuoto esistenziale che ognuno di noi ha veramente paura nell'affrontare, mi ricordo quando uscivo da solo e facevo lunghe passeggiate e delle buone bevute, oppure di quando andavo al cinema da solo, o di quando andavo in un pub con un libro, leggevo e bevevo, questo accadeva una manciata di anni fa, era bello ma per la vostra società tutto questo equivale ad essere degli sfigati o dei personaggi strani, singolari, magari pazzi o artisti o forse soltanto pericolosi, a me non interessava granchè interagire con la gente, se capitava incassavo il colpo o lo restituivo o sgusciavo via abilmente, altrimenti me ne stavo io ed io e me e sintaxerror e quel che avevo deciso di fare finchè non avevo finito di farlo e stop, quando sono con lei mi capita una roba strana e dannatamente bella che non avevo mai trovato prima in nessuna donna, e poi calcolate che è un anno o quasi che la conosco, di solito i primi segni di pazzia si manifestano entro il terzo mese, più o meno a quel punto della storia ti sei fatto un'idea di quel che dovrai penare nei mesi successivi, noi abbiamo superato il terzo mese e non c'era nessuna patologia mentale deviata, o paranoide, o insofferente, o puttanesca, o depressa all'ultimo stadio, niente, quindici anni di storie del cazzo sono servite a qualcosa, perlomeno, e dunque parlavo di lei, quando siamo insieme per un weekend intero capita che ci mettiamo ognuno a fare le proprie cose, chi scrive, io che suono la chitarra o che leggo qualcosa, lei che legge qualcosa e tutto procede alla perfezione, nessuno intralcia l'altro, nessuno si sente trascurato o messo da parte, e la cosa si protrae anche per qualche ora, provate a farvi una vita vostra, cercate degli interessi, qualcosa da fare insomma e vedrete che il più delle volte la vostra compagna, o il compagno suvvia, senno mi prendono per uno che è razzista con le donne, iniziano a sentirsi messi da parte, accantonati, per non si sa bene quale stronzo motivo, ma il motivo è sempre lo stesso, solitudine più insicurezza, il tutto opportunamente mascherato, in questa società mongoloide noi dobbiamo essere forti e coprire ogni tipo di debolezza agli occhi degli altri altrimenti non siamo più dei veri gringos, non siamo delle donne cazzute, non potremo mai far successo, conquistare il mondo, guadagnarci la nostra fetta di gente e di mondo, lodi e applausi, incartate tutto questo con la carta igienica e scaricatelo dentro al cesso, non avete bisogno di niente, sono tutte frottole, vi hanno raccontato delle belle storie lo sapete? e tutto gira sempre intorno agli altri, io ho fatto la mia scorpacciata di altri, ho lasciato la macchina e ho preso prima il trenino e poi la metropolitana, quando ero bambino adoravo l'odore della metropolitana, mi fermavo a guardare i treni che andavano via e ad annusare quello strano odore finchè non mi portavano fuori, all'aperto, dove le altre persone studiavano un modo per fregare il prossimo e portare a casa un pezzo di pagnotta farcita in più, la metropolitana è un gran bel posto ma non sai dove guardare, sull'autobus o in treno guardi fuori, ma in metropolitana fissi per terra o sei costretto a tenere gli occhi chiusi e se vuoi canticchiare non ci riesci troppo bene perchè prima o poi qualche altro idiota fissa i tuoi occhi ed è finita, nel viaggio di ritorno due ragazze si erano sedute davanti a me e una di loro non faceva altro che guardarmi e riguardarmi, ero osceno e sudato, stanco e con quel sapore di medicinale in gola, avevo le unghie sporche e volevo dormire, ho alzato il volume dell'ipod e ho cominciato a leggere tutti quanti i nomi delle fermate, vittorio emanuele, manzoni, flaminio, spagna, re di roma, quando sono sceso nella piazza sono rimasto impantanato in un nugolo di persone come moscerini che camminavano chiacchierando, leccavano il gelato, alzavano polvere e aspettavano l'autobus, il dentista ucraino mi ha messo le mani in bocca e ha pulito tutti quanti i canali con quei suoi liquidini puzzolenti, ne ho viste troppe dalla sedia dei dentisti di tutto quanto il pianeta, sintaxerror e la sua bocca da salvare, <<tra due settimane ci dedicheremo a chiudere questo dente>> e un altro lo archiviamo, i miei dentoni vengono depennati uno dopo l'altro, devo ancora dare a quella brava gente un bel mucchietto di soldi, dove troverà sintaxerror i soldi per fare tutto quel che deve fare? insisto nel dire che dovrei rapire i figli dei mercanti di schiavi e vendermi gli organi sul mercato nero, fegati, occhi, cuori da trapiantare, cose del genere, articoli che vanno a ruba di questi tempi, ho iniziato a scrivere quel maledetto curriculum in formato europeo, sintaxerror in giro per il mondo, il vagabondo con il trolley tutto spaccato, tre anni fa ho ordinato il ricambio del carrelletto ma ancora non è arrivato, probabilmente il carrello sta viaggiando sulle sue ruotine da singapore e varcherà le porte della capitale tra cinque o seimila anni, io ci ho rinunciato, oggi ho fatto insieme a quel tale un altro bel fiocco di scotch da pacchi tutto quanto attorno alla maniglia, guardavo i treni della metropolitana arrivare lenti, gigantesche talpe d'acciaio colorato, pensavo che gettarsi sotto la metropolitana è un modo semplice e rapido di morire, puoi persino fingere di scivolare e chi si è visto si è visto, nessuno penserebbe ad un vero e proprio suicidio, metti un piedi in fallo e aspetti quei due o tre millisecondi che il treno divori il tuo corpo, gnam, crunch, le ossa digerite e rimesse tra le ruote, i giornalisti che si fregano le mani, qualcuno che è contento perchè arriverà tardi al lavoro e avrà persino una cosa nuova da raccontare, al ritorno il trenino puzzava di piscio, di fianco a me c'erano una coppia di cinesi e la ragazza aveva una lunga cicatrice sul volto, il cellulare era scarico e tutti gli altri passeggeri stavano zitti e guardavano nel vuoto, il mio ipod si era scaricato, avevo finito tutti i biglietti dell'autobus, lei mi mancava ma era tardi e non potevo riprendere la macchina per raggiungerla, sono sfinito, questa giornata non mi ha dato tregua, non me le sono andato a cercare, ero tranquillo, pacioso, più o meno beato, aspettavo, poi sono sceso alla stazione di due ponti e ho recuperato la mia piccola panda nera parcheggiata su un cumulo di rifiuti industriali, gli anfibi calpestavano il vetro, un cane abbaiava ed ululava al di là del cancello, mi avrebbe strappato via i coglioni con un morso, se avesse potuto, ho provato a miagolargli contro, ad abbaiare anch'io ma non c'era verso di farlo smettere, volevo soltanto un pò di silenzio, un attimo di pace, ho messo in moto e ho puntato verso il cancello, il bastardo si è spaventato e ha chiuso il concerto senza un bis, era tardi e la notte era già scesa, la chitarra si sta impolverando, sotto al motel era pieno di parcheggi vuoti e i pappagalli dormivano già, ho acceso la televisione e l'ho spenta quasi subito

tanto per oggi mi avete già rincretinito abbastanza, non mi serve un'altra dose di orrore quotidiano  
postato da: sintaxerror alle ore 01:58 | link | commenti
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martedì, 26 maggio 2009

la settimana successiva. l'estate ci sta arrostendo come tanti polli allo spiedo, io nel frattempo non avevo cose molto interessanti da dire e rileggendo solo qualche stralcio di quel che ho scritto fino ad oggi mi rendo conto che forse non ho mai avuto, cose veramente interessanti da scrivere, mi consola il fatto che anche tutti gli altri non hanno niente di interessarmi da raccontare, tutto questo chiude un pò il cerchio e ci lascia in piedi ad aspettare la prossima mossa di dio, essere delle pedine non è proprio una faccenda di cui vantarsi, non è roba da urlare ai quattro venti, prendete esempio dal lavoro, dovevamo lasciare quel niente che stiamo facendo nel sotterraneo della protezione civile la settimana scorsa, poi il mio carceriere mi ha telefonato, quel tale smorto e smunto e spento che non sa mai con esattezza quali sono le decisioni da prendere, un giocatore di scacchi che ha perso la regina per salvare un pedone, un pedone che ha perso le gambe cercando invano di arrivare dall'altra parte contemplando le nuvole grigie ritagliate al di là del complesso sotterraneo, io ho alzato la cornetta e con lui c'era pure il mercante di schiavi, l'uomo che ci vende a prezzi alti per lavori barbini che nessuno ha voglia di fare, <<sintax, resterete lì un'altra settimana. visto che non avete nulla da fare, riposatevi, però in modo irreprensibile come sempre, niente internet, giochetti vari, a me potrebbe anche stare bene se il cliente vi paga per stare un altro mese lì a non fare niente>>, certo, a lui che cosa gliene frega se siamo vivi o morti o se lavoriamo o se ci portiamo un sacco a pelo e ci addormentiamo dietro qualche rack pieno di macchine, non gli frega niente se ci portiamo dei trans in ufficio e ce lo facciamo spingere su per il culo e non gli interessa se arriviamo alle 9 o se entriamo dopo mezzogiorno in ufficio, a lui basta guadagnare, sta lì seduto sulla poltrona a contare i soldini, din din din din din din din, din din din din, soldini colorati, profumati, sacchi neri pieni di contanti da contare, i soldi sporchi che mandano avanti camion interi e ammutoliscono generazioni di ragazzi falliti prima ancora di esser usciti dalla figa della madre, il destino è uno stronzo strano e incomprensibile, io ero sottoterra a fare le solite cose, cioè niente, aspettavo che suonasse la campanella come un bambino viziato, quando ad un certo punto, nel casino generale, nell'euforia di noi poveri dementi, hanno acceso l'aria condizionata, dalle grate ha cominciato ad uscire polvere secolare mentre da terra si alzava un fitto strato di laniccia, eravamo fregati, i sorci caduti in trappola, ci mancava soltanto l'antincendio assieme al rumore delle macchine che grattavano via le nostre anime dimenticate nel sottosuolo, quando ho messo il naso fuori mi sentivo meglio, la giornata era finita e nessuno ci aveva guadagnato niente, a parte i mercanti di schiavi, lei indossava una camicietta fantastica ed era stremata dal caldo, fuori non c'è aria, non c'è spazio e non c'è speranza, sembrava di essere in africa con tutte quelle macchine parcheggiate male e la gente che camminava in mezzo alla strada, il furgoncino della sda che bloccava l'ingresso del negozio di occhiali, rullini, macchinette fotografiche, io pensavo che sarebbe stato il caso di rinunciare e prendersi la liquidazione e partire finchè non finivano i soldi, lasciare tutto in un minuto soltanto, ci sono delle situazioni dove io so bene cosa è giusto fare e cosa non è giusto tirare avanti, sono l'uomo che risolve la sua vita in un minuto, perchè se per caso penso troppo inizio a confondermi e rimugino e mastico pensieri come fossero ossa di ranocchia impanate e poi saltate in padella, la programmazione mentale che ho ricevuto, il lavaggio del cervello o come preferite chiamarlo voi, magari preferite cultura, educazione, maschera sociale, bon ton, galateo, legge del taglione, quella lì, quella cosa lì indefinita che ti fa sempre invidiare qualcun altro e ti pesa sulla schiena come una gigantesca scimmia finchè non muori, quel malloppo di cosette così mi confondono e mi fanno rimandare, rimandare, rinviare, quando la cosa giusta da fare sarebbe quella di presentare le dimissioni dopo aver beccato il premio, prendere il tfr, vendere la mia panda nera, amore mio, la mia piccola povera, bellissima macchinetta, noleggiare una macchina, passare a prendere lei con tutti i miei soldi e i suoi soldi e il suo tfr e partire per l'europa abbandonando l'africa, ricominciare e cercare tutti e due un altro lavoro, così, in un solo minuto, mi snerva tutto quel che va fatto lentamente, ricominciare con i colloqui, davanti ad altri aguzzini con le facce a culo che mi faranno domande idiote, parleranno di cose che non ho mai visto né sentito prima, tireranno a fregarmi, per pagarsi un'altra rata del mutuo, la puttana del giovedì sera, le bottiglie di vino e i calzini con la firma sotto, come se i piedi davvero ne avessero bisogno, potremmo legarci due fazzoletti di stoffa o quattro di carta attorno ai piedi e saremmo a posto, dove siete voi sconclusionati e impazziti, trucidi e abbandonati e mongoloidi e delusi, e incarogniti, avvelenati e bestemmiatori e bestemmiati, insicuri, terrorizzati, vittime di attacchi di panico, squilibrati, perchè non venite da vostro papà sintaxerror e non cerchiamo di mettere insieme un esercito per sistemare ogni cosa? non pensate che sarebbe più bello finalmente esprimervi senza curarvi del vostro stronzo vicino con le sue paturnie e tutte quelle malattie mentali che nasconde così bene? non vi piacerebbe essere voi stessi, semplicemente, brutti, grassi, magri, stecchini con un occhio solo, una gamba di legno, falliti, miserabili, poveri eroi caduti in disgrazia, stupidi impiegati privi di senso alcuno, stolti idioti affamati di potere, vittime e carnefici, non vi piacerebbe essere quel che siete e basta? dovrei farmi eleggere come sindaco per poi diventare presidente del consiglio, per poi diventare presidente della repubblica, fino a diventare presidente degli stati uniti, per poi alla fine, sterminare l'umanità intera e ricominciare da capo, tirerei su una splendida arca di noè capace di viaggiare attraverso la lava eruttata dai vulcani e tra le radiazioni di centomila esplosioni atomiche, farei salir su pappagalli e cani e gatti e tartarughe, ricci di mare, cavalli di razza, alci e lepri, poi ci metterei su noè che io mica la so guidare l'arca ed eva così possono farsi un paio di belle scopate e proprio una volta avvenuto il concepimento, quando son certo al cento per cento che gli spermatozoi di noè hanno fecondato eva, darei a tutti e due un bel calcione sulle chiappe lasciandoli precipitare nel magma radioattivo che ha inghiottito la terra, con un sorriso farei un bel tuffo, triplo salto carpiato verso l'eterno e il nulla di un attimo in un coro di bee, muuu, miaooo, squitt, bauuu, caii, oink e tutti gli altri versetti che voi lettori, pochi, probabilmente uno o due o tre o chi lo sa, riuscite ad immaginarvi, io e lei siamo andati a fare un pò di spesa, non c'era quasi più nulla da mangiare ma in compenso avevo tutte le mie leccornie in bottiglia ficcate nella borsa termica, sabato quasi ero tentato di non fare più nessuna festa, i trentuno anni trentuno di sintaxerror, oggi sfilava una parata di negri su via flaminia, non so perchè fossero scontenti, tutti sono scontenti ed è questo che accomuna l'essere umano oltre ogni forma di razzismo ed è anche questo che spinge gli esseri umani ad odiarsi tutti, oltre ogni forma di razzismo, comunque c'erano tutti questi che avevano bloccato la mia strada e uno di loro aveva un cartello che recitava più o meno così: <<io aspetto da quindici meso>>, io gli avrei detto "amico, io aspetto da trentuno anno" e avrei chiuso così la pratica, questi trentuno anno passati sulla terra o sul terro, oh pianeta madre, il giorno della festa ero in forma ma non troppo, pensavo con la testa che fosse una cosa stupida fare una festa e invece è stato divertente, quando hanno portato le due torte io ho fatto gli auguri a quel tale che suonava la chitarra e ho spento le candelina, c'era un tre e un uno sopra, come vuole la tradizione, io ho fatto il mio primo bloody mary ma non avendo il tabasco ho dovuto usare il peperoncino tritato ed è venuto comunque una squisitezza, ne ho fatto assaggiare un sorso a quel tale che è rimasto colpito, sintaxerror, l'alchimista con magiche, affascinanti bottiglie da mescolare, al supermercato abbiamo preso un pò di cose da mangiare ed io mi son comprato un giapponese take away formato maxi, dodici euri sonanti, abbiamo cenato in giardino, c'era un bel fresco e gli uccellini cantavano ancora, non sembrava di essere neanche a roma, il pesce crudo si rifletteva su un bel piatto trasparente ed io ogni tanto le sbirciavo quelle grosse tette dalla camicia, una serata fantastica, ho divorato una fetta di torta e mi son ricordato di un paio di sere prima, quando ho ripulito tutto con la sbronza dentro al cervello rischiando un paio di volte di sfracellarmi al suolo con tutte le bottiglie di birra semivuote, c'era un sacco di gente ed eravamo tutti quanti contenti, in un certo qual modo siamo riusciti a fare ciò che volevamo fare, dopo cena lei è tornata al lavoro, io ho fatto i bagagli e ho affrontato il raccordo anulare, l'asfalto era morbido e le gomme della mia panda nera bruciavano tra le ombre dei camion, ho chiamato quella tale che festeggia oggi e ci ho fatto quattro chiacchiere, andavano tutti quanti a cena fuori, in pizzeria, una delle ultime volte che mangiai dal bersagliere stetti malissimo, presi una bruschetta alla nduja e una pizza tartufata, vomitai e cagai sangue per ore, finchè non tornò fuori tutta quella merda piccante che avevo ingoiato, potevo sentirla mentre scendeva lungo tutto l'intestino, fino ad irritarmi le emorroidi e avvelenarmi il fegato e la notte, notte, non tira un filo d'aria qui al motel, è come stare seduti in un gigantesco forno crematorio impolverato, l'agnello che aspetta di finire nel forno mentre ascolta la storia della madonnina e dei soldi regalati ai nostri cari amici preti e alle suore, raccolta per la madonna, sai che cazzo se ne fa la madonna dei nostri soldi? morta e sepolta nei libri e nelle invenzioni degli uomini, bravi siete, voi che scrivete, io ho scritto una cosa come un'altra ma nessuno si è messo adorare un uomo che crede di essere incinta oppure lo è veramente, invece voi tutti a credere alla madonnina del libro, comunque mi si raccontava di questi cinque euri donati alle scarafaggesse vestite di nero con qualche lampo di bianco tra la corona di spine e la pelle raschiata via dal tempo e dalla grandine, vendiamo santini, benedizioni, madonne parlanti, madonne ghignanti, cristi in croce, vendiamo rosari, messe bianche, messe nere, benediciamo i vostri figli o li sacrifichiamo ad uno con le corna a punta e gli zoccoli, stranamente non vedo grandi differenze, è solo una questione di forma e di colore, come con la politica, ancora si stupiscono perchè un uomo di potere si scopa le ragazzine, ma di che volete stupirvi? molta della gentaccia che ho conosciuto, esserini che ho evitato di frequentare e che, quando posso, evito ancora sulla mia strada, in un continuo girar di palle e di angoli, quella gente lì che ancora si stupisce di queste cose, è proprio quel manipolo di eroi che desiderano il posto d'onore per angustiare il prossimo e scopar ragazzine o donne adulte o mature o cazzute o tutte quante queste cose contemporaneamente, siamo shockati, stupiti, ammutoliti, con la bocca aperta e facciamo "oooh" come i bambini di quel demente di povia, non c'è niente di cui stupirsi, è tutto perfettamente normale, in regola, nella norma, sembriamo nati manco ieri, oggi pomeriggio, nghè nghè e frigniamo e sbattiamo le mani per terra, cattivi, infami, traditori, meschini, viscidi, barricati dietro la nostra ideologia, che poi la parte non fa differenza, potremo stare in alto come a destra come a sinistra o al centro o di fianco o di striscio, sul lato sinistro, sbragati sul cateto, non cambierebbe niente di niente, a parte il nostro infinito stupore da poppanti, comunque eravamo in casa ed è uscita dalla sua camera biancaneve vestita da atleta per andare a correre, questo fine settimana deve aver sradicato una presa della stanza, non è capace di attaccare una stufa alla corrente, non è capace di staccare una spina dalla presa, guarda il cellulare che si ricarica e le tacchette che salgono su una dopo l'altra, per terra di fianco alla porta del bagno, sul tavolo della cucina, guarda queste magiche tacchette ed esclama, <<eeeeh, ma come fate? perchè non mi insegnate?>> e il cellulare non le risponde e nemmeno le tacchette e se ne va a correre nel parco in questi ultimi giorni che gli rimagono prima di togliersi dai piedi, sbaraccare, sbolognare, fare bagagli e tornare a casa da mamma e da papà che io ve li farei vedere mamma, papà, figlio e figlia, begli attrezzi tutti e quattro e tutti son venuti fuori dalla scopata di qualche individuo, niente di più, l'atto più antico del mondo, quando in sala parto han visto venir fuori quella cosa si saranno chiesti <<eeeeh ma come hai fatto ad uscire?>> tanto valeva che se la tenessero nella pancia fino ad oggi quella biancaneve lì, ho ancora la valigia da disfare, un paio di cose a cui pensare, domani potrebbero venire ad intervistarci, perdindirindina, uomini del complesso sotterraneo che scendono fin sotto al dipartimento di protezione civile per chiederci delucidazioni sul lavoro svolta, la raccolta di dati e di numeretti, l'inserimento di questi preziosi numeretti in un file excel, gli schemini disegnati, servono spiegazioni, non basta aver fatto un lavoro da coglioni per due mesi, invece che per una settimana, facendo si che il nostro mercante di schiavi ingrassasse ancora di più e si ingozzasse di ostriche e caviale con i nostri soldi, no, domani dobbiamo anche rispondere a delle domande, soddisfare delle curiosità e niente gli andrà bene, io ne sono certo, gli uomini non sono mai contenti, perchè fanno le cose semplicemente perchè pensano che certe cose vanno fatte, non le fanno mai per uno scopo ben preciso e anche quando hanno un'idea in testa, una specie di piccola x da scovare e sulla quale poi scavare, lavorano sulla forma e sull'apparenza e sul ciò che dev'esser fatto, il come non ha importanza, nemmeno il risultato finale, niente ha importanza, e pensare che dicono a me che son quello che non dà importanza a niente nella vita, tsè, quanto poco di loro conoscono e quanto poco conoscono di me, certe volte vorrei che mi aprissero la scatola cranica e mi guardassero nel cervello, in quella cosa spugnosa irrorata di sangue che occupa tutto quanto lo spazio, sono sicuro che sarebbero spaventati, terrorizzati, annichiliti, probabilmente, perchè nei miei occhi si trova l'orrore che loro stessi si nascondono, la chiave di volta che smonta le loro ragioni, l'onda che demolisce i loro castelli di sabbia, la certezza che non esiste santità e che siamo solo niente destinati al niente, poi ci penseranno due volte,

prima di mandarmi sottoterra per fare uno stupido censimento che non servirà mai a nessuno
postato da: sintaxerror alle ore 01:21 | link | commenti
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